Un
grande amore, quello per i viaggi, un altro grande amore, per una donna, finito
tragicamente. E una fuga, da una città e dal mondo, portando con sé
un bagaglio stipato di ricordi. Questa in sintesi la trama de “La
valle imperfetta”, romanzo d’esordio di Massimo Novarin,
uscito lo scorso novembre per le edizioni Pendragon. Novarin lavora nel settore
commerciale di Hotelplan Turisanda, scrive guide turistiche ma di recente ha
scelto di orientare la sua scrittura in una diversa direzione. Così è
nato il suo primo romanzo, ovvero una storia d’amore e d’amicizia
incastonata in una miriade di flashback, corrispondenti ad altrettanti viaggi,
ad altrettanti paesi del mondo di cui si respirano gli odori e si sentono i
suoni, appena trasfigurati dal ricordo. “Quando mi trovo in un aeroporto
e sono in procinto di partire - spiega - oppure mentre aspetto una coincidenza
per arrivare a destinazione, ho l’abitudine di prendere appunti, annotando
su un pezzo di carta le sensazioni di quell’istante, nate guardando un
panorama sconosciuto, o ripensando al viaggio che sta per finire. Se a uno piace
scriverle, farlo in queste situazioni è molto facile.”
E’ nata così “La valle imperfetta”?
“A un certo punto rileggendo tutti quei fogli sparsi ho pensato che fosse
giunto il momento di rimetterli insieme, senza seguire per forza un ordine cronologico
ma semplicemente lasciandomi guidare dall’emozione. La storia è
romanzata certo, ma non più di tanto”.
Il protagonista, in seguito a un evento tragico, abbandona Bologna e
si rifugia in Canada. C’è qualcosa in comune tra questi due luoghi?
“Molto di più di quanto si possa credere. Bologna ha il pregio
di essere una città né troppo piccola né troppo grande,
un grande paese in cui si possono godere i lussi di una metropoli riducendone
al minimo i difetti. Il Canada, dal canto suo, è il luogo ideale per
staccare la spina: uno dei pochi posti in cui ci si può isolare dal resto
del mondo. Ma in realtà è un isolamento debole perché in
meno di due ore arrivi a New York, nel cuore pulsante della civiltà di
tutto il mondo. Sia Bologna che il Canada insomma sono una comoda via di mezzo”
Cosa ricordi del tuo primo viaggio in Canada?
“Ricordo un paese magico di cui mi sono innamorato all’istante.
Poi, al ritorno, mi sono reso conto che non esistevano guide turistiche e così
ne ho scritta subito una”.
Viaggiare è un’arte o un piacere? “E’ sempre un piacere
perché alla fine di un viaggio se ne ricordano solo gli aspetti positivi.
Forse l’arte sta nel censurare quelli negativi. Viaggiare a volte costa
anche fatica ma alla fine ne vale sempre la pena”.
Tu che tipo di viaggiatore sei?
“Quando viaggio riesco a distaccarmi completamente da tutto e da tutti,
ma quando arrivo in aeroporto e so che nel giro di poche ore sarò di
nuovo a casa sono felicissimo”.
Ami tornare nei posti già visti?
“Assolutamente sì perché a quel punto si instaura un meccanismo
strano per cui si guardano i turisti che capitano lì per la prima volta
con una certa aria di superiorità, un po’ come all’università
gli studenti più grandi guardano le matricole”.
Quale sarà la meta del tuo prossimo viaggio?
“Vorrei tornare in Africa, visitare l’Etiopia e l’Eritrea,
e poi le ex repubbliche sovietiche dove oggi si può andare senza problemi,
scoprendo un mondo incredibile e città, come Samarcanda ad esempio, che
prima sembravano esistere solo nella fantasia di certi scrittori”.
Torniamo al libro. E’ già tempo di un primo bilancio?
“Sono molto soddisfatto dell’accoglienza che ha avuto il romanzo.
Poi parlare di numeri è sempre difficile, così come esiste sempre
qualche problema di distribuzione se non si ha alle spalle un grande gruppo
editoriale; ma non mi posso lamentare. Mi ha fatto un certo effetto, poco prima
di Natale, vedere una pila di libri miei nella libreria Mondadori di Via D’Azeglio,
qui a Bologna, accanto a quelli di Baricco…. E proprio in quella libreria,
il 25 febbraio, alle 18, presenteremo di nuovo al pubblico “La valle imperfetta”.
Nel frattempo stai già raccogliendo altri fogli di carta sparsi
qua e là?
“Di appunti ce ne sono tanti ma c’è anche la voglia di scrivere
qualcosa di completamente diverso. Sto solo aspettando che arrivi l’idea
…”