Luglio e agosto da non perdere a Modigliana
di Daniela Zanon

 

Lo sa bene chi ci si é trovato e chi conosce già Modigliana, località appenninica in provincia di Forlì. Nei mesi di luglio e agosto sarà in scena un festival musicale senza confini. Le strade dei Suoni é il titolo della rassegna che vedrà incontrarsi e fondersi generi musicali di diverso tipo, che manterranno comunque le proprie peculiarità. L’idea é quella di mettere vicino due esperienze nate e sviluppate nel tessuto culturale di Modigliana: negli anni passati l’Associazione Big Ben con Strade Blu e il Campus degli Incamminati hanno portato ad appuntamenti di grande spessore rispettivamente nel campo della musica classica e afroamericana. Quest’anno con le Strade dei Suoni questi due percorsi si intrecciano, pur mantenendo le proprie peculiarità. Modigliana è sede dell’Accademia degli Incamminati, un sodalizio settecentesco nato per l’erudizione classica e scientifica dei suoi membri che riuniva e riunisce nomi illustri (era Accademico Franco Modigliani, premio Nobel per l’Economia, lo era Gianni Agnelli, lo è il poeta Mario Luzi,) ed altri personaggi che condividono competenze ed interessi letterari, artistici, musicali, scientifici, politici ed economici. Uno dei protagonisti della rassegna estiva sarà il maestro Giuseppe Fausto Modugno, concertista di fama internazionale, che attraverso incontri- concerti guiderà gli spettatori a capire, ascoltare, identificare le caratteristiche della musica classica. In particolare, dal 22 al 28 agosto, é in programma una settimana culturale per chi vuol capire e conoscere la musica e la pittura all’epoca dei Macchiaioli. In una full immersion artistico-musicale nella suggestiva sede storica dell’Accademia degli Incamminati (un ex convento dei Cappuccini, nella foto), il maestro Modugno, illustrerà quel periodo ottocentesco che vide la nascita in Italia della pittura dei Macchiaioli e il sorgere di una cultura strumentale italiana.

Ma a Modigliana oltre alla musica, protagonista sarà anche il cibo. E non potrebbe essere altrimenti considerata la terra in cui questa rassegna avrà luogo: siamo a cavallo fra tre mondi diversi e ugualmente invitanti: l’Emilia grassa e un po’ paciosa, la Romagna sanguigna e ruspante e la Toscana saporita e profumata di bosco. Da queste tre tradizioni culinarie, ricche di segreti antichi, Modigliana propone il meglio accoppiandolo con i prodotti autoctoni del territorio come l’olio DOP di queste soleggiate colline o il tartufo di Dovadola. E a tavola, partendo dagli antipasti, si potranno assaggiare strepitosi fiori di acacia fritti, roseo e fresco salame locale, entusiasmanti crostini di fegato e una soffice piadina romagnola che preludono ad una batteria di primi da ricordare: tortelli di ricotta con gli stridoli (erbe di campo
spontanee caratteristiche della zona) strozzapreti, garganelli, tagliatelle con saporitissimi funghi di bosco, tortelli di patate e gnocchi gratinati nel forno a legna. La tradizione è vincente anche per i secondi, con la tradizionale carne alla griglia dove impera, in ossequio alle antichissime ascendenze bizantine, il castrato, vero signore di questa parte di Appennino. Ma in scena e sulle tavole ci saranno anche i sapori ed i piatti della Toscana, dalla trippa con le cotiche e i fagioli, agli arrosti fino alle fiorentine, per non farsi mancare proprio nulla.
Casalinghi ed eccezionali i dolci, tra i quali per tradizione e fama, spicca senza dubbio il caratteristico Panforte al cioccolato della Rocca dei Conti Guidi: una mattonella che nulla ha da invidiare né all’omonimo dolce senese né ad altri omologhi emiliani come il Pampepato ferrarese, il Certosino di Bologna o la celebre Spongata di Brescello.
Ma è al capitolo vini che il terroir di Modigliana offre prodotti di altissima qualità: siamo nella terra di soavi Sauvignon Blanc, Trebbiani e del corposo Sangiovese romagnolo, denso di profumi quanto elevato nella gradazione. Pregevole la produzione Villa Signani dell’azienda Quadalti e Carloni, tutta realizzata con uve di produzione biologica: i vini portano ciascuno il nome di un brigante tra coloro che imperversarono da queste parti, tra cui anche la banda di Stefano Pelloni, meglio noto come il Passator Cortese. Dall’eccellente Sangiovese barricato Dumandone al Trebbiano Lazzarino è una festa di profumi e gusti veramente indimenticabili. Degni di nota anche i vini dell’azienda Castelluccio: strepitosi e delicati Sauvignon Blanc come il Ronco del Re e il Lunaria si affiancano a corposi e profumatissimi Sangiovesi come Ronco dei Ciliegi, Le More o Ronco delle Ginestre oppure l’eccellente Cabernet Sauvignon Massicone, cui degno accompagnamento fanno i pecorini dei fratelli Lecca, casari sardi trapiantati su queste colline da oltre 40 anni.
E per chi ama le produzioni autoctone ecco i due Sangiovese Le Papesse e I Probi della cantina Villa Papiano che, grazie all'impegno dei giovani agronomi della famiglia Bordini, recupera i profumi e le fragranze di un tempo, ottenuti dai biotipi di Sangiovese a grappolo spargolo su un terreno di arenaria ed argilla. Per chi crede, come noi, che non di solo pane vive l’uomo.