| Its a long way to Tipperary... Sala stampa della Fiera di Verona, Vinitaly 97, nove e mezza di mattina. Ancora un po assonnato dopo lennesima notte dalbergo in una impersonale periferia, metto un goccio di latte freddo nel caffè e apro il giornale. Intorno a me decine di colleghi, camicia perfettamente stirata e lineamenti spiegazzati, stanno facendo più o meno la stessa cosa. In prima pagina, di spalla, sorride un ometto dallespressione stralunata:è Allen Ginsberg. E morto il giorno prima, allimprovviso. Buon vecchio beatnik sei arrivato: hanno staccato la spina del tuo Juke box allidrogeno. Mi guardo intorno, mi piacerebbe parlarne, ma siamo nel salotto buono del vino, fuori dal mondo, qui parliamo soltanto di qualità, di convegni e di affari. A comunicare, anche tra di noi, ci penseremo dopo, in unaltra sede. Proprio così: non solo è difficile portare nel mondo quotidiano limmagine del vino, è anche difficilissimo che nellambiente vinicolo entrino molecole incontrollabili di realtà esterna. Questo succede anche alla stampa specializzata del settore, nessuno escluso, che come affermano gli esperti di comunicazione di massa "non fa che parlarsi addosso, non raggiunge il consumatore, si dimostra inefficace come veicolo mediatico". Nel corso del nostro monitoraggio del mercato del vino al dettaglio abbiamo appurato che in Italia l80 per cento dei clienti abituali delle enoteche ha ricavato informazioni relative allultima vendemmia dalla televisione, il 60 per cento anche dai quotidiani, solamente il 25 per cento dalla stampa di settore. Tra i nostri migliori consumatori di qualità, tre su quattro non hanno letto nulla dei fiumi dinchiostro che abbiamo versato in proposito. Certo, si dirà a ragione, linformazione riguarda sempre il passato prossimo, mentre la televisione è il presente; linformazione è attiva e impegnativa e la televisione è passiva; linformazione deve essere oggettiva e la televisione è invece emotiva. Tutto vero. Guardiamo cosa ci propone. In fatto di consumi cominciò con le batterie da cucina e proseguì con i rubini a centomila lire letto, vennero poi i tappeti persiani a ventimila al mese, gli indispensabili vibratori anticellulite, i reggiseni senza lobbligo di seno, fino agli spruzzatori di vapore contro gli acari delle lenzuola, che ci sono sempre stati e nessuno se ne lamentava, ma che, ingranditi diecimila volte, possono risultare inquietanti. In fatto di cronaca recente, dal tormentone della morte della "principessa triste" ci salvò la settimana iperbarica originata dalla tragedia di Milano (apprendemmo tra laltro che la gente si riempie le tasche degli oggetti più improbabili) sinché il rimedio divenne peggiore del male e tutta Italia entrò compatta nel FAP (Fronte Anti Pedofilia) nel quale abbiamo militato sino allavvento di Di Bella, lomino buono con lesse padana e i capelli candidi, che vive solo nella sua casetta modello sette nani, insidiato dalla matrigna Rosy Brunilde Bindi. Certo non è facile confrontarsi con un popolo dai consumi indotti per via ipnotica e dalle oceaniche pulsioni emotive che si susseguono in maniera seriale, ma linformazione di settore, anche se con molte difficoltà, deve essere svolta efficacemente da chi ha deciso di farne il proprio mestiere. Anche per noi è tuttaltro che semplice individuare nuove strategie per raggiungere il consumatore! S.Giovese febbraio 1998
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