"Gentile professore"
"Scheda Zangheri"
"Gli anni di Zangheri nel ricordo dell’architetto Pier Luigi Cervellati"
"Gli anni Settanta del Maestrone"

 

1970 - 1983: gli anni difficili di Renato Zangheri
Andrea Dal Cero - ottobre 2002

 


A bordo del treno che veniva da Gorizia eravamo soltanto in otto e tutti sui vent’anni. Gli italiani non avevano voglia di viaggiare in treno, quel giorno. Bisognava essere soldati di leva alla prima licenza per prenderne uno. La stazione era quasi deserta, Via Marconi sembrava un esterno notte di un set abbandonato. Non so perché noi bolognesi sentiamo così forte il bisogno di tuffarci nel cuore della nostra città, quasi ad abbracciarla, quando succede qualcosa di tremendo che ci sconvolge tutti, ma vinto da questo sentimento e senza neanche togliermi la divisa mi incamminai verso Piazza Maggiore. Erano, eravamo, tutti lì in un silenzio assoluto, di fronte alle bare dell’Italicus allineate sul sagrato di San Petronio. La storia stava spiegando quel giorno alla città che il suo
futuro prossimo sarebbe stato più nero di quanto essa avrebbe potuto immaginare.
Bologna non avrebbe voluto credere a quanto le stava succedendo e faceva una grande fatica ad accettarlo. Stava in quegli anni vivendo il suo periodo di grazia sotto gli occhi del mondo. Era diventata un riferimento culturale ed un’esperienza
di socialità. Nessuno, indipendentemente dalle differenze ideologiche e geografiche, avrebbe mai pensato che esistesse una città migliore della nostra in cui vivere. Eppure gli anni ’70 l’avrebbero cambiata radicalmente in un vortice di pulsioni sociali che hanno rivelato poi contraddizioni insanabili e di episodi tremendi che non sono mai stati coerentemente spiegati.
Di questo e di altro avrei voluto parlare con il sindaco di quegli anni Renato Zangheri. Purtroppo ho incontrato un suo netto, anche se cortese, rifiuto a trattare l’argomento e posso unicamente riportare questa sua dichiarazione:

“In un contesto diverso e in un altro momento avrei accettato volentieri una chiacchierata con lei. Ma così, inserito in un discorso specifico sui sindaci di Bologna, non ritengo di dovere apparire anche perché non mi sembra appropriato né corretto innescare possibili discussioni sui meriti e sui contenuti. Si sarà accorto che ormai da una ventina d’anni mi sono tirato fuori da questo argomento. Faccio il mio lavoro di storico e non amo confrontarmi adesso con un tema che mi appare lontano".

Rispetto la decisione del professor Zangheri anche se mi dispiace non avergli potuto rivolgere quelle domande che da tempo avrei voluto fargli.