Quando degustare è meglio che stare a guardare

Metti una sera al Risbò con i vini spagnoli dell’Alto Penedes

di Pier Luigi Nanni

Serata piacevole e diversa quella del 20 febbraio in una delle sale del ristorante Risbò. Ottanta selezionati degustatori hanno avuto la possibilità di assaggiare cinque vini spagnoli provenienti dalla zona vinicola del Penedes. Il maestro sommelier Pier Luigi Nanni ha brevemente illustrato le caratteristiche enologiche della regione e delle sue uve caratteristiche per poi passare alla degustazione vera e propria. Il primo ad essere presentato è stato un brut naturale Cava del 1997 invecchiato 30 mesi, secco e abbastanza morbido con buona acidità e persistenza; bello il colore e ottimo il perlage: pronto per essere abbinato con pesce abbastanza magro e carni bianche. Bianco anche il secondo spagnolo a giusta temperatura derivato da uve Macabeo, Xarello e Parellada. Gusto soave e fruttato, limpido con un colore giallo paglierino scarico ma intenso e con sentori di banana e mela acerba. Equilibrato ed armonico, si accosta a primi piatti con verdure, uova ed anche fritti di pesce. Uno Chardonnay in purezza con buon carattere e affinato per un anno in bottiglia ha consentito agli intervenuti, fra i quali era presente un folto gruppo di appassionati del Cral Telecom, un buon assaggio di vino corposo ma molto fresco, persistente nel palato e piacevole per l’olfatto, con sentori di frutta molto gradevoli: il marriage con il pesce, dalle minestre alle grigliate, è quasi d’obbligo. Breve stacco per poi riprendere con un rosso, frutto di un uvaggio di Merlot, Cabernet e Tempranillo, il cui risultato è un vino secco, morbido, di colore rubino carico. Intenso il profumo con sentori di peperone e spezie; equilibrato ed armonico, questo 1999 si amalgama perfettamente con gli ottimi salumi spagnoli, ma anche con i nostri affettati, con zampone e formaggi saporiti. Ogni degustatore ha avuto a disposizione cinque schede di valutazione per poter annotare impressioni e sensazioni, una tabella con la terminologia appropriata e un book con tutte le informazioni sulla zona vinicola e le principali varietà coltivate in Spagna. Un Cabernet Sauvignon, con una presenza del 20% di Merlot e invecchiato per dodici mesi in botti di legno americano e francese, ha chiuso la serata accompagnato da crostini con salse parrilla, romesco, xato: tutte abbastanza peperine. Ci stavano davvero bene, perché questo uvaggio, con sentori di vaniglia e chiodi di garofano, speziato e con una bella tonalità rubino-violacea, sapeva davvero farsi rispettare.

Giustamente tannico, equilibrato ed armonico, trova soddisfazione con arrosti, grigliate, cacciagione e un buon parmigiano reggiano.