Capitalismo ed etica. Binomio
possibile?
L’etica laica e lo spirito del capitalismo.
Impresa e finanza davanti al bene comune è
stato il tema del quarto incontro (23 settembre 2003) della Scuola
di etica laica promossa da Nuovamente. Vi hanno preso parte il presidente
della Granarolo, Luciano Sita, il presidente dell’Ervet, Giuseppina
Gualtieri, Riccardo Milano, dirigente di Banca Etica e Davide Conti, docente
dell’università di Modena.
Casi recenti come lo scandalo Enron o quello della Cirio hanno messo in
evidenza come il problema della responsabilizzazione etica del mondo economico
sia non tanto nella natura di ciò che si fa, quanto piuttosto nella
correttezza dei comportamenti adottati, cioè come si svolge un’attività
economica e a quali regole ci si ispira. Per questo si parla sempre di
più di responsabilità sociale delle imprese, ovvero del
mantenere degli standard di correttezza nei confronti di tutti gli interlocutori:
dagli azionisti, ai lavoratori, ai fornitori, i clienti, ecc. Il comportamento
dell’impresa adottato nei confronti di tutti questi soggetti definisce
l’effettiva responsabilità sociale di un’impresa, che
deve soddisfare questi requisiti in tutta la catena delle sue attività,
sia locali che internazionali.
L’Unione Europea ha incluso tra i suoi obiettivi di sviluppo sostenibile
quello di responsabilità sociale; un rafforzamento dell’impegno
delle istituzioni e dei cittadini è la condizione essenziale per
sostenere obiettivi di sviluppo sostenibile.
Per attuare queste politiche occorre individuare un percorso graduale
e basato su incentivi che facciano leva su strumenti condivisi a livello
europeo: codici di condotta, bilanci sociali, certificazioni etiche, prodotti
finanziari a contenuto etico e ambientale e ciò aiuta il mercato
a crescere. In Italia, ad esempio, è ormai consolidata l’esperienza
della Banca Etica, il primo istituto italiano di credito che ha l’obiettivo
di realizzare investimenti socialmente responsabili finanziando interventi
di sviluppo, con l’impegno di dare credito al sociale e sviluppare
una nuova coscienza economica.
Ma è possibile conciliare obiettivi di profitto con quelli di responsabilità
sociale? La vera sfida della Banca Etica è quella di generare utili
da usare eticamente, sovvertendo gli schemi prefissati del mondo del credito
con le loro garanzie. La vera responsabilità sociale nasce da un
saggio uso delle risorse e il vero profitto non è mai fine a se
stesso, ma della comunità, in nome della giustizia e dell’equità.
E’ molto importante l’azione che stanno svolgendo i vari movimenti
new global, cercando di incidere a livello di opinione pubblica per modificare
gli standard di consumo; il rischio che si corre, però, è
che si tratti solo di una moda passeggera o che, peggio ancora, questi
temi vengano strumentalizzati per farne uno strumento di marketing.
Daniela Bertuzzi
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