Gianni va ancora a cento all’ora
di Elisabetta Pasquali

Se lanciamo una rapida occhiata alla classifica dei dischi più venduti in Italia in questo momento l’impressione è quella di fare un tuffo nel passato: più precisamente negli anni ’60, quelli di Mina, Celentano e Gianni Morandi. A dispetto di più di quarant’anni trascorsi in vetta alla hit parade ci sono ancora loro, e non con dei greatest hits a consacrare i loro antichi successi, ma con album nuovi di zecca e con canzoni di oggi che continuano a mietere i consensi di ieri.
Se però Mina ha deciso da tempo di allontanarsi dalle scene e Celentano dosa col contagocce le sue apparizioni in pubblico, chi continua a sentirsi perfettamente a suo agio nei bagni di folla che accompagnano puntualmente ogni sua esibizione è proprio Morandi. Il Gianni nazionale, il più amato tra gli italiani e dalle italiane, inossidabile al tempo che passa con i suoi sessant’anni splendidamente portati e l’entusiasmo di un ragazzo, combinato alla professionalità e all’esperienza di chi, sul palcoscenico, c’è da troppi anni per non conoscerne a fondo tutti i segreti. Un artista che ha girato il mondo ma che appena può torna a Monghidoro, il paese dov’è nato e a cui è legatissimo e dove, la scorsa estate, ha tenuto un concerto memorabile di fronte a un pubblico di 8000 persone arrivate da tutt’Italia e anche dall’estero, trasformando lo spettacolo in un evento che ora è documentato in dvd nell’edizione speciale di A chi si ama veramente, l’ultimo album, uscito il novembre scorso.
“Oggi - spiega Morandi che abbiamo intervistato in una pausa durante le prove del tour - un disco deve essere arricchito con qualche contenuto in più. Ecco perché abbiamo deciso di mettere in commercio un’edizione speciale, con allegato il dvd del concerto di Monghidoro. E’ stata un’esperienza bellissima. Non suonavo nel mio paese da oltre vent’anni e l’ultima volta risaliva a un periodo in cui le cose per me non stavano andando benissimo…”.
Poi però uno su mille ce la fa e così a più di quarant’anni dai tuoi primi successi sei di nuovo in testa alle classifiche, e non sei il solo. A farti compagnia, oggi come ieri, ci sono Mina, Celentano…
“Mah…sai com’è…quando vengono a mancare le sicurezze nel presente ci si butta nel passato. Gli anni’60 sono stati mitici, hanno segnato indiscutibilmente il momento più alto della musica leggera italiana. Non è un caso che oggi molti gruppi ripropongano il repertorio di quegli anni o comunque vi si ispirino. E’ naturale che per noi, che allora già c’eravamo, ora sia tutto molto più facile”.
Il tuo pubblico va da zero a novant’anni. Qual è il segreto di un successo così trasversale?
“Forse il fatto di non decidere da solo. Ogni volta che lavoro a un disco nuovo, appena ho pronti un po’ di pezzi, li ascolto insieme a un gruppo di persone del mio fans club. Voglio conoscere il loro parere, che molte volte è quello giusto. Nell’album scorso, ad esempio, sono stati loro a scoprire Dimmi adesso con chi sei, una canzone che alla fine ha decisamente allungato la vita di quel disco.”
Hai un fans club efficientissimo, il loro contributo nel concerto di Monghidoro, in agosto, è stato fondamentale.
“Fino a qualche tempo fa nemmeno li conoscevo. Poi ho saputo che avevano fatto un sito internet e per pura curiosità un giorno l’ho visitato. Ho capito subito che facevano le cose sul serio, con grande professionalità e così ho voluto incontrarli e ora la loro collaborazione è preziosissima”
Ti hanno aiutato anche a decidere la scaletta del tour?
“L’abbiamo ragionata insieme anche se loro a volte sono drastici nei confronti dei pezzi più antichi e invece io devo metterli per forza perché il pubblico vuole sentirli e cantarli insieme a me. Ormai fanno parte della storia!”
Parliamo della tournee…
“Sarà un tour teatrale che toccherà le principali città italiane, naturalmente anche Bologna, dove sarò dal 22 al 26 febbraio al Medica Palace. Ci saranno alcuni brani del nuovo disco e poi, come dicevo prima, più o meno tutte le canzoni che hanno segnato la mia carriera”
Il nuovo album vede il ritorno, in veste di autore, di un artista bolognese di cui da un po’ di tempo si erano perse le tracce: Bracco Di Graci…
“Bracco ha firmato il primo singolo, A chi si ama veramente, che è stato l’apripista del disco. L’album però è iniziato intorno a Tu sei diversa un brano di Luca Madonia, ex leader dei Denovo che aveva portato questo pezzo a Sanremo, ma non era stato accettato. A me invece è piaciuto subito. Poi sono arrivate le altre canzoni”
Una delle quali è dedicata alla leggenda della boxe di tutti i tempi…
“Cassius Clay è stato un personaggio unico, fuori dal normale. Persone così non si possono dimenticare”
Dopo molti anni vissuti a Roma ora sei tornato ad abitare a Bologna. Come mai?
“Fondamentalmente perché a Bologna sono sempre rimasto molto legato, non a caso è una delle città dove si vive meglio, tra i primi posti per la qualità della vita. Però io avevo casa a Roma, là c’erano i miei figli e quindi non mi decidevo a trasferirmi definitivamente. Le cose sono cambiate quando ho conosciuto Anna, la donna che oggi è diventata mia moglie e che mi ha fatto trovare la voglia e l’entusiasmo giusto per tornare nella mia città”.
L’hai trovata molto diversa?
“Bologna è cambiata, come sono cambiate più o meno tutte le città negli ultimi vent’anni. Certo non è più la stessa dei miei ricordi, se vai in centro non vedi più i gruppetti di anziani davanti al bar Otello che parlano della partita o di politica. Sono spariti i biassanott che vivevano di notte come se fosse giorno. Oggi la realtà è diversa, all’angolo della piazza vedi persone venute da molto lontano, ma va bene anche così e io continuo a viverci sempre molto volentieri”.