Ecco
dovè finito il Vino Novello
di
Andrea Dal Cero
Sorpresa:
questanno, contro ogni previsione, è stato prodotto più
Novello dello scorso anno. Che vuole anche dire che ne è stato
prodotto più che in qualsiasi altra annata precedente. Lo abbiamo
appreso il 4 novembre a Vicenza in occasione dellannuale Salone
del Vino Novello, che è insieme la vetrina ed il palcoscenico
di questa tipologia di vino che da quasi una ventina danni inaugura
la produzione delle annate vinicole. Sorpresa, dicevo, perché
né io né i colleghi della stampa agroalimentare ci aspettavamo
unaffermazione come questa. Ma quando lIstituto del Novello
Italiano, in accordo con i gli Istituti e le Provveditorie regionali,
dà i numeri in conferenza stampa mentre il Cavalier Zonin assentisce
serio col capo e lautorevole Ambrogio Folonari gli sta a ruota,
quei numeri sono più che autorevoli e bisogna prenderli con
serietà: dalla vendemmia 2003 sono uscite 20 milioni di bottiglie
di Novello. Un milione più dellanno scorso: praticamente
una per ogni famiglia italiana. Diminuisce contemporaneamente il numero
dei produttori e aumenta la concentrazione per aree geografiche: in
pratica 30 aziende immettono sul mercato da sole più della
metà del Novello in circolazione che per almeno il 50% proviene
da Veneto e Toscana.
La produzione del Novello, ormai lo sanno tutti, è direttamente
correlata alle sue prenotazioni e le aziende si orientano per la quantità
in base agli ordinativi che hanno ricevuto durante e prima dellestate.
Non cerano segnali di grande richiesta da parte degli operatori
commerciali della distribuzione tradizionale: enotecari e ristoratori
non morivano certo dimpazienza per averlo. Allora, viste le
premesse, chi ha ordinato milioni di bottiglie di Novello? Elementare,
direbbe Watson: la Grande Distribuzione. Per verificare la mia tesi
ho fatto un giretto sotto i portici di Bologna. Da Scaramagli ho trovato
5 Novelli, con trionfo di toscani, ad un prezzo medio di 5 euro (lanno
scorso ne aveva 8). Cinque Novelli anche allEnoteca Italiana
(tre toscani e due trentini) il più caro dei quali lo potete
avere a 5,50. Da Bizzi (8 Novelli) il prezzo migliore su un Sangiovese
della Caviro: 2,90. Drastica riduzione delle referenze allenoteca
Calzolari: il Burdèl di Tenuta Amalia a 3,60 e lonnipresente
Santa Costanza di Banfi. Il più caro, Conte dAttimis-Maniago
a 8 euro tondi, da Tumidei che però ne ha altri quattro tra
cui il suo a 2,90. Una media di uno (dico uno) novelli nei negozi
di specialità alimentari. Davvero desolante come indicatore
per la distribuzione di unintera tipologia di vino.
Ma allora tutte le bottiglie dove sono finite? Ho dovuto usare lauto
per trovarle. AllEsselunga 17 etichette, praticamente da tutta
Italia, presentate da un bravo sommelier; alla Conad di via Emilia
Levante, a scaffale, ne ho trovate 15 tra cui una IGT del Veneto a
2,90; alla Coop di Via Dagnini, ancora nei cartoni su un pallet a
pavimento, addirittura 22.
Non cè bisogno di alcun commento: il Novello 2003, interamente
orientato al consumo domestico, è stato prodotto per la Grande
Distribuzione che lo sta vendendo (particolare davvero interessante)
praticamente agli stessi prezzi dei punti vendita tradizionali. Cosa
questo comporti per il futuro del Novello italiano lo scopriremo lanno
prossimo, ma le premesse non mi sembrano entusiasmanti.