Nei ristoranti di Bruxelles 30.000 pasti alla Bolognese

di Pier Luigi Nanni

Ci sono voluti tre o quattro mesi per mettere a punto questa trasferta in cui la cucina petroniana si č presentata all’Unione Europea. Una mole impressionante di fax, lettere e messaggi elettronici si sono incrociati a ritmi sempre pių serrati via via che la data della manifestazione si avvicinava. Non č stato facile, per i nostri cuochi, organizzare questo appuntamento. Bologna, capitale europea della cultura, č stata pių che mai all’altezza della sua fama (questa volta possiamo affermarlo senza alcuna esagerazione) in questo che č stato uno degli ultimi eventi dell’anno. Per organizzare la Settimana Gastronomica Bolognese di Bruxelles, Bologna 2000 ha scelto due cuochi d’eccezione: Mauro Fabbri del Diana e Claudio Landi della Cantina Bentivoglio. I nostri due amici sono stati protagonisti di una vera corsa a ostacoli: veniva richiesta la ricetta degli spaghetti alla bolognese (sic!), per la realizzazione della gramigna al torchio si chiedevano particolari per cucinare il torchio (i Belgi credevano che fosse un condimento), gli esperimenti di preparazione dei tortellini finivano immancabilmente nel rusco. A Fabbri e Landi non č rimasto altro da fare che prendere ingredienti, dosatori e bilance e trasferirsi a Bruxelles per insegnare ai cuochi che avrebbero dovuto gestire tutta la rassegna come si fa veramente un pranzo alla bolognese. Sembra che siano riusciti nell’intento: undici ristoranti della capitale belga hanno cucinato, preparato, confezionato e servito pių di trentamila pasti nell’ambito della sola settimana gastromica. Ogni giorno un menų diverso, ma sempre ispirato alla nostra tradizione e realizzato a dovere. Una cena di gala nella sala rossa di Palazzo Charlemagne ha presentato il 20 novembre la rassegna ai massimi esponenti dell’Ue. Vi racconto brevemente il menų (tradotto in italiano) perchč ne vale la pena. Spuma di mortadella Alcisa e parmigiano reggiano all’aceto balsamico con Pignoletto spumante dei Visconti di Modrone; consommé di tortellini e lasagne verdi al forno con Pignoletto Superiore di San Vito; cotoletta alla bolognese con patate al forno e spinaci al burro assieme al Merlot 1998 de La Mancina; gelato alla crema, torta di riso e ciambella con Malvasia di Candia di Vallania.
E’ poi cosė difficile mangiare bene?