Chiude con successo la prima edizione di Bere Expo

La prima mostra convegno bolognese sul bere

di Andrea Dal Cero

Tre giorni di mostra, contrattazioni e assaggi; trentatré fra agenti di commercio e organizzazioni di vendita presenti con i prodotti di oltre 350 aziende; più di mille operatori accreditati; un seguitissimo convegno tecnico e una tavola rotonda sulle motivazioni degli acquisti: questi i numeri e i contenuti della prima edizione di Bere Expo, la prima mostra convegno sul bere che ha mobilitato dal 27 al 29 maggio il complesso mondo della distribuzione e della commercializzazione delle bevande dell’intera regione. Umberto Trombetti, agente di commercio e presidente di Vendere il Bere - la nuova associazione merceologica che ha ideato la manifestazione - si dice molto soddisfatto del successo che questa ha riscosso. "Certamente a questa prima edizione ne seguiranno altre - afferma - l’interesse che i colleghi, le aziende ed i buyers hanno dimostrato per il nostro operato è veramente notevole. Pensiamo di aver generato molte aspettative e di avere messo in moto una "cosa" molto interessante per tutto il settore".

Bere Expo si è svolta presso il centro esposizioni e convegni Tiapoint del Centergross che si è così dimostrato più che idoneo anche per ospitare prodotti "difficili" come il beverage in generale ed il vino di qualità in particolare.

Il convegno e la tavola rotonda

Attorno alla figura del rappresentante, elemento assolutamente determinante per la collocazione del prodotto-bere, ruotano sistemi di strategie e dinamiche aziendali di non facile interpretazione ad una prima e superficiale lettura.

Si è cercato di affrontare la fluidità e la complessità della situazione lunedì 28 maggio nel convegno: "Dinamiche di distribuzione e strategie di vendita del bere". Considerazioni su esperienze dirette dal settore logistico sono venute da chi è alla guida di enti istituzionali preposti alla promozione ed alla valorizzazione del prodotto come Giorgio Serra, neo-direttore dell’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna; da Enrico Chiavacci, che è alla direzione delle vendite di Marchesi Antinori, da Piero Valdiserra, responsabile del marketing di una grande struttura di distribuzione quale è la F.lli Rinaldi Importatori, da chi infine si trova, come Francesco Lambertini (Colli Bolognesi), alla guida di consorzi che hanno come fine la promozione e in qualche caso anche la tutela dei prodotti degli associati. Tra vendita tradizionale e mercato telematico, dai vignerons della scorsa generazione agli imprenditori vitivinicoli di quella attuale, dal vino genuino di ieri alla certificazione di qualità di oggi, Umberto Trombetti e Michele di Palma (presidente di "Vendere il Bere" il primo e presidente FNARC di Pavia il secondo) hanno ribadito come di fronte al mutare dei modelli comportamentali di consumo, di aggregazione e di acquisto, le dinamiche distributive e le strategie che le orientano diventino sempre più fondamentali per il raggiungimento di più larghe porzioni di mercato.

Il giorno seguente la discussione si è particolarmente animata nel corso della tavola rotonda "Il vino tra tipologie, etichette e prezzo: perchè comprarlo e come rivenderlo". Si sono confrontati sull’argomento Franco Rossi, titolare dell’omonimo ristorante e presidente dei ristoratori bolognesi; Franco Tumidei, enotecario bolognese; Francesca Zanetti, produttrice di vino e titolare dell’azienda agricola La Mancina e Giancarlo Mondini, enotecario e rappresentate dell’Aies per la Romagna.

La discussione si è spesso allargata alla platea e numerosi sono stati gli interventi fuori programma che hanno notevolmente impegnato il moderatore (che in questo caso era la stessa persona che ora scrive queste righe di cronaca). Fondamentalmente si è parlato, spesso vivacemente, di come all’interno delle varie tipologie e gamme di qualità e prezzo ci siano ormai in Italia decine di migliaia di etichette di vino che vengono quotidianamente proposte al commercio e di come la decisione dell’acquirente di promuovere un vino comprandolo e quindi proponendolo al meglio alla propria clientela finisca inevitabilmente per diminuire la visibilità degli altri. L’importanza della comunicazione delle valenze intrinseche di un vino può aiutare il produttore nella sua affermazione sia sul suo territorio che su mercati terzi, si è osservato, ma entrare su "nuove piazze" non è certo facile: occorrono programmazione, qualità e investimenti che non tutti i produttori possono o sanno impiegare.

Il risultato di tutte le strategie aziendali si concreta comunque nel momento dell’esito positivo della contrattazione e la logica che induce l’enotecario, il ristoratore, il buyer specializzato all’acquisto di un prodotto piuttosto che un altro è stato argomento di parecchie analisi su cui il pubblico si è spesso diviso. Quali sono i fattori che decretano il successo di un prodotto? Basta una marca famosa per garantire la vendita? Quali sono i casi in cui il commerciante può essere incuriosito a sperimentare un nuovo prodotto? E’ più strategica la linea del prezzo contenuto o quella di un perfetto abbigliaggio? Quanto conta, da sola, l’assoluta qualità? Tante domande a cui dare una risposta è tutt’altro che facile. La discussione continua.