Friuli
Doc 2003
Udine, teatro di un’immensa kermesse enogastronomica

Oltre 600.000 presenze
per Friuli Doc 2003 – Vini - Vivande – Vicende – Vedute
”, la manifestazione enogastronomica giunta alla nona edizione,
che ha avuto luogo a Udine dal 18 al 21 settembre. Si tratta di una
galleria di sapori ed atmosfere tipicamente friulane, uno degli appuntamenti
più suggestivi offerti dalla città. Organizzata dall’Assessorato
al Turismo del Comune di Udine, Friuli Doc ha letteralmente invaso le
vie e piazze del centro cittadino.
Friuli Doc è soprattutto una grande festa popolare che in un
clima di divertimento permeato da musica, esibizioni di teatro di strada,
danza permette di assaporare i migliori prodotti della terra (vino,
grappe, miele, prosciutto, formaggio, dolci), ma anche di apprezzare
le realizzazioni artigianali in legno, ferro battuto, oro, ceramiche,
vimini.
Alla corrente della tradizione la città si abbandona in modo
gioioso, accogliendo in un festoso viavai che vuole “Gustare
il tempo”, come suggerisce lo slogan scelto quest’anno.
Nei quattro giorni della manifestazione numerose le mostre, le rassegne
culturali ed editoriali, gli appuntamenti sportivi, le esposizioni e
gli eventi, anche di rilevanza internazionale, come ad esempio “Spirito
di Vino” che ogni anno premia, tra i numerosi vignettisti al livello
nazionale partecipanti lo “spiritoso divino” per eccellenza.
140
gli stand, quasi tutti gastronomici, ai quali vanno aggiunti ristoranti,
trattorie, osterie, bar e bancarelle. Il Centro di Udine ha offerto
molto di più dell’imbarazzo della scelta: dal più
tipico menù friulano – orzo e fagioli, musetto e frico
– alle ambitissime wienerschnitzel austriache, dal prosciutto
di San Daniele ai wurstel, dal toro allo spiedo ai formaggi della Carnia,
dai calamari alla trota affumicata, dalla gubana ai krapfen appena sfornati.
Lungo l’elenco anche dell’offerta dei vini: Verduzzo, Merlot,
Tocai, Sauvignon, Cabernet franc, Cabernet Sauvignon, Schioppettini,
Picolit, Refosco, Ribolla gialla, Soleterravite, Mother Zin, Castelcosa,
Ramandolo, Malvasia, Riesling, Traminer aromatico, Pinot nero, Pinot
grigio, Pinot bianco Pignolo, Tazzelenghe, oltre a ottimi distillati
e perfino succo di mele e di pere.
Sorprese in alcuni abbinamenti, azzardati ma indovinatissimi; sorpresa
anche nel ritrovare specialità che si credevano indissolubilmente
legate ad altre, lontane tradizioni essere familiarmente care ed apprezzate
come solo i sapori dell’infanzia sanno essere. La ragione di tutto
questo sta nell’essere il Friuli terra d’incontro e scambio
di tre diverse tradizioni culturali, ormai amalgamate ed indispensabili
l’una all’altra come le sfumature che convivono ed individuano
un’unica personalità.
Daniela Bertuzzi
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