Sabato 2 settembre Ismea e Unione
Italiana Vini
stimano la produzione attorno ai 46,3 milioni di ettolitri
Le tanto attese piogge di agosto non sono arrivate, e
il 2003 si conferma così una delle vendemmie più scarse
degli ultimi decenni: 46,3 milioni di ettolitri di vino secondo le ultime
stime di Ismea e Unione Italiana Vini, che hanno rivisto al ribasso
le stime indicate a metà luglio (50 milioni di ettolitri), a
causa del persistere della siccità e delle temperature sahariane
che hanno ulteriormente limato le rese, riducendo la dimensione degli
acini.
“Anche il 2003 - spiega Ezio Rivella, presidente dell’Unione
Italiana Vini - passerà alla storia come un’annata di magra,
la più povera dell’ultimo trentennio dopo quella del 2002.
Rispetto all’anno scorso, quando la produzione superò di
poco i 44,5 milioni di ettolitri, si prevede un aumento di appena il
4%. Ma il caldo non ha avuto solo effetti negativi: siamo infatti in
presenza di uve sane e di buonissima qualità”.
Sotto il profilo fitosanitario il rischio peronospora è stato
totalmente fugato: timori da parte dei viticoltori si registrano solo
nel nord del Piemonte, per il diffondersi della flavescenza dorata,
ed in Abruzzo per sporadici attacchi di tignola, ma lo stato dei vigneti
italiani risulta nel complesso eccellente.
Quest’anno, contrariamente alla norma, le
regioni del sud, in particolare Sicilia e Calabria, hanno sofferto meno
la siccità, grazie alle riserve idriche accumulate prima dell’estate.
L’assenza di piogge ha pesato invece soprattutto nelle regioni
del centro-nord, determinando in alcuni casi (Toscana, Lazio, Marche
e Lombardia) una flessione produttiva rispetto al 2002.
Intanto, a distanza di un solo mese dalla proiezione di luglio, anche
lo Scees, l’ufficio statistico del Ministero dell’Agricoltura
francese, ha rivisto al ribasso la previsione sulla vendemmia 2003,
indicando nei giorni scorsi una produzione d’Oltralpe di 53,6
milioni di ettolitri, da 54,8 milioni previsti inizialmente (+3% rispetto
al 2002). Raccolti più magri rispetto alle attese iniziali anche
in Spagna, dove gli ultimi calcoli, dopo un’estate rovente e senza
piogge, parlano di una produzione vinicola di 42,5 milioni di ettolitri
(dai 45 milioni previsti inizialmente), in crescita del 10% su base
annua.