Se
lanciamo una rapida occhiata alla classifica dei dischi più venduti in
Italia in questo momento l’impressione è quella di fare un tuffo
nel passato: più precisamente negli anni ’60, quelli di Mina, Celentano
e Gianni Morandi. A dispetto di più di quarant’anni trascorsi in
vetta alla hit parade ci sono ancora loro, e non con dei greatest hits a consacrare
i loro antichi successi, ma con album nuovi di zecca e con canzoni di oggi che
continuano a mietere i consensi di ieri.
Se però Mina ha deciso da tempo di allontanarsi dalle scene e Celentano
dosa col contagocce le sue apparizioni in pubblico, chi continua a sentirsi
perfettamente a suo agio nei bagni di folla che accompagnano puntualmente ogni
sua esibizione è proprio Morandi. Il Gianni nazionale, il più
amato tra gli italiani e dalle italiane, inossidabile al tempo che passa con
i suoi sessant’anni splendidamente portati e l’entusiasmo di un
ragazzo, combinato alla professionalità e all’esperienza di chi,
sul palcoscenico, c’è da troppi anni per non conoscerne a fondo
tutti i segreti. Un artista che ha girato il mondo ma che appena può
torna a Monghidoro, il paese dov’è nato e a cui è legatissimo
e dove, la scorsa estate, ha tenuto un concerto memorabile di fronte a un pubblico
di 8000 persone arrivate da tutt’Italia e anche dall’estero, trasformando
lo spettacolo in un evento che ora è documentato in dvd nell’edizione
speciale di A chi si ama veramente, l’ultimo album, uscito
il novembre scorso.
“Oggi - spiega Morandi che abbiamo intervistato in una pausa durante le
prove del tour - un disco deve essere arricchito con qualche contenuto in più.
Ecco perché abbiamo deciso di mettere in commercio un’edizione
speciale, con allegato il dvd del concerto di Monghidoro. E’ stata un’esperienza
bellissima. Non suonavo nel mio paese da oltre vent’anni e l’ultima
volta risaliva a un periodo in cui le cose per me non stavano andando benissimo…”.
Poi però uno su mille ce la fa e così a più di
quarant’anni dai tuoi primi successi sei di nuovo in testa alle classifiche,
e non sei il solo. A farti compagnia, oggi come ieri, ci sono Mina, Celentano…
“Mah…sai com’è…quando vengono a mancare le sicurezze
nel presente ci si butta nel passato. Gli anni’60 sono stati mitici, hanno
segnato indiscutibilmente il momento più alto della musica leggera italiana.
Non è un caso che oggi molti gruppi ripropongano il repertorio di quegli
anni o comunque vi si ispirino. E’ naturale che per noi, che allora già
c’eravamo, ora sia tutto molto più facile”.
Il tuo pubblico va da zero a novant’anni. Qual è il segreto
di un successo così trasversale?
“Forse il fatto di non decidere da solo. Ogni volta che lavoro a un disco
nuovo, appena ho pronti un po’ di pezzi, li ascolto insieme a un gruppo
di persone del mio fans club. Voglio conoscere il loro parere, che molte volte
è quello giusto. Nell’album scorso, ad esempio, sono stati loro
a scoprire Dimmi adesso con chi sei, una canzone che alla fine
ha decisamente allungato la vita di quel disco.”
Hai un fans club efficientissimo, il loro contributo nel concerto di
Monghidoro, in agosto, è stato fondamentale.
“Fino
a qualche tempo fa nemmeno li conoscevo. Poi ho saputo che avevano fatto un
sito internet e per pura curiosità un giorno l’ho visitato. Ho
capito subito che facevano le cose sul serio, con grande professionalità
e così ho voluto incontrarli e ora la loro collaborazione è preziosissima”
Ti hanno aiutato anche a decidere la scaletta del tour?
“L’abbiamo ragionata insieme anche se loro a volte sono drastici
nei confronti dei pezzi più antichi e invece io devo metterli per forza
perché il pubblico vuole sentirli e cantarli insieme a me. Ormai fanno
parte della storia!”
Parliamo della tournee…
“Sarà un tour teatrale che toccherà le principali
città italiane, naturalmente anche Bologna, dove sarò dal 22 al
26 febbraio al Medica Palace. Ci saranno alcuni brani del nuovo disco e poi,
come dicevo prima, più o meno tutte le canzoni che hanno segnato la mia
carriera”
Il nuovo album vede il ritorno, in veste di autore, di un artista bolognese
di cui da un po’ di tempo si erano perse le tracce: Bracco Di Graci…
“Bracco
ha firmato il primo singolo, A chi si ama veramente, che è
stato l’apripista del disco. L’album però è iniziato
intorno a Tu sei diversa un brano di Luca Madonia, ex leader
dei Denovo che aveva portato questo pezzo a Sanremo, ma non era stato accettato.
A me invece è piaciuto subito. Poi sono arrivate le altre canzoni”
Una delle quali è dedicata alla leggenda della boxe di tutti
i tempi…
“Cassius Clay è stato un personaggio unico, fuori dal normale.
Persone così non si possono dimenticare”
Dopo molti anni vissuti a Roma ora sei tornato ad abitare a Bologna.
Come mai?
“Fondamentalmente perché a Bologna sono sempre rimasto molto legato,
non a caso è una delle città dove si vive meglio, tra i primi
posti per la qualità della vita. Però io avevo casa a Roma, là
c’erano i miei figli e quindi non mi decidevo a trasferirmi definitivamente.
Le cose sono cambiate quando ho conosciuto Anna, la donna che oggi è
diventata mia moglie e che mi ha fatto trovare la voglia e l’entusiasmo
giusto per tornare nella mia città”.
L’hai trovata molto diversa?
“Bologna è cambiata, come sono cambiate più o meno tutte
le città negli ultimi vent’anni. Certo non è più
la stessa dei miei ricordi, se vai in centro non vedi più i gruppetti
di anziani davanti al bar Otello che parlano della partita o di politica. Sono
spariti i biassanott che vivevano di notte come se fosse giorno. Oggi la realtà
è diversa, all’angolo della piazza vedi persone venute da molto
lontano, ma va bene anche così e io continuo a viverci sempre molto volentieri”.