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La zona di produzione

La zona viticola dello Champagne si stende su 35.000 ettari di terreno, dei quali 31.042 coltivati a vigna e 30.147 in produzione nel 1999 (22.271 nella Marne; 5.803 nell’Aube, 2.034 nell’Aisne, 20 nella Haute Marne e 19 nella Seine-et-Marne). I filari delle viti di Champagne si susseguono su una fascia di terreno lunga 120 chilometri, con una larghezza compresa tra i 300 metri e i due chilometri.

Questo terreno si estende su quattro dipartimenti della Repubblica francese: Marne, Aube, Aisne, Seine-et-Marne, situati 150 chilometri circa a Nord-Est di Parigi. Il vigneto della Champagne si divide a sua volta in quattro zone di produzione: la Montagna di Reims, la Valle della Marna, la Côte des Blancs e i vigneti dell’Aube e dell’Aisne. Nelle prime tre si trovano i più famosi cru e cioè i vigneti che hanno precise caratteristiche e che producono quindi un ben definito tipo di vino.

Gli Champagne possono nascere solo qui e per diversi motivi: il clima bizzoso e instabile espone la regione ai forti venti atlantici che arrivano dalla Normandia, passando su Parigi senza incontrare altri ostacoli.

D’inverno la temperatura scende di parecchi gradi sotto lo zero e in primavera non è raro lo spettacolo di una miriade di stufette poste tra i filari, per mitigare l’effetto delle gelate primaverili e salvare così i primi teneri germogli dal gelo. In primavera è molto frequente infatti il rischio di qualche gelata ritardataria (per tutto aprile e persino in maggio) e quindi doppiamente traditrice, mentre in estate temporali improvvisi e rovinose grandinate tengono costantemente in stato di allerta i vignaioli. Ma questo clima così particolare, sempre poco al di sotto del livello di rischio, è anche la condizione irripetibile che regala una produzione di uva limitata nella quantità, ma eccezionale nel livello qualitativo: in Champagne maturano i grappoli con il tenore in esteri (i componenti volatili che conferiscono complessità al bouquet) più elevato del mondo.

Ma è il terreno la vera fortuna della Champagne: un insolito e unico insieme geologico creato dai sommovimenti succedutisi in 70 milioni di anni. Qui, in epoca preistorica, c’era il mare. Adesso vi sorgono colli alti non più di 200 metri (ideali per i vigneti) coperti da poche decine di centimetri di terra fertilissima. Subito sotto, uno strato di calcare particolare quasi bianco e di consistenza gessosa (caratterizzata dalla presenza di fossili marini di Belemnita Quadrata), consente il filtraggio dell’acqua in eccesso verso gli strati inferiori. Il gesso (craie) conserva così una umidità costante, come una spugna che venga mantenuta bagnata, e in più ha il pregio di immagazzinare il calore del sole e di restituirlo gradualmente e lentamente alle viti durante le notti, quando la temperatura scende.

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