Il Pignoletto dei Colli Bolognesidi Emma Callegari Foto e scheda ampelografica fornite dal CRPV dell’Emilia Romagna
Ottenuto dall’omonimo vitigno autoctono almeno all’85% questo vino, giustamente considerato il Re dei Colli Bolognesi, ammette fino al 15% di uve provenienti da vitigni non aromatici a bacca bianca autorizzate e prodotte solo nel medesimo comprensorio. Di questo vitigno assai particolare non esistono precise documentazioni scritte, ma soltanto alcuni dotti riferimenti attribuibili a Plinio il Vecchio ed al Tanara. La foglia è pentagonale e trilobata, con seno peziolare a V ampio, di colore verde cupo, lucida e liscia in superficie. La pagina inferiore è più chiara. Il grappolo è di medie dimensioni, ma compatto e giustamente spargolo, allungato e quasi cilindrico con alature. L’acino è medio, di forma allungata e di colore verde ambrato. Il tralcio legnoso è lungo, robusto ed elastico, ma poco ramificato e di sezione ellittica. Il germogliamento è abbastanza precoce e la maturazione delle uve avviene ai primi di ottobre. La coltivazione del vitigno è a cordone speronato ed a Guyot. Ha ottenuto la DOC nel 1985. Alla Camera di Commercio di Bologna erano iscritti per l’anno 1996 all’Albo Vigneti 225 produttori, di cui 133 hanno richiesto la DOC. La superficie totale iscritta per la produzione di Pignoletto ammontava a poco più di 331 ettari, ma quella rivendicata era di circa 270. La campagna ‘96, considerando la resa media per ettaro e i quantitativi non rivendicati, ha reso quasi 15. 200 ettolitri. Il Pignoletto può essere prodotto nelle tipologie: fermo, con caratteristiche e tipicità inalterate; frizzante a fermentazione naturale; superiore, con gradazione alcolica naturale delle uve del 12%; metodo Charmat, a rifermentazione termo-regolata in autoclave; metodo classico con minimo nove mesi di rifermentazione. Ha un bel colore giallo paglierino scarico, con riflessi verdolini e profumo delicato, aromatico e fruttato. Dal sapore secco,armonico e asciutto ed abbastanza persistente, è anche fresco di acidità. Ottimo come aperitivo, delicato e leggero, è perfetto con antipasti all’italiana, pesce, tigelle, verdure e uova. Vino da tutto pasto si esalta soprattutto con carni bianche e formaggi freschi che ne valorizzano le caratteristiche. Per gustarlo appieno si consiglia di berlo giovane, stappandolo al momento, alla temperatura di 8 - 10 gradi centigradi. Il Pignoletto è oggi il vino dei Colli Bolognesi più conosciuto al di fuori della nostra provincia. Alcuni produttori di qualità riescono ad esportarne con successo in Europa, Stati Uniti e mercati primari dei Paesi dell’Est. |