E' stato indetto il 1° PREMIO SLOW FOOD - BOLOGNA 2000. L'iniziativa è di Slow Food, un movimento internazionale che da anni sostiene attività produttive agroalimentari d'alta qualità  emergenti o declinanti, segnala il lavoro di agricoltori, artigiani, ristoratori, incoraggiano la difesa del
patrimonio enogastronomico.
Il Premio sarà assegnato da una giuria di 500 giurati di 87 paesi di
tutto il mondo, il prossimo ottobre a Bologna. Se lo aggiudicheranno quanti, tra le 300 nomination già arrivate, ci si sarà particolarmente distinto nella salvaguardia della biodiversità e dei metodi produttivi. Saranno contadini o scienziati, pastori, pescatori  o associazioni ecologiste, tutti soggetti con il denominatore comune di un'attenzione attiva verso le tradizioni che rischiano di scomparire lasciandoci più poveri culturalmente e, alla fine, anche economicamente.
L'appuntamento, quindi, per l'assegnazione dei prestigiosissimi premi è per i giorni 23, 24 e 25 a Bologna: tre giorni in cui la città sarà capitale mondiale della cultura del mangiar "bene".
l.m.


PRESENTATO A BOLOGNA IL PREMIO SLOW FOOD: SARANNO CINQUE I VINCITORI SCELTI DA UNA GIURIA DI OLTRE 500 DELEGATI PROVENIENTI DA 87 PAESI DEL MONDO. IL 24 OTTOBRE LA PREMIAZIONE IN SANTA LUCIA

E' stato presentato oggi a Bologna, alla presenza del presidente della Regione Vasco Errani, dell'assessore Guido Tampieri, del Sindaco di Bologna Giorgio Guazzaloca e del presidente di Slow Food Carlo Petrini, la prima edizione del Premio internazionale Slow Food - Bologna 2000, a salvaguardia della biodiversità nel settore agroalimentare. Il Premio, organizzato da Slow Food, in collaborazione con la Regione Emilia Romagna e il Comitato Bologna 2000, la città di Bologna e le Province emiliano-romagnole, andrà a cinque persone scelte tra agricoltori, artigiani e studiosi che, nell'ambito del proprio lavoro, difendono e valorizzano in ogni angolo del mondo, il patrimonio delle specie vegetali ed animali e dei prodotti agroalimentari."La valorizzazione dei territori e delle loro specificità - ha detto Errani - si trova al centro del modo di intendere la Regione Emilia-Romagna del futuro e uno degli aspetti fondamentali della nostra identità riguarda la difesa della biodiversità e le produzioni tipiche. Si tratta di prodotti che vanno valorizzati utilizzando le nuove tecnologie e le reti internazionali, promuovendone tutto il processo produttivo, storico e culturale". Secondo il Presidente la globalizzazione deve quindi servire a promuovere i sistemi locali e le loro specificità e non a omologarli. "La Regione - ha concluso - sta operando in questo senso con la creazione di percorsi enogastronomici integrati agli aspetti culturali e turistici dei territori". "Nel Premio - ha affermato Petrini - si concretizza la filosofia che anima il movimento Slow Food, da sempre difensore del patrimonio enogastronomico e della biodiversità agroalimentare nel mondo". Infatti, secondo Petrini, la perdita della biodiversità riguarda anche la gastronomia. "Oggi più che mai - ha aggiunto il presidente di Slow Food - il gastronomo non può limitarsi a definirsi tale, ma deve anche essere ambientalista: Allo stesso modo l’ambientalista deve essere un gastronomo. Nasce così il nuovo concetto di ecogastronomia, coniato da Slow Food". Petrini ha inoltre annunciato che il movimento Slow Food organizzerà un presidio permanente a Bruxelles per sorvegliare l'operato dei parlamentari europei ed informarli, affinchè non si ripetano decisioni che vanno a danneggiare il patrimonio enogastronomico del nostro paese."Bologna 2000 ha coperto tutti i settori della cultura - ha detto il sindaco Guazzaloca - e questa iniziativa da valore a tutta la realtà agroalimentare dell'Emilia-Romagna. Secondo il Sindaco non si deve aver paura di promuovere l' enogastronomia poichè è un grande valore economico, culturale e promozionale del nostro territorio. "Quindi - ha concluso - occorre puntare sulla qualità dei prodotti, la formazione degli operatori, l'aggiornamento delle tecnologie e l'efficienza dei servizi per rispondere ad un consumatore sempre più esigente e consapevole".La prima edizione del Premio si terrà a Bologna dal 23 al 25 ottobre, e vedrà l'assegnazione di 5 premi. A selezionare i vincitori, su una rosa di 300 candidature, sarà una giuria di oltre 500 opinion leader, provenienti da 87 paesi del mondo, composta da giornalisti, studiosi e responsabili di associazioni ambientaliste ed enogastronomiche. La Giuria si riunirà in assise, nell'Aula Magna di Santa Lucia il 24 ottobre prossimo. Questa folta e variegata delegazione nella giornata del 25 avrà l'opportunità di scegliere tra diversi itinerari culturali ed enogastronomici, organizzati dalle Province dell'Emilia Romagna.Gli itinerari dei giurati del PremioA Piacenza sono in programma visite a luoghi suggestivi come la Val Trebbia e la Val Nure e scrigni di grande valore storico e artistico come Bobbio e Castel'Arquato, mentre si potranno scoprire i sapori della pancetta e dei salumi Dop, da degustare con i vini Doc dei Colli Piacentini.Parma, capitale della salumeria e dell¹industria alimentare, offrirà itinerari legati ad alcuni prodotti mito della cucina e della norcineria emiliana come il culatello di Zibello, la spalla di San Secondo, il salame di Felino fino ai due prodotti di culto del made in Italy nel mondo, il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto di Parma. Parma non è solo la regina della Food Valley italiana, ma anche città d'arte e cultura, con il suo elegante centro storico e, nel suo territorio, la Reggia di Colorno e i significativi luoghi verdiani.Città natale del tricolore, Reggio Emilia accoglierà i giurati per una visita attraverso le sue produzioni agroalimentari di punta: il pregiato Parmigiano Reggiano delle Vacche Rosse, l' aceto tradizionale balsamico, il Lambrusco reggiano.Non solo Ferrari per Modena, città della Ghirlandina, del Tassoni e della Secchia Rapita. La delegazione Slow Food visiterà l'Abbazia benedettina di Nonantola con il suo museo sacro, le acetaie del Consorzio dell'Aceto Balsamico Tradizionale, i caseifici del Parmigiano Reggiano, le aziende vitivinicole del Lambrusco di Castelvetro e i salumifici dove si produce la mortadella.L'itinerario ferrarese prevede visite all'Abbazia di Pomposa, la degustazione della coppia di pane ferrarese accanto alla scoperta delle vongole di Goro, le anguille e i capitoni di Comacchio, la zucca ed i tortelli, il pampepato, la mitica salama da sugo ed i saporiti salami all'aglio.Per quanto riguarda Ravenna i giurati potranno conoscere, oltre ai monumenti bizantini, le erbe officinali coltivate sul territorio, le varietà "dimenticate" di mele e pere, l'olio extravergine d'oliva Brisighello, lo scalogno di Romagna e il sale della Salina Camillone di Cervia e degustare vini noti come il Sangiovese e il più particolare Albana Passita.Patria di Pellegrino Artusi Forlì, con Cesena, rappresenta una delle realtà più avanzate nel settore della conservazione e trasformazione dei prodotti ortofrutticoli. L'itinerario nella provincia romagnola si snoderà attraverso il meglio dell'enogastronomia del territorio, con visite ai mercati ittici della costa, alle aziende vitivinicole e con degustazioni del famoso formaggio di Fossa.Per finire Rimini, città icona della costiera romagnola, con un percorso interamente dedicato all'Adriatico e ai suoi prodotti. Dal porto gli ospiti prenderanno il largo per seguire in mare aperto le operazioni di pesca. Il pescato sarà cucinato e servito a bordo. Gli sponsor:Rolo Banca (supporter del Premio Slow Food all'interno di Bologna 2000)Consorzio Parmigiano-Reggiano,Consorzio del Prosciutto di Parma,Barilla S.p.A.; Unione Camere dell'Emilia RomagnaConsorzio dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena l'Enoteca Regionale dell'Emilia Romagna di Dozza.