Dal
17° Salone del Novello di Vicenza riportiamo notizie precise sull’andamento
della produzione del Novello 2004. Una produzione che con 133.675 ettolitri,
quasi 18 milioni di bottiglie (pari al 0,27% della produzione nazionale totale
di vino) si è sostanzialmente stabilizzata nei suoi numeri. Così
come si è stabilizzato il numero dei produttori che oscilla dai 344 del
2000 ai 329 di quest’anno.
Guardando la produzione per aree geografiche, il Nord mantiene saldamente la
propria posizione dominante producendo da solo 11 milioni di bottiglie, il 61,9%
del totale (in pratica 6 bottiglie su 10), con un incremento rispetto al 2003
del 3,5%. Più della metà di questa proviene dal Veneto, seguito
da Trentino, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. Però se la produzione
generale veneta è molto polverizzata ((con una media per azienda di meno
di 53 mila bottiglie), le aziende in Trentino producono una media di quasi 180
mila bottiglie ciascuna. Il Centro produce circa 3,8 milioni di bottiglie con
una flessione quest’anno dello 0,8% sul 2003. La regione leader è
sempre, anche se in calo, la Toscana.
Da sottolineare l’aumento della produzione del Lazio (+20,1%) che ha superato
il mezzo milione di bottiglie. Sud e isole hanno aumentato la produzione del
9,6%, superando i 3 milioni di bottiglie; la Sicilia ha sorpassato la Sardegna
e la Puglia è in crescita. Due regioni, il Veneto e la Toscana, producono
da sole il 47,1% delle bottiglie e generano il 45,8% del fatturato; considerando
anche Trentino, Friuli Venezia Giulia e Sicilia (cioè 5 sole regioni)
si passa al 69,9% della produzione e al 71,5% del fatturato. Anche la concentrazione
aziendale non è da meno: 25 cantine, che producono mediamente più
di 200.000 bottiglie ciascuna, sfornano da sole 8.151.000 bottiglie. In pratica
il 7,6% delle cantine produce il 45,7% delle bottiglie.
L’enorme diversificazione del novello italiano sta nel grandissimo numero
di vitigni e negli altrettanto diversificati terroir di produzione. Sono stati
ben 60 i vitigni utilizzati in questa vendemmia, di cui soltanto sette internazionali
e tutti gli altri autoctoni. Il prezzo medio di quest’anno, secondo le
dichiarazioni dei produttori, dovrebbe attestarsi come l’anno scorso sui
4,61 euro e quindi non si dovrebbero verificare aumenti neanche al consumo.
Il vino più caro continuerebbe ad essere quello campano, con un +30%
rispetto al prezzo medio; quello più conveniente viene dal Molise.