I vini dei Colli Bolognesi

Lo Chardonnay dei Colli Bolognesi

di Emma Callegari - Foto e scheda ampelografica fornite dal CRPV dell’Emilia Romagna

 

 

Ottenuto da almeno l’85% di uve Chardonnay ed il restante 15% da uve bianche autorizzate e prodotte nel comprensorio. Originario della Borgogna e precisamente dalle vicinanze della città di Chardonnay, da cui questo vitigno molto particolare prende il nome, questo vino ritrova sulle colline attorno a Bologna un terreno molto simile a quello d’origine: calcareo, argilloso e molto drenato. La foglia è di media grandezza, quasi tondeggiante, ma può essere trilobata e con seno peziolare ad U con lembo delimitato dalla nervatura principale che ne è la caratteristica tipica e distintiva. La parte superiore è verde scura, mentre quella inferiore è verde chiaro, con venature marcate, che in autunno prende una colorazione tendente al giallo. Il grappolo è piccolo, molto compatto con alatura; l’acino, di colore giallo dorato, è medio e tondeggiante. Il tralcio è legnoso e rotondo su fusto robusto e di grande affidamento. L’allevamento delle viti, sempre di alta qualità e selezionate, è a Guyot a media espansione. La produzione è media e costante e permette così di ottenere un vino estremamente tipico e caratteristico.
Ha un bel colore giallo paglierino scarico con riflessi verdolini; il profumo è fine, elegante, fruttato e richiama principalmente la mela golden e la crosta di pane. Al palato si presenta secco ed invitante, finissimo e profondo con sentori di mela e fiori di acacia. Molto armonico nella tipologia fermo e fresco di acidità nel tipo frizzante. Viene prodotto anche spumante con il Metodo Charmat, che prevede la rifermentazione termoregolata in autoclave e nella variante Metodo Classico con almeno nove mesi di rifermentazione in bottiglia champagnotta.
Deve essere bevuto giovane d’annata e, per coglierne la freschezza e la fragranza, attorno agli 8 - 10 gradi centigradi. I dati che la Camera di Commercio di Bologna ci fornisce evidenziano che, per l’anno 1996, erano iscritti all’Albo Vigneti 30 produttori di Chardonnay di cui solo 26 hanno rivendicato la Doc. La superficie totale iscritta per la produzione di questo vino è stata, sempre nello stesso anno, di 38 ettari. Quella rivendicata a Doc di circa 32. La campagna 1996, considerando la resa media per ettaro, i quantitativi non rivendicati e la quantità di uva necessaria alla composizione di uvaggi diversi, era stimata in circa 1370 ettolitri. Lo Chardonnay dei Colli Bolognesi è perfetto in ogni momento della giornata: buon aperitivo, si accompagna a verdure e ad intingoli delicati. Valorizza al massimo qualunque piatto di pesce e portate a base di uova.