12 giugno 2000

Presentata a Siena la proposta per limitare la "moria" di terreni coltivabili
Lavoro agricolo. Flai lancia la "banca della terra"
Lacorte: "un organismo aperto anche ai privati". Borroni: "coinvolgere le Regioni"

"Un entità che possa sostituire progressivamente la piccola proprietà contadina, permettendo di creare nuova impresa in agricoltura da quelle terre che ad oggi restano in larga misura incolte". E' questo il concetto di "Banca della terra" lanciato oggi dal segretario nazionale della Flai Cgil, Vincenzo Lacorte, durante il convegno "Mobilità della terra - professionalità del lavoro" in programma all'Enoteca Italiana di Siena. "Proponiamo la creazione di un soggetto di riferimento che permetta ai conduttori che non possono o non vogliono lavorare o conferire la proprietà terriera, di affidarla a soggetti terzi in grado di farla fruttare. Proprio come fa una banca, impiegando la raccolta presso i risparmiatori". Lacorte peraltro non ha escluso che del nuovo organo di collocamento terriero possano far parte proprio istituti di credito, magari riuniti in pool. Assieme, necessariamente, ad una presenza pubblica articolata possibilmente "in aderenza ai principi di decentramento amministrativo" secondo il sottosegretario del Ministero alle Politiche Agricole e Forestali, senatore Roberto Borroni. Ovvero, coinvolgendo gli enti-Regione. Proprio il MIPAF sarà chiamato a dare presto una valutazione di merito rispetto alla proposta: l'idea della banca della terra esce iinfatti alla scoperto in vist del prossimo decreto - legge di indirizzo per l'Agricoltura, che potrebbe quantomeno recepire il principio di fondo della proposta.
L'esigenza di una innovazione di tale portata, secondo quanto esposto dalla Flai (Federazione Lavoratori Agrindustria) - Cgil, segue la considerazione di allarmanti dati Istat presentati per l'occasione, secondo i quali il 94 per cento dei conduttori di aziende agricole non ha successori disposti a portare avanti l'impresa, e di questi ill 16 per cento non ha eredi in assoluto. "A fronte di ciò - ha notato Lacorte - c'è oltre la metà della forza lavoro-dipendente agricola che ha meno di 35 anni, e costituisce quindi un grosso potenziale per sostenere il nuovo sviluppo del settore".
Durante il convegno senese, programmato nell'ambito della 34^ Settimana dei Vini, associazioni di categoria, ricercatori ed imprenditori agricoli si sono inoltre confrontati con diffuso interesse attorno alla proposta di condividere tra più aziende, veri e propri "programmi occupazionali", che consentano di ruotare su base annua gruppi di lavoratori cui sia assicurata, in questo modo, continuità d'occupazione.