A due passi da Bologna 2000 e a uno dalla Bologna estiva
di Gioia Gardo
Bologna 2000 esala lultimo respiro e la città si prepara al programma di manifestazioni estive con una sensazione di disorientamento.
Partecipare a tutte le manifestazioni che si sono accavallate negli ultimi mesi e persino orientarsi sul sito di Bologna 2000 è stata unimpresa.
Al foglio settimanale prodotto dal Comune, al giornalino dellagenzia Dire scritto dai ragazzi della scuola di giornalismo, si sono affiancate mille altre pubblicazioni in un proliferare tipografico per tutti i gusti.
Nelle librerie di mese in mese si sono affastellate guide sulla città di ogni genere, alcune in verità sapevano di già letto non so dove, ma, in ogni caso, documentavano un interesse collettivo al fatto culturale più importante per Bologna dai tempi del nono Centenario.
Ricordo in verità anche una videocassetta sul tortellino che veniva offerta in omaggio alle fiere sul turismo che non ci faceva proprio onore nonostante i nomi altisonanti che comparivano tra i titoli di coda ma pazienza, a difendere il nostro primato lasceremo il veronese Giovanni Rana, che pur sempre italiano è.
Quanto a noi, tirare le somme di questanno cultural-imprenditoriale non è facile e infatti per ora pochi ne hanno avuto il coraggio.
Da cittadini comuni che dire?
Più o meno soddisfatti nelle nostre aspirazioni culturali, ci lasciamo alle spalle un periodo di vitalità che non possiamo sperare si prolunghi in eterno, ma che ci auguriamo lascerà qualche segno. Intanto la città emana ancora un odore di vernice fresca per i tanti restauri condotti, aperture di biblioteche più o meno mediatiche, più o meno visibili, musei coordinati e promossi e poi vedremo. Ne riparleremo dal prossimo settembre.
Ma non sono questi i dati che si possono valutare, è allimperfetta tecnica statistica che dobbiamo fare riferimento e sul sito di Bologna 2000, alla voce rassegna stampa, compare sullargomento un solo articolo di Repubblica risalente al11 gennaio 2001. Se il successo di Bologna 2000 si conta in numeri ecco la tabella dei nostri successi, e vanno considerati con attenzione se per far conoscere la città siamo andati a 30 fiere, usando come testimonial da Imola alla mortadella, da Eco ai nostri vini: 3.000.000 di notti dormite negli hotel con ben 180.000 pernottamenti di stranieri che hanno speso 130 miliardi sui 64 spesi ad organizzare il tutto.
Ai punti informazione si sono rivolti in 118.000 (un 60% in più) e hanno ricevuto ragguagli in merito a 1.735 eventi, ordinatamente suddivisi in 600 concerti e spettacoli e 230 mostre. Quella che è piaciuta di più? Quella meno bolognese forse: per "Linus" si sono mossi in 50.000.
Che dire? E domani è un altro giorno.