Si aprirà il prossimo 28 settembre la rassegna "A tu per tu con la nostra cultura", un appuntamento che si distingue per la consapevolezza che nel perseguire l’obiettivo ambizioso di uno sviluppo durevole e sostenibile, calibrato sulle risorse di un contesto, rispondente alle esigenze di chi vi abita e lavora, sia sempre più necessaria un’azione sinergica e "trasversale", che coinvolga tutte le componenti socio-economiche del territorio per valorizzarne al meglio le caratteristiche, gli elementi peculiari e gli aspetti qualificanti.

Un approccio ancor più valido nel recuperare e promuovere ambiti e spazi che possono offrire occasioni di incontro, socializzazione e cultura, che rappresentano un vero e proprio "patrimonio" come contributo alla diffusione di conoscenza e quindi come fattore di crescita per i cittadini e per l’area interessata.

Parte da questa consapevolezza l’iniziativa di una cordata di soggetti pubblici e privati (Assessorato Agricoltura e Assessorato Scuola della Regione Emilia Romagna, Assessorato Cultura e Turismo della Provincia di Bologna, Assessorato Attività Produttive e Assessorato Servizi Sociali e Scuola del Comune di Bologna, Bologna 2000, Ufficio Bologna dei Musei del Comune di Bologna, Quartiere Porto, Centro Regionale Città Amiche dell’infanzia e dell’adolescenza, Associazione Nazionale Giornalisti di Eno-gastronomia e Agriturismo, Associazione Regionale Giornalisti dell’Agroalimentare, Camera di Commercio di Bologna, CNA, Facoltà di Scienze della Formazione e Dipartimento di Paleografia e Medievistica dell’Università degli Studi di Bologna) che hanno voluto raccogliere il segnale lanciato da alcuni soggetti economici che operano nella zona antistante la stazione, tra i quali il Ristorante Risbò, sede della rassegna, per riqualificare una delle aree più importanti per Bologna, vero e proprio "portale" della città, con un impegno che – attraverso la promozione di attività culturali – possa permettere di accendere i riflettori su questo punto nevralgico, di attirare gente e rivitalizzare l’intero contesto, proseguendo un’azione già avviata per ridurre, e progressivamente eliminare, gli episodi di micro-criminalità e recuperare definitivamente lo stato di degrado che fino a poco tempo fa caratterizzava sensibilmente la zona.

Un’iniziativa che adotta a modalità operativa concreta, quindi, quella collaborazione tra pubblico e privato che oggi più che mai si sta affermando come opportunità per offrire servizi più tempestivi, flessivi e rispondenti alle esigenze dei cittadini, per ottimizzare tempi, risorse e risultati, per unire professionalità, autorevolezza, capacità operativa nell’individuazione di politiche che consentano un reale sviluppo del contesto di riferimento.

 

Su questi presupposti la rassegna "A tu per tu con la nostra Cultura – Percorsi d’arte, saperi e curiosità all’insegna del gusto", uno strumento" originale per portare risorse umane e culturali sul luogo per favorire l’integrazione dell’area della stazione con il resto della città, perché possa essere vissuta pienamente dai cittadini.

La rassegna, che si apre Giovedì 28 settembre, svelerà quindi curiosità e segreti della nostra terra - dall’arte alla storia, da abitudini e rapporti sociali alla lingua, dal folklore alle regole non scritte, ma altrettanto ferme, da cui hanno origine riti e tradizioni, ecc. – utilizzando la tavola e la buona cucina come pretesto per "fare cultura", per aprire una "finestra" su aspetti tipici di Bologna in ambiti anche molto diversi tra loro.

La serata inaugurale, dedicata ai "Capolavori della tavola", esplorerà infatti, in ambiti diversi, la ricchezza del nostro patrimonio, cogliendo l’occasione dai "capolavori" dell’eno-gastronomia presentati durante il momento conviviale per passare a quelli che sono comunemente definiti "complementi d’arredo" della tavola: piatti, pizzi, brocche, ecc., che per essere appartenuti a nobili casati della città o in quanto esempio del notevole livello artistico raggiunto dall’artigianato locale (ceramiche, porcellane, argenteria, ecc.) diventano elementi distintivi della nostra cultura.

Oggetti un tempo d’uso comune, particolarmente interessanti in quanto "indicatori" sociali, come mostreranno le opere "d’arte povera" messe a disposizione dall’Istituto Villa Smeraldi – Museo della Civiltà Contadina a ricreare l’atmosfera dei casolari della nostra pianura all’interno del Ristorante Risbò in contrapposizione, ad esempio, con il fasto dei servizi di porcellana del Duca di Bentivoglio e della Duchessa Isabella d’Este conservati al Museo Davia Bargellini.

Riflettori accesi, quindi, sull’artigianato artistico locale, ma anche su "capolavori" della pittura e della letteratura "dedicati" al momento conviviale, al cibo e alla ritualità ad esso collegata nel corso dei secoli: basti pensare alle "nature morte" che vedono protagonisti prodotti di gastronomia, cacciagione ed altre prelibatezze, alla realistica riproduzione di interni delle cucine bolognesi e di appuntamenti mondani intorno alla tavola (alcuni quadri dei Carracci, gli affreschi di Niccolò dell’Abate a Palazzo Poggi, ecc.) o a testi, singoli passi e rime più o meno note, dialettali e non, che illustrano il piacere di degustare, le regole della tavola, persino ricette di piatti tipici locali.

Un’indagine interessante che sarà approfondita grazie all’intervento di relatori qualificati, tra i quali: Rosaria Campioni, Soprintendente ai Beni Librari e Documentari, Jatranka Bentini, Soprintendente ai Beni Artistici e Storici, Vera Fortunati, Presidente dell’Università Primo Levi e docente di Storia dell’Arte Moderna – Università degli Studi di Bologna, Luigi Grandi, Responsabile provinciale di CNA - Artigianato Artistico, Gigi Lepri, cultore, studioso e divulgatore del dialetto bolognese, Giorgio Zalambani, Presidente dell’ARGA - Associazione Regionale giornalisti di agricoltura, e altri rappresentanti del territorio.

Autorevoli inoltre le presenze istituzionali: Guido Tampieri, Assessore all’agricoltura della Regione Emilia-Romagna - a valorizzazione la ricchezza delle tipicità eno-gastronomiche del territorio e a promuovere la diffusione di conoscenza sui prodotti bolognesi, sulle loro proprietà e sugli accorgimenti per una dieta sana ed equilibrata - Marco Macciantelli, Assessore alla Cultura e al Turismo della Provincia di Bologna – a sottolineare il ruolo che le occasioni di cultura, e la cultura del cibo in particolare, possono e devono avere per valorizzare il territorio e promuoverne l’immagine verso l’esterno - Franco Cenacchi, Presidente del Quartiere Porto – a ribadire l’importanza della collaborazione pubblico - privato per qualificare i luoghi in cui viviamo e offrire opportunità di conoscenza ai cittadini, Antonella Busetto per il Centro Regionale Città Amiche dell’Infanzia e dell’Adolescenza, particolarmente attenta alla diffusione di comportamenti alimentari corretti tra i più giovani.

La riflessione proposta su caratteristiche, tradizioni e curiosità della nostra cultura sarà infine completata da un excursus a ritroso nel tempo per ricreare l’atmosfera affascinante del periodo medievale e rinascimentale, attraverso i costumi e le abitudini degli "uomini in arme", l’arte di "destreggiar la spada", armature, stemmi e cannoni riprodotti fedelmente su modelli dell’epoca a cura della Compagnia Borgo del Diavolo.

Un’occasione davvero unica, quindi, per approfondire e conoscere da vicino gli aspetti più interessanti della storia della nostra città, sottolineando al contempo il "valore" della rassegna nella volontà di condividere l’obiettivo comune di sentirsi appieno cittadini di Bologna, di contribuire, per quanto possibile a ciascuno, a riscoprirla e a qualificarne l’immagine, valorizzando le tante occasioni di cultura che ogni suo angolo, luogo, edificio offre.

Considerazioni e spunti che saranno oggetto di nuove "conversazione" negli appuntamenti successivi previsti al Risbò, rispettivamente Giovedì 26 ottobre e Giovedì 23 novembre.

Il primo, una riflessione sui "Luoghi a misura di piccoli cittadini", accenderà i riflettori su modalità e "strumenti" per garantire l’accesso e la fruizione da parte di ogni tipologia di pubblico, con particolare riguardo ai bambini, di spazi e luoghi pubblici.

Una panoramica di opportunità per rispondere alle esigenze di tutti – giovani, anziani, famiglie, ecc. – di cui bisogna tener conto nell’individuazione di politiche e interventi che possano garantire la sicurezza e la "vivibilità" di Bologna. Un incontro che, prendendo spunto dal contesto, permetterà inoltre di sottolineare il ruolo di una corretta educazione alimentare, e il "valore" del momento conviviale come occasione di socializzazione per i più piccoli, come di integrazione all’interno del nucleo familiare.

Il secondo incontro, denominato "A regola d’arte: il critico alla prova dei fatti", offre invece occasione per approfondire la conoscenza di un ambito spesso percepito in accezione negativa, quello della "critica", per esaminare in alcuni settori e in diverse forme artistiche, regole ed eccezioni, criteri di valutazione e "canoni" di giudizio che fanno della critica una disciplina a pieno titolo. La teoria e la pratica dell’essere "critico" affrontati in modo originale – attraverso un percorso articolato tra passato e presente – darà spazio, inoltre, a regole e segreti dei "maestri" per valorizzare sapori, prodotti, bevande della nostra terra e ad un’indagine sui "canoni" dell’arte più "gustosa": quella della buona cucina.