La
Salama da Sugo per chi sa condividere
di Andrea Dal Cero
Chi corre nella vita per arrivare ad ogni costo, spesso senza sapere
dove e, ancor più grave, senza domandarsi il motivo per cui
corre, di sicuro non è in grado di apprezzare la Salama da
Sugo Ferrarese. La scrivo con tre maiuscole, almeno la prima volta,
per evidenziare limportanza di questo insaccato i cui carattere
e ripieno non hanno eguali, né antenati, né pronipoti.
I rampanti della vita, dicevo, non la conoscono, non la capiscono
e, in alcuni casi, finiscono addirittura per non incontrarla mai.
La salama è fatta per chi sa condividere le esperienze, per
chi sa fare lavori di squadra, per chi riesce a conservare lamicizia
delle persone che ama e che apprezza di più.
Quando compare in un menu è ovvio che sia la pietra filosofale
della tavola: si comincia a parlarne prima, si trepida nellattesa,
se ne festeggia infantilmente larrivo, la si gode in silenzio
tra mille ammiccamenti e poi, invariabilmente, se ne discute fino
a tardi.
Per arrivare ad una salama da sugo ferrarese come si comanda io, personalmente,
ho due percorsi privilegiati. Il primo mi conduce dallamico
e collega Graziano Pozzetto, giornalista, scrittore e palato talmente
fino da essere stato costretto in un passato piuttosto recente a raccontare
la sua filosofia materiale a proposito del nobile insaccato in un
ponderoso volume di quasi seicento pagine. Laltro, ancor più
sentimentale, mi fa incontrare Raul Campana, una specie di fratello
di origini bondenesi che delle sue radici conserva ben poco allinfuori
del sempiterno desiderio dei bolliti di papà Tassi e dellinnamoramento
perenne per la salama da sugo.
Ovviamente i due, se si trovassero alla stessa tavola, avrebbero lungamente
da discutere sulle valenze intrinseche ed organolettiche della salama
che avrebbero davanti: Graziano lavrebbe cercata tra Poggio
Renatico e Buonacompra, la servirebbe su una polentina gialla morbida
e laccompagnerebbe con un Fortana giovane del Bosco Eliceo;
Raul sarebbe invece andato a prendersela a Vigarano Mainarda, la presenterebbe
con un puré di patate a pasta bianca e ci berrebbe volentieri
un Lambrusco Grasparossa. Se a tavola con loro ci fossi anchio
cederei volentieri a tutte le loro argomentazioni e mi divertirei
parecchio ad ascoltare le motivazioni con cui ognuno perorerebbe la
propria causa.
La salama da sugo è così: fatta per essere argomento
e nutrimento, amicizia e confronto. E il luogo delle idee!
Se vi trovate a Ferrara e siete improvvisamente colti dal desiderio
di salama da sugo provate a chiedere aiuto alla Trattoria Romantica
(proprio dietro al Castello Estense) oppure al Testamento del Porco
(sullaltra sponda della darsena). Il proprietario si chiama
Romano: ditegli che vi mando io.