Il Bravìo di Montepulciano: si spingono le botti di un gran vino
di Andrea Dal Cero

 

Spingere botti vuote per valorizzare quelle piene del migliore Nobile è certamente un’idea che i produttori di vino di Montepulciano hanno sposato con lungimiranza ed entusiasmo. Fino al diciassettesimo secolo la contesa tra le otto contrade locali si giocava a cavallo con una corsa rompicollo tra le ripide stradine della cittadina. La partecipazione e l’entusiasmo popolare, che in questa parte della Toscana sono ben noti e ritenuti fisiologici, tendevano però a trasformarla sempre più in una splendida occasione per prendersi tutti allegramente a bastonate fino a che la competizione non dovette essere abolita per motivi di ordine pubblico.
Nel 1974 i Poliziani pensarono di riprendere la tenzone, questa volta in maniera incruenta, adoperando le botti che nelle locali cantine non dovevano di certo mancare. Nasceva così il moderno Bravìo delle Botti. Il termine bravium indica in lingua volgare il panno dipinto che reca l’immagine iconografica di San Giovanni Decollato, il patrono della città, messo in palio per l’occasione. Riprendere una tradizione così lontana nel tempo non deve essere stato facile. E’ stato necessario attendere che si formasse una generazione di veri contradaioli per tornare ad avvertire l’entusiasmo autentico e passionale dei secoli andati. Oggi sono soprattutto i giovani che, formatisi appunto in questa nuova e già molto sentita identità di contrada, riempiono le vie, organizzano le feste, studiano le strategie di gara, festeggiano o soffrono in comunità di quartiere. Cos’è oggi il Bravìo delle Botti è facile da raccontare. Ognuna delle otto contrade schiera due “spingitori” che devono rotolare in salita per le strade di Montepulciano una botte che pesa circa 80 chilogrammi. Quando, al termine del corteo storico, il campanone del comune comincia a suonare, otto botti e sedici spingitori si infilano contemporaneamente e di gran carriera su per i vicoli medievali: chi arriva primo sul sagrato della cattedrale in Piazza Grande, nel punto più alto del paese, vince.
Per la cronaca il Bravìo 2003, che si è disputato al tramonto di domenica 30 agosto, è andato alla contrada delle Coste i cui spingitori Torello e Cacio hanno dato ai loro più diretti inseguitori un’intera salita di distacco.