Degustavino
a Palermo
di Pier Luigi Nanni
Il 27 novembre si è tenuta a
Palermo nell’ex stabilimento industriale di Sant’Erasmo
la quinta edizione di “Degustavino…Rosso ed altro”
che, unica del suo genere in tutto il meridione, è finalizzata
ad un confronto tra le varie tipologie di vini rossi isolani, del sud
ed esteri. Erano presenti oltre cento produttori.
Il primo confronto si è giocato con una comparazione tra quattro
grandi rossi di varie annate, dal 1995 al 2003: Nero d’Avola,
Cerasuolo di Vittoria, Taurasi e Sagrantino di Montefalco. Per le produzioni
dal ’95 al ’98, splendidi colori, profumi netti ma contrastanti
di frutti boschivi in confettura, vaniglia, radice di liquirizia e spezie
dolci, fiori campestri essiccati, ottima corposità, marcata alcolicità;
tannini aggressivi e nemmeno equilibrati. Invece le annate considerate
recenti, dal ’99 al 2003, si sono rivelate decisamente equilibrate,
di buona morbidezza ed altrettanta armonicità, con tannini già
abbastanza evoluti e tendenzialmente morbidi.
La degustazione successiva è stata di prodotti ottenuti col metodo
biodinamico: Spagna, Slovenia, Germania, Francia e Svizzera hanno presentato
ottimi prodotti ma che si sono, pur nella diversità, dimostrati
alquanto tradizionali con colori e profumi perfetti, però corti
al palato. Entusiasmante l’assaggio delle annate storiche del
Marsala Florio.
Nell’evoluzione del vino, anche se è improprio definirlo
tale, delicatezze e raffinatezze uniche evidenziate dai caldi colori
ambrati, mielati e brillanti topazio. Profumi rarissimi, evoluti oltre
ogni espressione, hanno potuto esprimersi nelle loro unicità
avvolgenti. Sentori di vaniglia e nocciole tostate, pronunciate fragranze
di datteri freschi e netto finale amarognolo di mandorle tostate: molto
fini. Al palato, sottile e soave dolcezza che la classificazione “semi
secco” racchiude: traboccante buccia di agrumi e delizioso aroma
di fichi canditi e caramellati; alcolicità senza invadenza, eccellente
corposità e pienezza, di grande classe e lunghissima gustosità!
Le produzioni più recenti, pur di grande levatura e raffinatezza,
non reggono il confronto con annate quali ’32, ’48 e ’64
dimostratesi decisamente insuperabili.
|