8 giugno 2000

Vivace dibattito stamani a Siena su uno dei temi più scottanti del mondo vinicolo
Pecoraro Scanio: "imbottigliamento in zona, grande risorsa"
Il ministro delle Politiche Agricole preannuncia un decreto sulla questione - Frascati

"Siamo convinti che l’imbottigliamento dei vino in area di origine sia una grande risorsa, e che questa sia la lettura di fondo della recente sentenza della Corte di giustizia Ue. In tal senso, siamo pronti a procedere con un decreto relativo all’imbottigliamento del Frascati, non appena il Consiglio di Stato si sarà pronunciato in proposito". Lo ha detto oggi il Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Alfonso Pecoraro Scanio, intervenendo oggi in videoconferenza al convegno su "L’imbottigliamento in zona" in programma presso l’Enoteca Italiana di Siena. Parlando davanti ai rappresentanti dell’interprofessionale, per la prima volta dopo lungo tempo riuniti al completo sul tema, il Ministro ha affermato che "il messaggio che esce dal caso-Rioja è che imbottigliare fuori dalla zona di origine può diminuire il prestigio di un vino di qualità. Il nostro orientamento è ora quello di utilizzare al massimo le possibilità disegnate da questa sentenza, estendendone la portata se possibile anche ad altri settori come quello dell’olio". Luca Lauro, funzionario del Ministero presente a Siena, ha inoltre annunciato la prossima realizzazione dell’Albo degli Imbottigliatori, strumento invocato da diverse delle parti presenti: "esiste già una bozza - ha detto - verrà prodotto a breve, in attuazione della legge 164/92".
L’intervento del Ministro ha ulteriormente alimentato il vivace dibattito in corso sin dalla prima mattina. Gran parte dei contributi hanno riguardato il tema dei Consorzi di tutela dell’Origine dei vini, ed il loro funzionamento. Da più parti (Cia, Federdoc) si è sottolineata l’impossibilità di procedure sull’ipotesi della semi-unanimità per l’assunzione di decisione in tema di imbottigliamento suggerendo procedure basate su un consenso di maggioranza qualificata o relativa. Altri hanno piuttosto rivendicato la necessità di "aumentare le garanzie per il consumatore attraverso un’effettiva tracciabilità della filiera vinicola"secondo le parole di Davide Gaeta (Unione Italiana Vini). Interpretando un pensiero ben espresso poco prima dal senatore Riccardo Margheriti (presidente del Comitato Nazionale Tutela e valorizzazione D.o. e Igt dei Vini), il presidente dell’Enoteca Italiana Flavio Tattarini ha affermato che "probabilmente è il momento di riflettere sulla natura stessa dei Consorzi, e in particolare sulla loro volontarietà d’adesione". Larghi consensi è parsa raccogliere anche l’idea di individuare i confini nazionali come limite massimo della zona di imbottigliamento di un vino italiano.