Dicembre:
il mese del vino e delle enoteche
Martedì
2 dicembre abbiamo fatto scegliere al nostro computer i numeri di telefono
di alcune enoteche per sapere come si stavano preparando per il periodo
festivo. Quando leggerete le loro previsioni i giochi saranno ormai
già stati fatti.
Gianluca
Tombacco
Enoteca Bischoff di Trieste
Il periodo
è decisamente congiunturale: la gente non ha soldi da spendere!
Comunque, nonostante tutto, il prezzo medio dei vini da noi proposti
è sicuramente più elevato rispetto a qualche anno addietro.
Per quanto riguarda gli acquisti, non abbiamo cambiato la nostra filosofia
e ci rivolgiamo sempre agli stessi fornitori continuando un rapporto
ormai consolidato nei modi, nei mezzi e nei tempi. I vini di fascia
alta sono al momento i più penalizzati: soprattutto i grandi
rossi toscani e i piemontesi sono praticamente fermi. Qui a Trieste
continuano ad andare bene i friulani bianchi fermi e tanto, tanto Sud:
tutti vini intorno ai 10/15 euro. Crisi o non crisi ci stiamo preparando
bene per il mese di dicembre: d’altronde non abbiamo alternativa
e non ci sono certamente problemi di reperibilità del prodotto.
Male che vada ci troveremo ad aver fatto un po’ più di
magazzino sperando in buone condizioni di pagamento da parte dei nostri
fornitori.
Rosa Costantini
Enoteca Costantini di Roma
Gli ultimi mesi sono stati decisamente tristi, ma adesso sembra che
le cose cambino: il Natale è Natale! Negli ultimi anni abbiamo
avuto una leggera ma costante flessione nonostante l’aggiustamento
dei nostri prezzi derivati dalla proposta di vini adeguati e corretti
nel rapporto tra qualità e prezzo. Adesso cominciamo a raccogliere
i frutti della nostra scelta. Piemonte e Toscana sono fermi: hanno esagerato
e ora pagano la loro politica esclusiva di immagine e vendita all’estero.
Sicilia, Marche, Puglia: tutte regioni un tempo ignorate dal cliente
sono oggi, sia con i bianchi che con i rossi, il fulcro delle nostre
vendite. Anche il Lazio si sta affermando bene. Il prezzo medio della
nostra bottiglia è attualmente intorno ai sei euro e cinquanta,
ma siamo pronti per ogni tipo di clientela: dal grande al piccolo, da
2 a 5.000 euro. Accogliamo il cliente modesto nello stesso modo con
cui manteniamo il rapporto con i clienti migliori. L’importante
è dare a tutti prodotti buoni in relazione al loro portafoglio.
Grazia Stagnaro
Enoteca Grazia di Sestri Levante
Anche se sento un’infinità
di lamentele devo però dire che per la nostra attività
l’anno che sta finendo è stato buono: abbiamo avuto dei
periodi peggiori. Io continuo a pensare positivo nonostante i segnali
di crisi del settore siano evidenti. Qui da noi i primi ad avvertire
la crisi sono stati gli alberghi e la ristorazione. Negli ultimi anni
il prezzo medio della nostra bottiglia è cresciuto certamente
in maniera notevole anche se la nostra vendita tipo è assestata
attualmente intorno ai sei euro. I vini costosissimi, quelli che per
noi rappresentano i grossi investimenti, non hanno più il giro
che avevano prima; comunque continuiamo ad acquistarne perché
quando te li chiedono li devi avere. E’ la fascia media, quella
che non passa gli otto euro, quella che al momento ci sta dando maggiore
soddisfazione. Il Brunello a trenta euro lo vendo ancora bene, ma è
il Rosso di Montalcino la vera sorpresa commerciale. Comunque qui la
clientela è soprattutto affezionata ai bianchi liguri e delle
Cinque Terre che vanno molto bene. Alla crisi dei consumi non voglio
pensare e voglio credere in questo mese di dicembre. Ho fatto grossi
investimenti e spero di lavorare bene. Non perché è Natale:
il cliente troverà in egual misura e agli stessi prezzi tutto
il nostro assortimento anche a gennaio. Mi faccia gli auguri!
Laura Stezze
Enoteca Garrone di Domodossola
Veniamo da mesi difficili e adesso confidiamo in un buon dicembre. I
nostri prezzi medi non sono aumentati molto negli ultimi anni; negli
ultimi due addirittura abbiamo cercato di non ritoccarli per niente.
Baroli e Barbareschi hanno un mercato più ristretto di prima
ma, essendo soprattutto vini da regalo, potrebbero ripartire in occasione
delle prossime festività. La fascia medio-alta è comunque
quella che soffre di più. Continuano ad andare bene i vini di
prezzo medio, più i rossi che i bianchi, più i vini da
tavola che quelli a denominazione d’origine. La fascia di prezzo
che ci premia va dai 4 ai 10 euro. Ci stiamo preparando al periodo più
o meno come al solito: non abbiamo investito più degli altri
anni e ci muoviamo in un’ottica di prudenza. Comprare troppi vini
di alta gamma potrebbe rivelarsi azzardato; acquistare invece prodotti
di fascia media ci dà la sicurezza di poterli poi vendere anche
durante il resto del prossimo anno.
Nicola Picone
Enoteca Picone di Palermo
Personalmente il nostro trend è positivo, ma sento colleghi in
varie parti d’Italia che manifestano pareri discordanti in proposito.
Attualmente stiamo vivendo il boom dei vini del nostro territorio e
ci è facile e gratificante lavorare finalmente con il prodotto
siciliano che rappresenta ormai una buona parte del nostro fatturato.
Sono i vini provenienti dall’estero e specialmente quelli francesi
che diminuiscono nelle vendite; in Italia secondo me soffrono, ancor
più dei piemontesi, i toscani con i loro grandi rossi. Per quanto
riguarda i prezzi penso che negli ultimi sei o sette anni siano praticamente
raddoppiati qui in enoteca, il prezzo espresso in euro è il doppio
rispetto a quello espresso in lire. Nell’ultimo periodo (18/24
mesi) i prezzi si sono invece stabilizzati in ragione del momento congiunturale:
a fronte di aumenti del 2 o 3% abbiamo anche, in qualche caso, dei veri
e propri cali di listino. Siamo pronti per questo dicembre e confidiamo
nell’intero sistema commerciale e nel canale horeca siciliano
per mantenere le nostre dimensioni aziendali. Teniamo comunque gli occhi
aperti e, tenendo conto del contesto tutt’altro che positivo,
abbiamo evitato qualche prodotto particolarmente caro in favore di un
altro di fascia media. Un’aggiustatina al tiro!
Maria Grazia Pasetti
El Vinatt René di Milano
Le vendite si sono animate negli ultimi due giorni: si sente già
“l’effetto dicembre”. I vini che manifestano problemi
di vendita sono talmente tanti che farei prima a parlare di quelli che
vanno bene! Verdicchio, Frascati e Soave sono in crisi, soprattutto
l’ultimo è completamente fermo. I siciliani vanno benissimo
e anche la Puglia ci sta dando delle soddisfazioni. Meglio i toscani
che i piemontesi: la Valtellina si vende con difficoltà come
pure gli Amaroni e i Recioti. La gente disposta a spendere cifre interessanti
esiste ancora, ma è dai 10 ai 20 euro che si esprime maggiormente.
Comunque la nostra vendita quotidiana è basata soprattutto sui
vini che hanno il rapporto qualità prezzo migliore e che i nostri
clienti si bevono tutti i giorni. I nostri prezzi sono aumentati davvero
poco nell’ultimo periodo: il braccio di ferro è adesso
con i produttori. Abbiamo vini da 2,85 euro a cifre impressionanti:
per il periodo natalizio ci siamo preparati a dovere e speriamo che
il nostro impegno sia premiato, nonostante tutto.
Marco Nannetti
Enoteca Italiana di Bologna
Non direi che il periodo sia negativo. Per noi quello che sta finendo
è stato un anno buono ed il mese appena iniziato ci sta dando
segnali più che positivi. Il vino tiene bene e l’interesse
per il prodotto, nonostante quello che sento dire nel settore, è
sempre alto. Sempre molto bene la Sicilia, bene anche l’Alto Adige
e un buon ritorno del Friuli. La fascia di prezzo in cui la nostra clientela
si ritrova maggiormente va attualmente dagli 8 ai 20 euro; comunque
abbiamo referenze dai 2,5 euro all’infinito. Fondamentalmente
penso che i vini che in questo periodo non riescono ad andare siano
quelli che non sono presenti nei negozi. Per gli altri un appello c’è
sempre! Un buon Barolo a 40 euro viene venduto con facilità,
anche i supertuscans se non li tieni in cantina ma li metti in esposizione
la gente li prende dai 50 ai 120 euro. Abbiamo un Vermentino di Gallura
a sette euro e cinquanta di cui non facciamo in tempo ad approvigionarci
talmente è richiesto, ma d’altro canto c’è
anche il Verdicchio in tutte le sue tipologie che non riusciamo più
a proporre con soddisfazione. In fatto di prezzi posso dire di non avere
certamente aumentato i ricarichi: purtroppo gli aumenti sono all’origine
Penso che negli ultimi due anni i prezzi siano aumentati di un buon
50%.