I vini dei Colli Bolognesi

Il Barbera dei Colli Bolognesi

 

di Emma Callegari -

Scheda ampelografica fornita dal Consorzio Vini dei Colli Bolognesi

 

 

Ottenuto con uve Barbera all’85% ed un massimo del 15% di uve nere autorizzate da disciplinare e coltivate nel comprensorio dei Colli Bolognesi, il nostro Barbera - che per molti è di genere femminile - proviene da un vitigno tra quelli a maggior diffusione in Italia anche se è relativamente giovane: se ne ha notizia solamente a partire dalla fine del diciottesimo secolo. L’origine è alquanto ignota, ma tutto fa ritenere che provenga dalle terre del Monferrato, poiché lo stesso Gallesio nella sua opera “Pomona Italia” del 1839 lo denominò “Vitis Vinifera Montisferratensis”. La foglia è di media grandezza con cinque lobi: il seno peziolare è a lira, per la grande maggioranza chiuso e può avere bordi sovrapposti; la pagina superiore è liscia, di un bel colore verde scuro, mentre quella inferiore è coperta da un leggero pelo vellutato. In autunno le foglie assumono una colorazione rossiccia, che può anche diventare di color rosso vivo. Il grappolo, quando è a maturazione, si presenta di media grandezza a forma piramidale mentre l’acino, sferico, è decisamente medio-grande con buccia di colore bluastro. Il fusto della pianta è robusto e il tralcio ha legno abbastanza tenero ed elastico. Il germogliamento è abbastanza precoce, cioè entro la prima metà di aprile, mentre la maturazione avviene per lo più ai primi di ottobre. Le viti sono coltivate col sistema a filare basso e Guyot, su terreno collinare argilloso e calcareo; generalmente sono rigogliose, anche se non a livelli eccezionali in quanto sensibili a gelate e brinate. L’uva Barbera è usata esclusivamente per la vinificazione. Nella zona del comprensorio dei Colli Bolognesi questo vitigno ha trovato clima e terreno ideali, consentendone così produzione e qualità elevate.

Il vino ha colore rosso rubino carico tendente al violaceo; ha squisito profumo vinoso con caratteristiche di sottobosco. Al palato si presenta secco, alcolico, di corpo, armonico e giustamente tannico nel tipo frizzante naturale, mentre nella varietà fermo, pur mantenendone le caratteristiche, risulta più morbido e delicato. La Barbera dei Colli Bolognesi ben si accompagna ai piatti caratteristici della cucina emiliana: pastasciutte, salumi ed intingoli saporiti. Perfetta con bolliti, grigliate miste, arrosti ed umidi di carni rosse. Evidenzia profumi e sapori inimmaginabili con cacciagione delicata. Va stappata al momento, fresca di cantina, ma soprattutto è consigliabile berla giovane per assaporarne in pieno la tipicità.

I dati che la Camera di Commercio di Bologna ci fornisce evidenziano che, per l’anno 1996, erano iscritti all’Albo Vigneti 167 produttori di Barbera, di cui solamente 72 hanno rivendicato la DOC. La superficie totale iscritta per la produzione di questo vino è stata, sempre nello stesso anno, di circa 105 ettari e quella rivendicata a DOC di quasi 70. La campagna 1996, considerando la resa media per ettaro, i quantitativi  non rivendicati e la quantità d’uva necessaria alla composizione di uvaggi diversi, ha reso circa 2.800 ettolitri di Barbera. Tra le zone più vocate a ragione del terroir è senz’altro da annoverare quella di Montebudello, divenuta ormai storica per la sua elevata e costante qualità.