Pane, sagre e fantasia a Bondeno

di Silvestro & Vilcoyote

Il territorio di questo comune della provincia ferrarese fa da confine fra l’Emilia, la Lombardia e il Veneto. Nella sua storia ha visto succedersi varie epoche contrassegnate dal predominio dell’abbazia di Nonantola per poi passare sotto il controllo di Matilde di Canossa, degli Estensi e del potere temporale della chiesa fino al breve periodo napoleonico precedente l’annessione al regno d’Italia del 1861. Ha comunque conservato una forte vocazione agricola acquisita dopo le bonifiche vallive e rimane strettamente legato, nel bene e nel male, al Po. L’amministrazione comunale organizza da alcuni anni una rassegna denominata "Bondeno in tavola" che intende valorizzare le cinque sagre tradizionali legate al territorio, alcune strettamente connesse con le tipicità locali, altre di più recente acquisizione, ma entrate ormai nella tradizione gastronomica locale. La presentazione alla stampa specializzata è avvenuta il 5 maggio nella sala consiliare del comune ed è stata organizzata in collaborazione con l’ARGA (Associazione Regionale Giornalisti dell’Agroalimentare).

Dopo il saluto del sindaco, l’assessore alla cultura e il presidente del consorzio agrario di Ferrara hanno illustrato i programmi delle cinque manifestazioni che, a partire dal 30 giugno con la Sagra dello Struzzo nella frazione di Santa Bianca, si concluderanno il 16 settembre con la Sagra dell’Anitra nella località di Stellata, che conserva una magnifica rocca posta a difesa dalle invasioni provenienti dall’entroterra padano e che è citata dall’Ariosto nel celeberrimo "Orlando Furioso". Alle altre manifestazioni, e cioè la Sagra della Rana a Santa Bianca che inizia il 24 agosto per terminare il 9 settembre, la Sagra della Lumaca a Casumaro dal 4 al 12 agosto e la Sagra del Cinghiale di Ponte Rodoni che inizia il 9 agosto per terminare il 19 dello stesso mese, si aggiunge, dal 12 al 16 ottobre, Panaria 2001. Non poteva mancare da queste parti una festa dedicata al pane.

La "coppia ferrarese" è conosciuta in tutto il mondo e l’obiettivo di questa rassegna è quello di aumentare tra i consumatori la consapevolezza della necessità di scegliere il proprio pane (si potrebbe dire quotidiano) a partire dalla qualità delle materie prime impiegate. Laboratori giornalieri, convegni ed esposizione di prodotti della filiera del grano costituiscono l’ossatura del programma della manifestazione voluta fortemente dal consorzio agrario di Ferrara. Una visita ad un antico forno, uno dei pochi in Italia che impiega esclusivamente materie prime nazionali, ha preceduto il trasferimento alla pinacoteca civica che ospitava la mostra "Impressionismo e post-impressionismo di Galileo Cattabriga". Questo pittore soggiornò diversi anni a Parigi e si dice che Monet, il grande Monet, non disdegnasse affidargli l’esecuzione di lavori che poi vendeva come se fossero suoi.

Un pullman attendeva il gruppo della stampa per portarlo a prendere l’aperitivo nell’oasi dei 7 Polesini; in questo terreno strappato alle acque sta per essere completato un centro di documentazione di storia naturale, un’area sportiva e un museo della scultura all’aperto; il tutto completato con servizi di ristorazione. Il pranzo in golena vicino alla rocca di Stellata, ospiti del club nautico La Rocca, prevedeva un incontro, sospesi sul Po, con i prodotti di punta delle sagre. Antipasto di salumi tipici, minestre con anitra e rane, secondi con gustose lumache, cinghiale e struzzo accompagnati dall’immancabile "coppia" e abbinati a bianchi veneti, Sangiovese e Lambrusco. Una deliziosa ciambella al cacao ed una gustosa crostata al melone, preparata per l’occasione dal forno visitato la mattina, hanno concluso il pranzo e la giornata.