Cronaca di successi annunciati

Firenze, Montepulciano e Montalcino: cinque giorni per degustare il meglio delle produzioni toscane d’eccellenza

di Giuseppe Lo Russo

Giunta alla sua quinta edizione, la manifestazione congiunta dei Consorzi delle tre più prestigiose DOCG toscane, Chianti Classico, Nobile di Montepulciano e Brunelloha registrato, anche per l’annata Duemila, un bilancio positivo.

E le cifre parlano chiaro.

I dati sulla commercializzazione del Chianti Classico Gallo Nero fissano l’export al 66,8% - Germania e USA in testa - e al 33,2% per il mercato interno, nel quale pesa la voce del consumo turistico sul territorio nazionale. Rispetto al ’99 le bottiglie vendute sono salite alla cifra record di 26 milioni, con un incremento del 20%.

Gli sforzi del Consorzio del Marchio Storico Chianti Classico, volti finora alla promozione del vino sul mercato estero, si indirizzeranno a qualificare ulteriormente il marchio, legandolo, secondo le logiche del marketing, al territorio. L’intenzione progettuale del Consorzio tende infatti a radicare e ad accrescere di contenuti-immagine il prodotto, attraverso lo strumento del "distretto rurale" che esalta le specificità dei territori d’origine. Dunque, chi sceglierà di bere Chianti Classico dovrà avere l’impressione di appropriarsi delle colline del Chianti, con le sue valenze storico-culturali, ambientali e paesaggistiche.

È forse in quest’ottica che vanno visti i vini del 2000 presentati all’assaggio (quasi tutti dichiarati da sangiovese in purezza) che testimoniano un ritrovato orgoglio per l’originario vitigno, oggetto di un programma di selezione clonale che si concluderà nel 2005, e che ha portato alla omologazione di quattro nuovi cloni.

Nonostante l’andamento stagionale, riconosciuto un po’ difficoltoso, l’annata è stata giudicata sufficiente, di tutto rispetto, e la qualità è stata mantenuta in un’ottica di equilibrio.

Anche per il Prugnolo Gentile, parliamo evidentemente del Rosso e del Nobile di Montepulciano, fra cento cloni ne sono stati selezionati tre, nominati: Grifo, Bruscello e Bravìo. Il Consorzio del Nobile è partito per primo nell’individuazione delle tipologie delle diverse zone del proprio territorio, e gli assaggi del millesimo ’98 confermano positivamente l’azione di tutela e valorizzazione delle differenze. Anche il mercato registra un apprezzamento crescente, con il raddoppio in due anni delle vendite del Rosso ed un aumento del 27% (4.735.600 bottiglie) delle vendite del Nobile rispetto al 1999.

Il 60% del Nobile va all’estero e il 40% al mercato nazionale. Una proporzione che si ritrova perfettamente rovesciata nelle vendite del Rosso.

Una stagione con andamento non omogeneo, ammettono al Consorzio del Brunello di Montalcino: bassissima piovosità in maggio e temperature elevate hanno portato le uve ad una maturazione eccessiva. Dall’alta concentrazione di zuccheri e di acidi sono nati vini di qualità non uguale per tutti, con picchi di eccellenza solo in vigneti che godevano di condizioni particolarmente favorevoli. Il solo ad avvantaggiarsene è stato il Moscadello in vendemmia tardiva. L’annata comunque si è meritata tre stelle su cinque; che vuol dire un po’ più che discreta: pregevole. Fra gli oltre 300 campioni in degustazione, qualche punta di interesse ha registrato l’assaggio del Rosso ’99, meno frequente in quello del Brunello ’96, spesso marcato in alcuni campioni da una presenza eccessiva dei legni.

In complesso equilibrata, ma al disotto delle attese, la riserva 1995.

Con un giro d’affari superiore ai 230 miliardi l’anno, a cui si aggiungono gli oltre 150 derivanti dal turismo, quella di Montalcino è una realtà rilevante sotto l’aspetto economico. Anche qui, è stato detto, "decisivo e strategico" si dimostra il marketing del territorio, sottolineato dal riconoscimento ISO 14.000 di qualità ambientale ottenuto per l’intero comprensorio.

Le tre manifestazioni, iniziate con una cena di gala al ristorante "Cibreo" di Firenze il 13 febbraio, si sono concluse il 17 a Montalcino nell’elegante teatro degli Astrusi. Qui, di fronte ad un numeroso pubblico, sono stati premiati con il "Leccio d’Oro": lo chef Heinz Beck del ristorante "La Pergola" dell’Hôtel Hilton di Roma; la famiglia Fischetti del ristorante "Oasis" di Vallesaccarda (AV) e i fratelli Longo dell’omonima enoteca di Legnano (MI).

La realizzazione della rituale formella di ceramica a ricordo dell’annata, è stata affidata al noto disegnatore Emilio Giannelli: una Gioconda ebbra con in grembo una bottiglia di Brunello.