Paz a Bologna
Una ricostruzione affettuosa tra le tracce e i segni lasciati da Andrea Pazienza in città.
di Fernando Pellerano
| Qualcuno, come in una sorta di
pellegrinaggio, passa ancora sotto casa di Andrea, al
numero 223 di via Emilia Ponente. Così, per curiosità,
giusto per vedere dove sono nati alcuni tra i fumetti più
famosi del disegnatore pugliese. In questa palazzina
rosso mattone con le persiane verdi viveva Pazienza e lì
ha disegnato per dieci anni gran parte delle sue
avventure: dalle prime storie pubblicate su Alteralter, a
quelle psichedeliche di Cannibale, e poi ancora vignette
destinate al Male, il mitico Zanardi apparso su
Frigidaire, i manifesti cinematografici voluti da Fellini
e così via, fino a quando non ha lasciato Bologna, nell84,
per trasferirsi a Montepulciano. Un rifugio, unoasi,
un luogo protetto, scomodo da raggiungere. Ad Andrea
piaceva così. I primi anni li ha trascorsi senza telefono e senza auto: per parlare con lui si doveva chiamare "la vecchina", sua vicina di casa, mentre per spostarsi Paz saliva sul 13 dato che il vespino rosso gli venne rubato quasi subito. Nei primi anni Ottanta lallacciamento con la Sip e lR 5 verde della mamma, poi sostituita con una Simca, unAlfa 33 ed infine con unHonda Custom 400. Pazienza a Bologna ha condotto unesistenza relativamente tranquilla, frequentando pochi locali pubblici, molte case private e tanti cinema. A Bologna (come del resto nella sua casa sul Gargano) pur lavorando, più che altro si riposava. Lui infatti si scatenava "in trasferta", a Milano e ancora di più a Roma (il Male, Frigidaire, Frizer), mete assidue dei suoi continui viaggi. Impossibile non partire, in questa ricostruzione toponomastica, dal Cirenaica, il bar sotto casa sua. Qui Andrea faceva colazione, mangiava, giocava la schedina (Foggia sempre vincente) e lasciava tutto sul conto che poi pagava con un bel disegno. Il barista non si è mai lamentato. Ma sono soprattutto le case di amici e amiche i luoghi più frequentati e amati. Innanzitutto gli appartamenti di via Clavature, occupati prima del 77 da Filippo Scozzari & Co., e presto trasformati in una sorta di laboratorio dove fumetto e musica - qui è nata la Traum Fabrik Production con le invenzioni editoriali di Cannibale e Frigidaire, ma qui hanno anche suonato i Gaz Nevada, mentre Freak Antoni dava vita agli Skiantos - si sono fuse perfettamente. Nelle "Straordinarie avventure di Pentothal", via Clavature verrà storpiata in via Fognature. Ora lì abita Stefano Bonaga. Poco distante, leggermente inclinata sul versante politico - ideologico, la casa di via Marsili, dove viveva Bifo ma dove è passata mezza Bologna. Sempre in centro un altro posto dove era spesso festa: casa di Bull, comodissima perché in zona universitaria, dietro Piazza verdi. Affacciata sulla piazza, unaltra casa dove andava volentieri, quella di Marcello Jori. E in via Solferino, invece, alla trattoria Trebbi (vedi "Pentothal"), dove Andrea di solito pranzava, mentre la sera preferiva passare dal Moretto per prendere pasta e fagioli e spuntini. Ma il Moretto era anche il luogo di ritrovo e forse lunico a non essere cambiato nel tempo, a parte la tavola a colori con Zanardi, Petrilli e Colasanti "regalata" alla vecchia proprietà e non più appesa al muro. Concerti al Palasport, serate al QBò (chiuso nell87), visite in gallerie darte (Pazienza espose in una collettiva curata dallAlinovi). Insegnò anche alla scuola di fumetti "Zio Fenninger", in via Corticella, e dopo le lezioni era dobbligo il salto in una delle osterie di via del Pratello con gli allievi. |
Anche allo Stragatto Paz pagò con un disegno. Laspetto depravato del gatto era in aperta contraddizione con quello dellinsegna realizzato dal Gallo. Pazienza ci godeva a dissacrare ogni tipo di simbolo, fossanche leffigie di unosteria. |