Comandante

della Guardia

in anteprima

a Villa Serra

La Mancina ha presentato l’8 maggio il suo atteso Cabernet Sauvignon Riserva 1997 nel corso di una serata di gala a cui hanno partecipato una folta rappresentanza della migliore ristorazione bolognese e quasi tutti i giornalisti petroniani del settore eno-gastronomico. Le aspettative generate dalla strategia di comunicazione dell’azienda vinicola non sono state deluse: dopo questi anni di affinamento in legno i fortunati che hanno assaggiato in anteprima il Comandante della Guardia hanno individuato nelle sue peculiarità note di vera eccellenza.

Renzo Santi, direttore del Consorzio vini dei Colli Bolognesi, ha voluto sottolineare come "... Anche grazie a vini come questo, che stasera assaggiamo per la prima volta, l’immagine e l’importanza della nostra zona di produzione diviene di anno in anno sempre più forte".

"Sulla mia indole pacifista non ci sono dubbi - Ha sentenziato ironicamente la giornalista Paola Rubbi - ma con un Comandante come questo sono subito disposta a schierarmi!"

Nel corso della serata Francesca Zanetti, la giovane titolare dell’azienda produttrice, ha voluto ringraziare gli ospiti affermando, tra l’altro: "Realizzare questo vino e accompagnarlo durante questi anni di affinamento è stata per La Mancina una sfida professionale e allo stesso tempo romantica che ci ha insegnato molte cose nuove, anche di noi stessi".

Bravo anche Andrea Buriani, del ristorante Re Enzo, a cui sono stati affidati il buffet e la realizzazione del menù. Comandante della Guardia Riserva ’97 è interamente prodotto, maturato e imbottigliato in azienda.

Le caratteristiche note varietali del suo profumo sono arricchite da identificabili sentori di spezie. Morbido e deciso è dotato di una struttura tannica importante e ben evoluta durante la sua lunga permanenza in legno. Accompagna per vocazione carni rosse e selvaggina, ma può davvero essere definito vino da meditazione. Sarà disponibile al pubblico dal mese di ottobre, dopo aver trascorso l’ultima estate ad "arrotondarsi" in bottiglia, allo scadere dei tre anni dalla vendemmia d’origine.