(novembre
2001)
Da stasera
la statua di San Petronio sarà controllata notte e giorno da
pattuglie di cittadini e vigili urbani aveva detto lassessore
alla sicurezza.
Le scorte di
acqua minerale erano sul punto di esaurirsi.
Io stesso
avevo visto gente che si accaparrava metri cubi di scatoloni di
bottiglie. Nelle farmacie scarseggiavano tutti i medicinali.
Tutti facevano
scorte impressionanti; si attendeva di giorno in giorno una
grande
esplosione anche se nessuno sapeva di che genere.
I casi di
carbonchio erano stati due, lacqua era potabile più che
mai. Niente era accaduto tranne lo scontro fra due autocisterne,
il deragliamento di otto treni ed il malessere di unanziana
signora mentre apriva un telegramma.
La frase
adoperata nel giornalismo per distinguere ciò che è notizia da
ciò che non lo è era diventata realtà: un politico aveva
afferrato un cocker e aveva cominciato a morderlo.
Alcuni inviati
speciali erano sotto processo per diffusione di notizie
allarmanti, diversi mitomani erano in carcere per avere inviato
borotalco
per posta
prioritaria. Mentre il mondo era sullorlo di una crisi di
nervi a Bologna si litigava per la statua di San Petronio.
Alcuni la
volevano in un posto, altri in un altro, altri ancora volevano
che
fosse collocata
nella basilica omonima.
Queste polemiche
non consideravano laspetto più imbarazzante della
questione:
nessuno era più in grado di distinguere la copia dalloriginale.
I responsabili
amministrativi mostravano di essere perfettamente padroni della
situazione, ma le parole di un funzionario, che avevo carpito per
puro caso, non lasciavano dubbi: Nessuno ci capisce più
niente.
I San Petronio
erano diventati addirittura tre.
Si sapeva di uno
scultore specializzato in falsi artistici che stava alacremente
lavorando, finanziato dai soliti gruppi economici eversivi, per
immettere unaltra statua del santo nella situazione anche
già troppo incasinata.
Il direttore,
che in queste cose ci sguazza come unoliva nel Martini,
mi aveva subito
chiamato.
Questioni
darte, mmhh. Falso ideologico. Qui cè uninformativa,
mmhh, riservata. Bene: il caso è tuo.
Dopo la
questione del topicida avevo giurato a me stesso che non sarei più
ricaduto nei suoi trabocchetti. Eppure mi trovavo ancora lì, di
fronte a lui che emanava un misto di soddisfazione e sarcasmo
assieme alla puzza di un sigaro scadente. Puro snobismo da parte
sua, dal momento che avrebbe potuto permettersi ben altro.
Con la solita
magra e imprecisa documentazione mi recai dallarchitetto
Colpogrosso: uno
degli artefici di tutta loperazione.
Colpogrosso,
manco a dirlo, non mi ricevette. Scambiai due chiacchiere
con Simona, la
sua portavoce. Rifiutò il mio invito a cena, ma mi diede
almeno il numero
del suo cellulare.
In ufficio Sam,
il computer che nelle mie relazioni esterne ha molto più peso di
me, mi fece presente che non potevamo riposare sugli allori.
Sotto la voce
San Petronio trovai molte curiosità che mi fecero cascare dal
sonno. Era solo mezzogiorno e mezzo di un giorno di autunno, con
la guerra lontana ma reale, la confusione politica e la legge
sullaborto attaccata di nuovo dai contro illuministi.
Controllai se in biblioteca avevo De Maistre (il principe del
pensiero reazionario) e mi promisi di leggerlo un giorno o laltro.
Sfogliai il
giornale tanto per venire a sapere che in città cerano
cellule
eversive, che il
vaiolo era una minaccia lontana e che il cane morso dal politico
era in prognosi riservata. Nel mio mestiere bisogna abituarsi
alle assurdità, cosi mi feci spiegare da Walther, il mio
dentista preferito, di che tipo di dentatura bisogna essere
provvisti per ridurre un cocker in fin di vita.
Walther si esibì
in un numero incredibile di ipotesi, il tutto mentre stava
lavorando di gran lena su un paziente urlante. Altea, la nuova
segretaria elettronica di Sam (ne licenzia una alla settimana) mi
segnalò che Mara aveva urgente bisogno di parlarmi.
E dai
fatti incresciosi e dallinfelicità degli altri che traggo
la maggior parte dei miei proventi, ma ugualmente mi ripugnano
questi casi di infedeltà e di consigli per il cuore. La faccenda
di San Petronio mi aveva messo appetito ed era ora di fare un
salto al Blade Runner. Avrei cominciato con un uovo in
camicia con fonduta, poi una minestra di porri e patate, infine
un fiocco di vitello alle prugne.
Altea aveva
insistito per il contatto con Mara.
Mara ha ventisei
anni e si vede con un tizio solo per scopare.
I nostri
incontri nascono e si consumano tra le quattro pareti del suo
appartamento -
gemeva lei al telefono - oppure dietro un muro di macchine.
Di cosa si
lamentava? Ultimo tango a Parigi: perfetto.
La prego,
non mi prenda in giro. Si può scivolare luno nelle braccia
dellaltro, non dormire per tutta la notte e dimenticarsi
tutto il giorno dopo?
Non tutti
ci riescono mi sentii dire.
Non riesco
a stare senza di lui - gemeva - ma non riesco a stare con
lui in questo
modo.
Fulminai Altea
con lo sguardo, certe segretarie vanno subito disattivate.
E io cosa
devo fare?
Voglio
sapere se ha altre ragazze
Se è
intelligente non ne ha conclusi convinto.
La verdura era
scotta al Blade Runner, inoltre mi ero stancato di
guardare il solito nero che guardava il soffitto. Il locale era
deserto, lora era quella di punta, fra qualche settimana
avrebbero fatto una banca anche lì.
Molly, lintraprendente
proprietaria della villetta per appuntamenti
clandestini, mi
raccontò qualche particolare piccante su Colpogrosso,
ma della storia
dei falsi San Petronio non ne sapeva nulla. Quello vero era nei
sotterranei della basilica oppure in custodia presso qualche
privato? Oppure lo nascondeva da qualche parte proprio
Colpogrosso? La statua non valeva molto, ma dopo lesposizione
sotto le Due Torri il suo valore era indubbiamente cresciuto non
poco.
Trillò Krauss (il
cellulare che vi rende ubiqui): era il direttore.
Tu i
listini di borsa non li guardi mai?
A volte
riuscii a mentire.
Dà unocchiata
a quelli di oggi.
Mi infilai
subito alla Sala Borsa. Doveva diventare una super biblioteca,
poi divenne
quello che è. La Lazio era salita, la borsa americana recuperava
a vista docchio e San Petronio stava bucando il FOT (lindice
borsistico che indica una quotazione atipica) sia in positivo che
in negativo. Lidea di quotare la statua in borsa non sapevo
chi lavesse avuta, ma di sicuro Colpogrosso ne sapeva molto
più di me.
Tornai da Molly
e passai la serata nella saletta blu che lei definisce degli
indecisi
popolata come al solito da intellettuali che litigavano con
passione a proposito delle dimensioni della basilica che doveva
essere la più grande del mondo: niente di interessante.
In ufficio
trovai un altro messaggio di Mara e uno di Clelia, loperatrice
di
borsa, che mi
diceva di richiamarla a qualunque ora che tanto lei non prende
mai sonno. Quando mi decisi a chiamarla erano quasi le tre di
notte. Le sue parole giustificarono i miei sospetti: larchitetto
era davvero il regista delloperazione e, forse, anche il
finanziatore dello scultore.
I meccanismi
culturali e sociali sono semplici: basta trovare qualcuno che
abbia la voglia
e linteresse di metterli in moto. Anche dietro le migliori
cortine fumogene
rimane sempre il gioco delle tre carte.
La mattina dopo
il caffè era schifoso e quando il telefono cominciò a suonare
capii che gli eventi sarebbero precipitati. Colpogrosso cominciò
a tuonarmi nelle orecchie di smetterla di indagare sul suo conto
e di infangare la sue reputazione. Mentre lui urlava via cavo
suonò il campanello della porta. Era Simona, la sua portavoce,
venuta apposta per raccontarmi che il suo capo nascondeva un San
Petronio in garage.
I due stavano
attuando una strategia incredibile per nascondere che cosa? Le
radio locali gracchiavano che il sindaco aveva indetto una
conferenza stampa per chiarire la questione. Cinque postini
avevano accusato disturbi di varia natura. Nel frattempo un aereo
fantasma era atterrato a Borgo Panigale, un elicottero
volteggiava sulle Due Torri per proteggere il falso San Petronio
e una fila di bolognesi cercava di scacciare la fila di turisti
giapponesi che scattava fotografie.
Nel frattempo
qualcuno aveva sfregiato il volto del patrono della città e per
evitare inopportuni conflitti con altre etnie lo scultore del
quarto San Petronio si era autoaccusato del gesto iconoclasta.
La Sala Borsa
dava i numeri: il FOT San Petronio per cinque minuti saliva
alle stelle per
discendere alle stalle nei cinque minuti successivi.
Una giornalista
(ce ne sono di coraggiose qui da noi) accusava la
giunta di
speculazione e un privato cittadino era stato fermato perchè si
era messo a
gridare che il Presidente del Consiglio porta scalogna.
Deciso a
chiudere il caso, tornai in ufficio e dissi a Sam di registrare
quanto segue:
In
relazione al caso delleccessiva proliferazione di statue
del santo
patrono si
prospetta lipotesi che loriginale non sia attualmente
distinguibile
dalle copie. La documentazione in mio possesso non esclude la
possibilità che la vera statua possa essere
scomparsa nel corso dei secoli o accidentalmente distrutta subito
dopo la sua realizzazione. In
conclusione
ritengo che le fluttuazioni della realtà, in questa storia,
seguano in maniera diretta quelle della borsa. Cosa succederà
domani non è dato sapere. Come dice il proverbio: fammi indovino
e ti farò ricco.
Sam non era
soddisfatto, ma emise ugualmente fattura mentre lelicottero
continuava noiosamente a girare sopra Piazza Ravegnana.