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Il nostro Merlot,
probabilmente non ancora conosciuto ed apprezzato come si
merita, proviene dal sud-ovest della Francia, il
Bordolese, e precisamente dal circondario della Gironda.
Le prime notizie di coltivazione risalgono alla fine dellOttocento.
Si ottiene dallomonimo vitigno a cui può essere
aggiunto fino al 15% di uve nere autorizzate da
disciplinare e coltivate nel comprensorio dei Colli
Bolognesi. La foglia è pentagonale, di media grandezza,
a cinque lobi. Il seno peziolare è aperto a U.
La pagina superiore è liscia, opaca e di colore verde
chiaro, quella inferiore è verde oliva con venature
marcate. Il colore autunnale tende al rosso cupo. Il
grappolo è medio, così pure la compattezza, di forma
decisamente piramidale ed alata con acini di colore blu
scuro e di grandezza anchessa media. Il tralcio
legnoso non è molto grosso, il fusto è vigoroso. Il
sistema di allevamento è a media espansione (Guyot), su
terreno argilloso e calcareo piuttosto pesante e profondo
di collina. Il germogliamento avviene generalmente nella
seconda decade di aprile. La maturazione si ha, in annate
normali, tra la fine di settembre ed i primi giorni di
ottobre. Il Merlot dei Colli Bolognesi viene prodotto
unicamente fermo.
E vino con grandi potenzialità di sapori e
finezza, dal colore rosso rubino con riflessi violacei.
Il suo profumo è delicato, caratteristico e tipico per
la leggera sfumatura erbacea. Al palato è secco,
morbido, sapido, pieno e caldo in alcol. Si abbina bene
con lasagne, cannelloni, tagliatelle e minestre in brodo;
adatto ai bolliti, ottimo per grigliate e spiedini di
carni bianche e rosse, cacciagione piccola e funghi. Va
servito ad una temperatura di 18 - 20 gradi centigradi in
calici ampi, meglio se sferici. Regge bene linvecchiamento
di qualche anno e può in questo caso accompagnare con
sicurezza anche formaggi stagionati. La Camera di
Commercio di Bologna ci fa sapere che per lanno
1996 erano iscritti allAlbo Vigneti 20 produttori,
di cui soltanto 7 hanno rivendicato la DOC. La superficie
totale iscritta per la produzione di Merlot è di poco più
di 15 ettari, ma quella rivendicata a DOC non arriva alla
metà. La campagna 1996, considerando la resa media per
ettaro, i quantitativi non rivendicati e la quantità duva
necessaria alla composizione degli uvaggi bordolesi, ha
reso poco più di 310 ettolitri di Merlot. Leccezionalità
dellultima vendemmia ci induce a pensare che gran
parte del Merlot prodotto sui Colli farà riserva e non
sarà quindi disponibile in tempi brevi per il consumo.
Quanto affermato la volta scorsa per il Cabernet
Sauvignon è valido anche, se non di più, per il Merlot.
Poche saranno le bottiglie del 97 in commercio
entro lanno. Grandi aspettative invece sono riposte
nel prodotto invecchiato in purezza o in composizioni
bordolesi. Già da vari anni qualche produttore del Colli
Bolognese ricava dallelaborazione e dallestrema
cura di allevamento, vinificazione ed invecchiamento di
questo vino soddisfazioni veramente grandi per qualità e
successo commerciale. Forse ancora poco conosciuto,
dicevo allinizio, questo vino ci sta riservando
sorprese veramente uniche.
E senza alcun dubbio, tra i prodotto vinicoli della
nostra provincia, quello che al presente si dimostra più
portato alla grande interpretazione. Il Merlot ed il
Cabernet Sauvignon sono i due vini rossi della provincia
che si prestano allinvecchiamento. Essi sono,
assieme al Barbera, i tre rossi che si vendemmiano
attorno alla nostra città. Del Barbera, peculiare tra
tutti i suoi omonimi delle altre regioni italiane,
parleremo la prossima volta.
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