Il
Carmignano Docg alla
Cantina Bentivoglio
Attesa e curiosità per la Mortadella di Prato
di Andrea Dal Cero
Giovedì
22 gennaio. La valigia è pronta, piena di maglioni e calzettoni
di lana: più che un giornalista mi sento un esploratore artico.
Non amo la montagna e, francamente, detesto lidea di trascorrere
qualche giorno in mezzo alla neve. Le previsioni del tempo mi lasciano
poche speranze in proposito: a Sondrio, in questo momento, se non
nevica vuol dire che ha appena smesso e che riprenderà appena
possibile. In Valtellina sono passato qualche volta, quasi sempre
destate, e Sondrio rimane per me solo un nome sulla carta stradale
e niente più. Rincuorato dalleffetto amniotico delle
vecchie scarpe di goretex mi sento più adeguato ad affrontare
questa prima trasferta dellanno appena iniziato che mi porta
alla prima convention internazionale dedicata al vitigno nebbiolo.
Lhanno chiamata Nebbiolo Grapes 2004 ed è un appuntamento
di tutti i grandi protagonisti del mondo vitivinicolo: i viticoltori
valtellinesi accoglieranno in questo fine settimana i colleghi piemontesi
e valdostani e i produttori provenienti da quattro continenti. Per
gli Stati Uniti ci saranno aziende di California, Pennsylvania, Oregon
e dello stato di Washington. Tutta lAustralia vitivinicola sarà
rappresentata: dallo stato di Victoria al Nuovo Galles del Sud, dalla
parte occidentale a quella meridionale. Saranno presenti il Messico
e il Sudafrica, oltre ai migliori produttori di Barolo e Barbaresco,
i rossi di Valtellina e i vini di Sardegna e Valle dAosta. Cosa
succederà in queste giornate e, soprattutto, se questo freddolosissimo
viaggio avrà avuto una reale giustificazione ve lo dirò
la prossima volta.
Oggi preferisco parlarvi di una realtà molto più vicina
a noi che si presenterà agli enoappassionati bolognesi lunedì
9 febbraio alla Cantina Bentivoglio: il vino Carmignano Docg. Viene
da unarea di produzione molto ristretta che è a metà
strada tra Firenze e Pistoia, in uno dei caratteristici ambienti collinari
toscani, nel versante orientale del Montalbano compreso nei comuni
di Carmignano e Poggio a Caiano, nella provincia di Prato. Cento ettari
scarsi, compresi tra i 250 ed i 400 metri sul livello del mare, di
marne ed arenarie avvolte in una matrice argillosa. Per molti aspetti
simile al Chianti Classico, il Carmignano Docg si diversifica però
dal suo più famoso vicino di casa a motivo della presenza nelluvaggio
di vitigni bordolesi. Una breve scorsa al suo disciplinare vede infatti
oltre al Sangiovese ed allo storico (seppur ormai poco usato) Canaiolo,
anche il Cabernet Franc ed il Cabernet Sauvignon. Vino etrusco per
eccellenza, fu in seguito adottato dai Romani e quasi scomparve con
la decadenza dellImpero dOccidente per ricomparire sotto
il dominio dei Franchi e rifiorire infine al tempo dei Medici grazie
al granduca Cosimo III che nel Settecento ne fissava confini, caratteristiche
e requisiti. Un vino intenso e invecchiato, di grande corpo; grato
ai sensi più evoluti e caldo e armonico quanto basta per un
pieno godimento.
Ma alla Cantina Bentivoglio i produttori del Carmignano Docg non porteranno
soltanto i loro vini; si caricheranno anche dei loro prodotti alimentari
caratteristici e più famosi per farceli assaggiare: i fichi
secchi di Carmignano e, udite udite, la Mortadella di Prato. Prima
di mettervi ad urlare indignati per la provocazione culinaria, aspettate
di vederla e poi di assaggiarla. E completamente diversa dalla
nostra: in comune hanno solamente il probabile etimo che deriva da
mortaio (dal sistema di sminuzzare e pestare gli ingredienti). La
Mortadella di Prato è cotta, si fa con la spalla di maiale,
il capocollo, il guanciale, il lardone e la pancetta. E conciata
con pepe nero in grani e macinato, sale, polpa daglio pestato,
macis, coriandolo, cannella, garofano e alkermes. Insomma, è
unaltra cosa!