Nuvole sul mercato allingrosso
In calo lesportazione e in aumento la concorrenza anche allinterno dellUe
di Athos Barigazzi
Il mercato dei vini allingrosso si è diviso ormai da qualche anno in maniera netta fra prodotti di ottima qualità e prodotti di qualità bassa.
Le contrattazioni per i primi si svolgono, e spesso si esauriscono, nei due o tre mesi successivi alla vendemmia giacché le aziende imbottigliatrici, che lavorano ormai quasi tutte su budget determinati e conoscono quindi con buona approssimazione il loro fabbisogno, si approvvigionano per tempo delle tipologie per cui spesso la domanda è superiore allofferta.
La commercializzazione delle qualità più basse si svolge invece in tempi diversi e stemperata nel corso dellanno perchè è risaputo che questa tipologia di prodotti non verrà certo a mancare essendo normalmente lofferta più abbondante della domanda: gli acquirenti sono prevalentemente quelli dellindustria del vino in brik e gli importatori esteri di vini sfusi. Questi consolidati comportamenti fanno sì che nel periodo post vendemmiale e fino alle festività di Natale il mercato sia attivo e si assista ad un positivo andamento delle contrattazioni e degli scambi che si contraggono in maniera sensibile soltanto nei primi mesi dellanno seguente, causando grande pesantezza di mercato ed una conseguente tendenza alla flessione dei prezzi.
In Europa il raccolto del Duemila è stato inferiore allannata precedente; fa eccezione soltanto la Spagna che sembra aver superato i 40 milioni di ettolitri. La situazione delle giacenze era però pesante un po dovunque, se il provvedimento della distillazione facoltativa concessa dallUnione Europea per circa 12 milioni di ettolitri (tutti totalmente usufruiti) non è stato sufficiente ad alleggerire il mercato dei vini da tavola. Chi si attendeva unannata con quotazioni quantomeno stabili se non proprio in ripresa è stato deluso nonostante i dati provvisori di fine vendemmia, la buona attività delle domande ed il già basso livello di prezzo, almeno per i vini da tavola. Esauritasi la spinta iniziale di compratori con esigenze qualitative, allinizio di questanno la domanda ha cominciato ad attenuarsi ed il volume delle contrattazioni a ridursi in maniera consistente un po in tutte le regioni dItalia. Dobbiamo anche rilevare come sia mancata quasi totalmente la richiesta di vini sfusi da parte degli operatori esteri: sia i Tedeschi per i vini base spumante in Veneto e in Romagna, sia i Francesi e gli Spagnoli per i vini rossi della Puglia e della Sicilia hanno solamente assaggiato la produzione italiana comprando quantitativi decisamente modesti. I Tedeschi perchè, oltre a disporre di prodotto proprio, hanno problemi per la loro grande industria spumantistica che ha recentemente perso volumi di vendita sia sul mercato interno che nellesportazione; gli Spagnoli, avendo prodotto a loro volta quantitativi abbondanti, non solo sono diventati autosufficienti, ma ci stanno adesso sostituendo sul mercato francese avendo evidentemente un miglior rapporto qualità prezzo. La quasi totale assenza di esportazione verso questi Paesi ha di fatto generato una sofferenza che con il passare del tempo è andata aggravandosi. I produttori, avendo bisogno di vendere, stanno comprimendo i prezzi che hanno già raggiunto, nei valori minimi di Puglia e Sicilia, quotazioni inferiori alle 4.000 lire per ettogrado per i bianchi e attorno alle 4.500 per ettogrado per i rossi con tre o quattro punti di colore. La situazione peggiore è quella dei vini da tavola, ma prezzi in ribasso sono segnalati anche in Veneto per gli IGT di vitigni ancora disponibili il cui livello qualitativo non è corrispondente alle esigenze del mercato. Anche la domanda di rossi dallEmilia ha avuto una contrazione che si è ripercossa sulle quotazioni, anche se in questo caso riguarda unicamente i prodotti meno coloriti e qualitativamente più scadenti.
La situazione è invece migliore per i vini DOC bianchi che sono sostenuti da una domanda attiva, in particolare sui prodotti imbottigliati destinati allesportazione e che mantengono, in linea di massima, le quotazioni dellannata precedente e decisamente buona per i vini rossi DOC a conferma dellinteresse del consumatore mondiale e dellattenzione con cui le aziende si stanno adeguando alle richieste qualitative della domanda. Domanda molto esigente in fatto di colore, corpo e struttura che sa premiare i produttori, ricompensati da quotazioni in crescita in tutta Italia. La situazione vinicola a livello europeo non è comunque rosea se è vero che Spagna, Francia, Germania e Italia sembrano intenzionate a rivolgere alla Commissione Europea richieste di aumento della quantità di distillazione facoltativa o addirittura richiedere lavvio della distillazione di crisi con lautorizzazione ad integrare, con aiuti dei singoli governi, i prezzi minimi fissati dallOcm vino. LItalia è stata autorizzata ad attuare una distillazione di crisi per 120.000 ettolitri di Asti DOCG e a versare ai produttori un aiuto integrativo, a carico dello Stato, pari a circa 24.000 lire per ettogrado.
Le associazioni di categoria e le organizzazioni cooperative stanno esaminando molto attentamente la situazione per decidere se sia necessario inoltrare ulteriori richieste di intervento alla Commissione Europea.
La situazione attuale non ha prospettive di miglioramento in un futuro prossimo. Solo avversità atmosferiche di vaste proporzioni o importanti provvedimenti europei di sostegno economico potranno ridare un po di fiato ad un mercato che è oggi gravato da giacenze piuttosto rilevanti e pervaso da una abbondante dose di pessimismo.