Quando
il sesso sa di tappo
di Andrea Dal Cero
Sul Wall Street Journal dei giorni scorsi è riportato un interessante
articolo sulle strategie attuate dai produttori di vino americani
per avvicinare al consumo il pubblico più giovane. Per conquistare
i consumatori sotto i 35 anni, i viticoltori stanno prendendo spunto
dalle case produttrici di birra e liquori, usando quel tipo di pubblicità
sexy che ha reso la Bud Light (birra) e la Smirnoff Ice (vodka) prodotti
alla moda per ventenni e trentenni. Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna
il consumo di vino nellultimo decennio è letteralmente
esploso, ma la crescita è guidata principalmente da un segmento
della generazione del baby-boom: i quarantenni. Nel prossimo decennio
circa 70 milioni di americani raggiungeranno letà legale
per bere alcolici e i viticoltori vogliono assicurarsi questi nuovi
consumatori. Ci sono dei rischi in questa strategia, perché
nessuno sa come i consumatori abituali di vino reagiranno a questo
tipo di marketing. Il vino ha una grande immagine di consapevolezza,
status, ricchezza e buon gusto; potrà resistere a confezioni
e nomi tanto aggressivi? Alcuni tentativi di raggiungere bevitori
più giovani sono falliti: la Hardy Wine ha prodotto una linea
di Wicked wines (vini peccaminosi), imbottigliati in quattro
versioni: Lussuria, Avidità, Invidia e Flirt. Appena usciti,
in Australia, hanno venduto bene, ma finita la novità le vendite
sono crollate e la Hardy ne ha cessato la produzione, senza mai iniziare
a esportare verso la Gran Bretagna come inizialmente aveva pensato.
Tra le iniziative sexy del settore enologico italiano vorrei ricordare
una manifestazione, che si teneva in quel di Mango, nel cuore della
Langa, che si è svolta per molte edizioni. Liniziativa,
che vedeva partecipi esponenti della produzione vinicola, del comparto
consortile, del mondo automobilistico, dellinformazione e (sic!)
della cultura, si chiamava Erosvinando e mirava a sostenere
lintrigante rapporto tra Bacco e Venere. La manifestazione,
che si svolgeva a maggio, si prefiggeva di promuovere limmagine
del Moscato, e per meglio colpire lattenzione dei media ne metteva
ogni anno una bottiglia in mano ad una pornostar. Eva Pistarino da
Genova, probabilmente meglio conosciuta come Eva Orlowsky, è
stata la testimonial delledizione a cui ho partecipato anchio.
Il Moscato è considerato una bevanda afrodisiaca
mi confessò sorridendo intrigante Orlowsky, anticipandomi anche
la sua intenzione di girare un film tra i vigneti di Langa e magari
con la partecipazione di abitanti del luogo, meglio se debuttanti.
Tutti troppo contenti erano, ovviamente, gli indigeni presenti.
Il presidente del Consorzio dei Vini Albesi lanciò per loccasione,
con la complicità del giornalista Sergio Miravalle, lidea
di attrezzare le migliori vigne panoramiche con aiuole dedicate
alle auto ferme in sosta damore e aveva lintenzione
di fornire ai viandanti una sorta di love box contenente, tra gli
altri gadgets più o meno utili, una bottiglia di Moscato a
giusta temperatura.
La cosa parve svilupparsi positivamente e Nevio Di Giusto, responsabile
del Centro Studi Fiat Auto non escluse, memore delle esperienze erotico-ginniche
dellamore in cinquecento (mi riferisco al modello dellauto),
la possibilità di includere il Giallo Moscato tra
la gamma dei colori Fiat. Non so se la brillante pensata dei viticoltori
di Langa sia andata avanti in questi ultimi anni perché non
mi hanno più invitato a Erosvinando a causa di un articolo
che feci sullargomento: non so neanche se si sono vergognati
più loro per quel che facevano o io per avervi, seppure quellunica
volta, presenziato. Ma nel caso che una nuova pornodiva salga questanno
al Castello dellEnoteca Regionale di Mango, non rimane che stare
alla finestra per capire se questo progetto sarà funzionale
alla promozione e alla vendita del prodotto. Può darsi che,
data limportanza sempre più evidente della confezione,
troveremo a breve sugli scaffali bottiglie recanti etichette hard
dedicate alle enoteche più disinibite; può anche verificarsi
lipotesi che i gourmets più pruriginosi trovino innovativi
abbinamenti eno-ero-gastronomici capaci di salvare serate particolarmente
spente. Può anche succedere che i carabinieri si mettano a
denunciare tutti coloro che si fermano con lauto a farsi una
sigaretta in terra di Langa. Speriamo di no.