Un’altra annata positiva per il Novello

Ancora in crescita produzione e fatturato, ma contraddittoria l’osservanza della data di immissione sul mercato nazionale

di Manuela Magli

Poco importa che lo abbiate pagato 40 mila lire alla Pergola dell’Hotel Hilton di Roma o 12 mila al ristorante Guerino di Pescara, che lo abbiate acquistato in enoteca ad un prezzo medio di 7.692 lire o in grande distribuzione a prezzo leggermente inferiore: a giochi fatti possiamo adesso affermare che complessivamente il Novello del 2000, con i suoi quasi 19 milioni di bottiglie, ha generato un fatturato stimabile attorno ai 144 miliardi di lire.

Nata in anni difficili per l’immagine e per il consumo del vino in Italia proprio per dare una valenza in più al prodotto, stimolare la curiosità del consumatore e portare denaro fresco nelle cantine, questa tipologia si trova oggi a sfruttare il più che positivo posizionamento del prodotto-vino per incrementare la sua rilevanza. Per meglio gestirne l’immagine e definirne i canoni produttivi e commerciali è nato adesso l’Istituto Nazionale del Vino Novello. Costituito dai maggiori produttori in rappresentanza delle più famose etichette, esso si occuperà non solo di comunicare le valenze positive del Novello (è prevista a questo scopo una sottoscrizione dei produttori pari a venti lire a tappo), ma anche di interpretare e risolvere i problemi derivanti dai vuoti legislativi in materia di distribuzione e commercializzazione. La legge vigente prevede infatti che la vendita del Novello inizi in tutta Italia il giorno sei di novembre; quindici giorni prima dell’arrivo dei primeurs francesi: l’intervallo di tempo tra le due date è molto importante per le cantine italiane. Ma la data del sei novembre è rispettata? Lo abbiamo chiesto il 4 novembre, a Vicenza per il Salone del Novello, a tre noti produttori.

Marchese Frescobaldi, dove si trova in questo momento il suo Novello?

"Penso per la strada. Abbiamo iniziato lunedì a consegnare il prodotto ai corrieri; sulla bolla è specificato che la consegna deve avvenire nei tempi di legge. Ma l’unica garanzia che consenta il rispetto della legge è regolamentare l’uscita del vino dalla cantina".

Ha mai sentito dire che qualcuno, produttore o commerciante abbia ricevuto una sanzione per la mancata osservazione di questa data?

"No, non mi è mai capitato di sentirlo dire ... purtroppo".

Michele Chiarlo, dove si trova oggi la sua produzione di Novello?

"Ha lasciato la cantina; me ne sono rimaste soltanto dodici bottiglie. Abbiamo approfittato del decreto ministeriale che permette la spedizione cinque giorni prima del fatidico sei novembre. Ai distributori più vicini a noi è senz’altro già arrivato; non so se lo abbiano addirittura consegnato.

Se non facessimo così i nostri clienti si lamenterebbero dal momento che tutte le altre aziende agiscono in questo modo.

Ha mai sentito dire che qualcuno sia stato sanzionato per la mancata osservazione della data?

"No, certamente. La cosa più buffa è che è stata fatta una legge senza, appunto, indicare le sanzioni".

Ezio Rivella, dov’è il suo Novello in questo momento?

"Certamente nel circuito commerciale. Immagino il perchè di questa domanda ma la invito a considerare che è il sistema che è sbagliato. Tra l’altro questo modo di agire non fa che diminuire la valenza emotiva del deblocage rovinando l’immagine della fasta del prodotto.

Ha mai sentito dire che qualche produttore sia stato sanzionato per la mancata osservazione della data?

"Non mi risulta. Ci troviamo alle prese con un vuoto legislativo e con una legge che non serve. E’ colpa anche di noi produttori che non ci siamo accordati veramente bene. Penso che il problema sarà senz’altro all’ordine del giorno del nuovo Istituto del Novello".

Tutti quindi forzatamente fuorilegge rispetto ad una legislazione poco chiara e anche scarsamente utile. Aspettiamo novità in proposito per il prossimo appuntamento col Novello del 2001.

Cristina Parodi, madrina del Novello dell’ultima vendemmia, a Vicenza