"Calici di Stelle" nella notte di San Lorenzo

Il 10 agosto 2000 nei luoghi più belli delle oltre 360 Città del Vino si degusteranno vini di qualità e prodotti tipici durante eventi e spettacoli

L’iniziativa è promossa in collaborazione con il Movimento del Turismo del Vino

Dopo il Wine Day di Cantine Aperte ecco un altro evento che coinvolgerà migliaia di appassionati ed enofili. Anche per il 2000 l’Associazione nazionale Città del Vino, assieme al Movimento per il Turismo del Vino, organizza "Calici di Stelle", una grande festa che si svolge nei centri storici e nei luoghi più suggestivi delle 360 Città del Vino e nelle cantine dei produttori la notte di San Lorenzo, il 10 agosto, quando il cielo si illumina dei bagliori improvvisi delle stelle cadenti. Le Città del Vino organizzano in contemporanea degustazioni di vini accompagnate da eventi organizzati per l’occasione: cinema all’aperto, spettacoli folcloristici, mostre, concerti, osservazione delle stelle, visite a luoghi di interesse storico e culturale, recital di poesie, passeggiate. I luoghi scelti sono le piazze, i centri storici, i castelli, le cantine delle aziende vitivinicole, ma anche gli spazi all’aperto e la natura. Obiettivo di "Calici di Stelle" è quello di avvicinare le persone al mondo del vino cercando di coinvolgere anche i numerosi turisti che in agosto frequentano i luoghi di villeggiatura e le città d’arte che fanno parte dei territori del vino. Per le degustazioni dei vini saranno utilizzati dei calici di cristallo realizzati appositamente con inciso il logo di Calici di Stelle che i partecipanti potranno acquistare e portarsi a casa come ricordo. I vini in degustazione saranno forniti, per la maggior parte dei casi, dalle aziende che aderiscono al Movimento per il Turismo del vino, a ribadire il coinvolgimento delle città e delle loro più prestigiose aziende vitivinicole.

IN VIAGGIO ALLA SCOPERTA DEI TERRITORI DEL VINO - Il vino, i prodotti tipici, l’enogastronomia, sono al terzo posto nella graduatoria sulle motivazioni al viaggio dei turisti stranieri che visitano l’Italia, precedute dall’ambiente e dalla cultura. "Calici di Stelle" è una iniziativa che mette assieme i tre elementi che si combinano alla perfezione e creano un mix capace di attrarre milioni di appassionati. Ogni anno, secondo stime approssimative, sono oltre 3 milioni i turisti del vino per un giro d’affari che supera i 3.000 miliardi. Si stima una crescita per i prossimi tre, cinque anni, fino a 5 milioni di turisti del vino per 15 milioni di presenze, con un ulteriore incremento del giro d’affari ad oltre 5.000 miliardi.

Il monitoraggio dei flussi turistici: Un Osservatorio per il turismo del vino - Le correlazioni tra il territorio rurale e la domanda di svago e di cultura si stanno facendo sempre più intense. Il turismo del vino rappresenta la sintesi migliore di questa correlazione. L’affermarsi di questo fenomeno, pone l’esigenza di conoscere l’entità di questi flussi e quali sono le caratteristiche della domanda e dei suoi fruitori. Per questo l’Associazione nazionale Città del Vino ha istituito un Osservatorio per il turismo del vino, che già sta lavorando alla realizzazione di una banca dati sui flussi turistici ed escursionistici nei territori interessati a questo fenomeno. L’intento è di fornire uno strumento di lavoro per coadiuvare enti locali e soggetti privati nella programmazione degli interventi in questo settore.

E’ stato individuato un campione rappresentativo di comuni e di strutture. La ricerca è condotta in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Statistiche "P. Fortunati" dell’Università di Bologna. L’Osservatorio fornirà una valutazione dei trend dei flussi turistici in aree vitivinicole vocate, dando informazioni sulla durata, la stagionalità, la motivazione della domanda e le sue caratteristiche qualitative, e fornirà un rapporto annuale sul turismo del vino in Italia mettendo a disposizione una banca dati sulle informazione raccolte. Sono stati presentati ad aziende vitivinicole, agriturismi, enoteche, ristoranti e locande, selezionate in determinate zone, dei questionari "qualitativi" da far compilare ai turisti durante i mesi di aprile, maggio e giugno. Lo scopo è quello di avere un identikit del turista del vino e di capire quali sono le potenziali ricadute economiche del fenomeno sul territorio.

LE STRADE DEL VINO – Si rafforza l’unione tra turismo ed enologia. La nuova legge sulle strade del vino (268/99) si avvale di un regolamento attuativo che stabilisce gli standard minimi di qualità da rispettare; ovvero, i soggetti che aderiscono alla strada del vino (produttori, operatori turistici, albergatori, ristoratori, ecc.) non possono offrire servizi al di sotto di un livello qualitativo stabilito. Gli standard di qualità sono parte fondamentale dei regolamenti che sovrintendono alla gestione di ogni singola strada del vino. Per la realizzazione delle strade del vino sono stati stanziati 9 miliardi in tre anni (fino al 2001) e sarà compito delle Regioni valutare i progetti e ripartire i fondi secondo criteri stabiliti dalla Conferenza Stato-Regioni.

I DISTRETTI DEL VINO – Le strade del vino insistono in territori omogenei che basano la loro riconoscibilità, anche geografica, identificandosi con il prodotto. Le strade fanno parte di un sistema territoriale che mette assieme la specificità produttiva (vino, vitigno, terreno), l’identità ambientale (storia, arte, cultura), le strutture (alberghi, ristoranti, enoteche, cantine, ecc.), la capacità di offerta e le strategie di marketing. Questo insieme di fattori crea un distretto del vino.

Gestione del territorio e sviluppo sostenibile. Un nuovo rapporto tra produttori vitivinicoli e enti locali – Il distretto del vino è un territorio amministrato. Il Piano Regolatore delle Città del Vino è lo strumento urbanistico utile a regolare gli aspetti edilizi del territorio ma anche a garantire l’uso sostenibile delle risorse territoriali. Questo significa che il Piano Regolatore, costruendo patti solidali tra produttori, società e ambiente, si presenta come un documento che regola il rapporto tra la comunità e il proprio ambiente. Il Piano Regolatore del vino costituisce una novità nella formazione degli strumenti urbanistici. Di solito l’attuazione di questi strumenti è preceduta da uno studio sul territorio con il quale si indagano prevalentemente gli edifici, i volumi costruiti, al massimo si considerano gli aspetti visivi del paesaggio; questi aspetti sono importanti, ma non bastano a garantire la qualità di un piano urbanistico, perché in presenza di territori a forte vocazione produttive di particolare importanza, come la vitivinicoltura, bisogna capire meglio il rapporto che esiste tra il modo migliore di utilizzare le attitudini del suolo a produrre buone uve da vino e la conoscenza di quali sono i fattori di rischio di degrado del territorio, per prevenirli e assicurare un buon futuro.

UN SUCCESSO DESTINATO A CONTINUARE - Il vino non è più considerato un semplice alimento ma un bene che aiuta a migliorare la qualità della vita. Il segreto del successo sta tutto nella capacità che ogni bottiglia di vino di qualità ha di evocare, attraverso gli aromi e i profumi che si sprigionano dal bicchiere, il suo territorio. Ogni bottiglia rappresenta un luogo, persone, tradizioni e cultura. Questo conferma come il turismo del vino sia oggi uno degli strumenti più idonei a promuovere lo sviluppo socio economico di un territorio, purché l’offerta complessiva risponda ad un solo concetto: qualità.

UN BRINDISI CON I VITIGNI AUTOCTONI – Anche "Calici di Stelle" riscontra la partecipazione di un sempre maggior numero di giovani interessati a conoscere più da vicino il mondo del vino. Il10 agosto potremo realizzare un grande brindisi all’Italia delle Città del Vino, all’Italia delle tante tradizioni, all’Italia dei prodotti tipici, dei vitigni autoctoni, la grande ricchezza della nostra enologia. A riempire i calici non solo i grandi vini più conosciuti e delle grandi DOCG, dal Barolo al Brunello di Montalcino, dal Chianti alle bollicine dell’Asti Spumante o della Franciacorta, dal Sagrantino di Montefalco al Taurasi; sarà l’occasione per brindare anche con l’Ormeasco o il Rossese della Riviera Ligure di Ponente, con l’Erbaluce di Caluso, il Sangiovese di Romagna, il Prosecco, la Falanghina di Benevento, il Primitivo di Manduria, il Nero d’Avola siciliano, il Montepulciano d’Abruzzo, il Fiano di Avellino e tanti, tantissimi altri vini DOC.

INFORMAZIONI:

Associazione nazionale Città del Vino

Via Massetana Romana 58/B – 53100 SIENA

Tel. 0577271556 – fax 0577271595 – E-mail: citvino@explorer.it