Il sangue di S. Gennaro: miracolo o fenomeno scientifico?
di Daniela Bertuzzi


Luigi Garlaschelli, docente di chimica organica presso l'Università di Pavia, insieme alla genetista Anna Rollier, la chimica Anna Garbesi, Bruno Giorgini, docente di fisica all'Università di Bologna e il neurologo Vittorio Gallese, è stato ospite de “L’eredità di Galileo”, terzo incontro della Scuola di etica laica (1° luglio).

Garlaschelli è responsabile delle sperimentazioni per il CICAP, il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale, nato con lo scopo di promuovere un'indagine scientifica e critica riguardo a tanti casi in cui hanno voce solo la fede e il dogmatismo che annovera tra i propri soci personalità di indubbio livello scientifico e intellettuale come Margherita Hack, Umberto Eco, Piergiorgio Odifreddi, Tullio Regge.

L’idea di creare un comitato è nata dalla constatazione di come all'inizio del terzo millennio sia in costante aumento la domanda di paranormale: madonne che piangono, guaritori miracolosi, veggenti. Il punto è che, spesso, dietro questi fenomeni si nascondono speculatori che costruiscono vere fortune sulla credulità e il bisogno di sicurezza di tanti. Per questi motivi l’associazione è rivolta allo studio scientifico dei fenomeni cosiddetti “paranormali”, quali lo spiritismo, la pranoterapia, i sensitivi, i miracoli.

Nella visione di Garlaschelli il paranormale e il religioso sono coincidenti soltanto quando la religione pretende di manifestarsi attraverso eventi che non sono verificabili scientificamente. Tecnicamente, il miracolo rientra nel campo del soprannaturale, ossia di quell'ambito del paranormale religioso nel quale l'evento inspiegabile è frutto di un intervento divino.

Al contrario, la scienza si occupa solo degli eventi che si ripetono e che possono essere riprodotti. Un'anomalia o un evento unico nella storia può essere oggetto di ricerca storica, non di scienza sperimentale. In compenso, la scienza può arrivare con sicurezza a stabilire le ragioni del prodursi di un determinato fenomeno se ha a disposizione dati sufficienti. Solo nel caso in cui quel dato fenomeno, benché conosciuto attraverso un corretto metodo sperimentale, resta inspiegabile, allora si dovrebbe ricorrere al miracolo.

Un esempio tra tutti, il famoso miracolo del sangue di S. Gennaro che fu oggetto di studio proprio da parte di Garlaschelli. Il miracolo consiste nello scioglimento periodico, in seguito all'esposizione al pubblico, di una sostanza gelatinosa ritenuta il sangue di Gennaro, vescovo di Benevento, decapitato nel1305 d. C. Tale sostanza, contenuta in un'ampolla, fece la sua comparsa a Napoli nel 1389, quindi più di mille anni dopo. Al proposito il CICAP ha formulato l'ipotesi che si trattasse di un caso di tissotropia, un fenomeno che indica la capacità di determinate sostanze di liquefarsi in seguito a movimenti e scosse. Nel caso di questo esperimento, la posizione della curia arcivescovile di Napoli fu di aperta ostilità: si produssero studi e incontri per smentire tali asserzioni, ai quali gli scienziati che vi avevano lavorato non vennero mai stati invitati.

Ma la società come si pone di fronte a questi problemi? Per Garlaschelli, nella società odierna purtroppo tende a imporsi una sorta di conformismo strisciante che preferisce non contestare i pretesi miracoli, spesso largamente propagandati, per timore probabilmente di suscitare le ire di una parte della gerarchia ecclesiastica. La cultura laica fino a poco tempo fa non nutriva questi timori reverenziali; era molto più disposta a sostenere con coraggio e coerenza le ragioni della scienza e di un’informazione corretta.