2002: l’indimenticabile vendemmia
Quarantadue milioni di ettolitri per la vendemmia più povera e pazza degli ultimi cinquant’anni

dati forniti dall’Associazione Enologi Enotecnici Italiani. Elaborazione capitaALvino

Un’annata pazza, in cui il ciclo vegetativo della vite è stato turbato da gelo, caldo, grandinate, siccità e nubifragi che hanno annegato la produzione al Nord e l’hanno bruciata al Sud. Non è attendibile che sia stata la grandine a causare il calo di quantità e qualità di quest’annata. E’ vero, è caduta in modo anomalo ed abbondante ma, come sempre succede, ha investito zone circoscritte vendemmiando anticipatamente diversi vigneti del Piemonte, della Lombardia, del Veneto e delle Marche.

I problemi qualitativi e quantitativi della produzione 2002 nascono dall’imprevedibile andamento stagionale che ha imperversato dalla primavera all’estate determinando squilibri vegetativi, irrazionali fasi di accumulo, insorgenza di malattie crittogamiche che hanno portato ad un ciclo vegetativo eterogeneo e, sotto molti aspetti, disordinato. Sarebbe bastato per molti che il mese di settembre avesse regalato meno acqua e qualche giorno di sole in più, ma così non è stato ed il recupero qualitativo ipotizzato a fine agosto è avvenuto solo in poche e fortunate zone. Non siamo di fronte ad un’annata da dimenticare, ma sicuramente le aspettative erano assai maggiori.

La qualità è alquanto eterogenea non solo in una stessa regione, ma addirittura in una stessa zona. Complessivamente la vendemmia 2002 può essere considerata buona, ma con scarsissime punte di ottimo e molte di medio. Un discorso a parte va fatto per Campania, Sicilia e Sardegna, dove non è escluso che uve come Aglianico, Nero d’Avola e Cannonau possano dare piace-voli sorprese a cinque stelle.

Dal punto di vista della quantità i 47 milioni di ettolitri ipotizzati a fine agosto sono scesi a 42 milioni (- 20% rispetto allo scorso anno). E’ una delle vendemmie più scarse degli ultimi sessant’anni. Bisogna infatti risalire al 1950 per trovarne una più povera: allora si produssero soltanto 41 milioni di ettolitri di vino. L’elaborazione dei dati fa infatti pre-vedere una produzione di uva da vino compresa tra 55 e 58 milioni di quintali che, trasformati attraverso un coefficiente di resa del 74% (media delle rese degli ultimi dieci anni) fa prevedere una produzione dei 42 milioni di ettolitri.

Per quanto riguarda le contrattazioni dei prezzi all’ingrosso si evidenziava alla fine dell’estate un deciso aumento delle uve precoci e dei relativi vini, già da allora attestato tra il 15 ed il 30% a seconda delle zone e delle varietà. Quelle di fine anno hanno fatto registrare un sensibile aumento dei prezzi all’ingrosso per tutti i vini con una forbice compresa tra il 10 e il 30%. Punte decisamente più elevate per i prodotti richiesti dal mercato e disponibili in minore quantità. Per la prima volta dopo diversi anni riprende quota anche il mercato del vino da tavola in generale e del vino bianco in particolare.


Notizie dalle regioni d’Italia

Piemonte

Quantità: -25%
Qualità: media

Il ciclo vegetativo è partito bene. La primavera piovosa con temperature comprese nella norma stagionale ha consentito alla vite di germogliare con regolarità. Le piogge alternate alle alte temperature hanno purtroppo creato le condizioni per il diffondersi dei principali parassiti fungini, con preoccupante presenza nei grappoli della botrite già all’inizio di luglio. Il ciclo vegetativo anomalo, prolungatosi fino all’inizio dell’invaiatura, ha determinato un forte sbilanciamento vegetativo. Violente grandinate abbattutesi sulla regione nella prima settimana di agosto hanno causato una limitazione della produzione in diversi vigneti. La vendemmia è iniziata in Piemonte il 5 settembre accompagnata da un clima che è andato progressivamente migliorando, alternando alcuni giorni di sole a precipitazioni sporadiche. Certamente il bel tempo che doveva cambiare la situazione non c’è stato e così i livelli qualitativi sono migliorati ma non hanno raggiunto i requisiti idonei a definire un’annata importante. La qualità è infatti complessivamente buona, generalmente media con pochissime punte di ottimo. Le temperature non sono state eccessive e non hanno visto sbalzi esagerati tra il giorno e la notte. Le gradazioni zuccherine non hanno raggiunto i livelli della scorsa annata, mentre la forza acida delle uve è rimasta sicuramente elevata. Rispetto alle previsioni di fine agosto si registra un decremento medio del 25% che in alcune zone raggiunge purtroppo anche il 40%.


Lombardia

Quantità: - 20%
Qualità: media

La primavera a portato ad una fioritura leggermente anticipata a causa dei notevoli sbalzi termici che hanno determinato un’invaiatura ritardata. In Franciacorta le operazioni di raccolta sono terminate intorno alla metà di ottobre. Nelle zone colpite dalla grandine viene confermata la perdita di anche l’80% dell’intera produzione. Complessivamente si stima un decremento medio del 20% con livelli qualitativi molto eterogenei caratterizzati da qualche punta di ottimo. In Oltrepò Pavese la raccolta è iniziata alla fine del mese di agosto con i conferimenti delle uve Chardonnay e si è conclusa ai primi di ottobre con la raccolta delle uve di Cabernet Sauvignon. Le previsioni di fine luglio, probabilmente troppo ottimistiche, indicavano una quantità produttiva superiore di quasi il 10% rispetto all’anno precedente. Alla fine del mese di agosto la valutazione dava invece una media complessiva del 20% in meno. Tutto ciò a causa del bizzarro andamento stagionale che ha ostacolato i normali andamenti fisiologici e contribuito invece alla diffusione delle più temute malattie della vite. In Valtellina i primi grappoli sono stati raccolti nella prima settimana di ottobre e la vendemmia è entrata nel suo pieno a metà mese per concludersi nei primi di novembre. I riscontri di cantina denotano una discreta sanità delle uve. Per quanto concerne i prezzi all’ingrosso dei vini, in tutta la regione si registrano aumenti che variano dal 10 al 35% a seconda delle tipologie.


Trentino Alto Adige

Quantità: - 15%
Qualità: buona

Il periodo invernale è stato caratterizzato da freddi intensi e prolungati e da precipitazioni sporadiche. Queste condizioni hanno determinato una moria di viti ed un ritardato germogliamento. Precipitazioni abbondanti si sono alternate a squilibri di temperatura, creando anche in questa regione le condizioni ottimali per la diffusione delle ampelopatie, in particolare modo nei vigneti di elevata vigoria vegetativa e con varietà a grappolo compatto. Le prime uve sono state conferite ai primi di settembre. Pinot Grigio, Chardonnay, Muller Thurgau e Traminer hanno preceduto Pinot Nero, Lagrein e Teroldego. La perturbazione che ha interessato il Trentino Alto Adige dal 20 al 23 settembre ha causato per fortuna danni assai limitati e non ha influito sulle caratteristiche qualitative della produzione. I rilievi di cantina evidenziano contenuti zuccherini leggermente inferiori a quelli dello scorso anno, mentre l’acidità si è mantenuta su valori ottimali favorendo soprattutto i vitigni aromatici e quelli base spumante. Intorno alla metà di ottobre, con la raccolta di Merlot e Cabernet, si è conclusa la vendemmia in Trentino, mentre gli ultimi grappoli dell’Alto Adige sono arrivati in cantina alla fine del mese. In notevole rialzo i prezzi dei vini all’ingrosso con percentuali rilevanti per quanto riguarda i vitigni aromatici e quelli più particolari.


Veneto

Quantità: - 30%
Qualità: eterogenea

I processi vegetativi si sono svolti con buona regolarità ed il risultato fa ben sperare in una qualità interessante per i vini bianchi e un poco più eterogenea per quelli rossi. La quantità è decisamente carente con punte che arrivano anche al 50% e nelle zone colpite dalle grandinate, certamente le più disastrose degli ultimi anni, si arriva in alcuni vigneti snche al 100% dell’intera produzione. Lugana, Bardolino e Valpolicella sono state le zone più colpite anche dalle infezioni, oltreché dalle stranezze atmosferiche. La ripresa vegetativa era stata caratterizzata da un buon sviluppo che ha però dovuto fare i conti con i continui mutamenti termici. Già nel mese di giugno si erano innescati violenti attacchi crittogamici e le bizzarie meteorologiche hanno disturbato l’allegagione determinando la formazione di grappoli spargoli ed acinellati. L’inizio delle operazioni di raccolta ha avuto luogo alla fine di agosto, per entrare nel vivo nella prima decade di settembre e concludersi a fine mese. Il mese di settembre è decorso in modo quasi normale, disturbato solo da qualche piovasco che ha però permesso un recupero di qualità in quei vigneti opportunamente difesi e sottoposti ad un’accurata cernita vendemmiale. Decisamente in rialzo i prezzi all’ingrosso che denotano incrementi medi oscillanti dal 20 al 30%.


Friuli Venezia Giulia

Quantità: - 15%
Qualità: media

L’andamento climatico anomalo che ha caratterizzato in questa regione l’intera annata viticola non è fortunatamente proseguito nei momenti della vendemmia che è stata caratterizzata da un clima favorevole disturbato solo da qualche piovasco. Una crescita primaverile regolare ha consentito una buona fioritura disturbata però in parte, come nel periodo dell’allegagione, da precipitazioni scomposte. Il caldo torrido del mese di giugno ha creato le condizioni per la diffusine delle principali ampelopatie che, sia pure in maniera diversa, hanno colpito molti vigneti. La raccolta è iniziata in tutto il territorio regionale nell’ultima settimana di agosto con il conferimento delle varietà precoci e base spumante, che si sono dimostrate le più vulnerabili a peronospora e botrite. Il tempo costante ha permesso di raccogliere le altre uve bianche e ha favorito nel contempo una buona maturazione di quelle rosse. La diminuzione quantitativa non ha dato come esito un proporzionale aumento degli zuccheri, mentre si registra una diffusa impennata dei livelli di acidità. Interessanti i profumi rilevati nella varietà aromatiche, e ottima la maturazione fenolica delle uve rosse. Buoni risultati hanno dato il Pinot Grigio, lo Chardonnay e il Tocai friulano e più che buona la qualità per Sauvignon, Ribolla Gialla e la quasi totalità dei vini rossi. Il mercato dei prezzi vede una ripresa dei vini da tavola ed un aumento considerevole per le uve più pregiate.


Emilia Romagna

Quantità: - 15%
Qualità: media

L’andamento stagionale che ha accompagnato le prime fasi vegetative faceva pensare ad un’estate calda e siccitosa. Le previsioni sono state sconfessate, dato che a partire dalla metà di luglio abbondanti precipitazioni si sono abbattute su tutta la regione. L’alternarsi delle piogge e degli sbalzi termici ha così favorito il diffondersi di ampelopatie come la peronospora, la botrite e il marciume che hanno attaccato numerosi vigneti in Emilia Romagna. L’andamento stagionale non ha favorito neppure i processi di maturazione e di accumulo. Un’elevata forza acida si contrappone ad un minore tenore zuccherino e ad alte percentuali di acido malico. Una buona ed ordinata gestione delle tecnologie ha permesso vinificazioni regolari. In Romagna i vini ottenuti da uve Chardonnay e Pinot denotano buon equilibrio. I novelli a base Sangiovese hanno dato buoni riscontri. Per quanto concerne l’Albana la qualità è riscontrabile in alcune partite di uve e quindi abbastanza altalenante. Sangiovese e Trebbiano denotano buona struttura ma qualche problema di equilibrio. In Emilia è molto interessante la qualità dei Lambruschi e dei vini bianchi derivati da uve di collina. In Emilia il decremento maggiore viene registrato per le uve “da colore” con anche un 50% in meno. In Romagna i cali più consistenti si registrano soprattutto per Albana, Sangiovese e Trebbiano. Uve da tavola in ripresa in tutta la regione con prezzi all’ingrosso aumentati in media dal 10 al 30%.


Toscana

Quantità: - 10%
Qualità: media

Le temperature primaverili, accompagnate da precipitazioni regolari, hanno portato ad un ciclo vegetativo anticipato e ridimensionato successivamente da un periodo caratterizzato da temperature al di sotto della media. L’inizio del mese di luglio ha visto alternarsi giornate soleggiate a notti piovose che hanno però impedito la comparsa di fenomeni da stress idrico e favorito lo sviluppo di un buon apparato fogliare e l’ingrossamento degli acini. Questo caldo umido ha però creato le migliori condizioni per la diffusione precoce di malattie, in particolare modo in quelle zone dove l’instabilità atmosferica è perdurata anche nel mese di agosto. Purtroppo anche in settembre si sono mantenute condizioni di estrema variabilità con piogge diffuse e, in qualche caso, grandinate violente e sporadiche. La necessità di prevenire o eliminare le malattie ha indotto molti produttori ad anticipare la vendemmia, nonostante il processo di maturazione fosse in ritardo. Questo fatto ha determinato un aumento dell’acidità ed un contemporaneo abbassamento del tenore zuccherino. Coloro che hanno voluto o potuto attendere a vendemmiare si sono trovati con uve decisamente migliori e con prospettive enologiche più interessanti. In aumento il mercato dei prezzi con punte che anche in Toscana arrivano ad oltre il 30%.


Marche

Quantità: - 5%
Qualità: eterogenea

Il germogliamento era avvenuto in modo regolare ed omogeneo. All’inizio del mese di giugno si è verificata una prima ondata di caldo che, abbinata ad una buona ventilazione e ad accentuate escursioni termiche, ha consentito alla vite di concludere in modo regolare i processi di fioritura ed allegagione. Basse temperature si sono alternate ad afa ed umidità per quasi tutto il mese di giugno. Il sole è tornato a splendere regolarmente da metà luglio fino ai primi giorni di agosto, quando la pioggia e la grandine sono arrivate colpendo alcune qualificate zone di produzione come quella del Verdicchio, dove alcuni vigneti hanno subito una distruzione del prodotto pari all’80%. I mutamenti climatici sono continuati anche in settembre, aggravando lo stato sanitario delle uve che anche in questa regione hanno subito attacchi di peronospora e botrite. Alla fine di agosto è iniziato il conferimento di uve Chardonnay, mentre nella prima settimana di settembre è iniziata la raccolta del Merlot. Il quindici settembre è stata la volta del Verdicchio a cui hanno fatto seguito Pecorino, Passerina e Sangiovese. La vendemmia è terminata il 15 di ottobre con la raccolta del Montepulciano. La vendemmia 2002 sarà sicuramente di buon livello in quelle zone nelle quali le malattie sono state efficacemente contrastate e soprattutto in quelle aziende dove è stata operata una drastica selezione vendemmiale.


Lazio

Quantità: - 20%
Qualità: buona

IIn molte zone vinicole della regione nei mesi di maggio, giugno e parte di luglio era già possibile quantificare i danni causati dalla mancanza di precipitazioni. I problemi di fioritura avevano determinato la formazione di grappoli spargoli, che hanno favorito la ventilazione degli acini e meglio contrastato gli attacchi fungini scatenati dagli sbalzi di temperatura e dalle piogge che hanno imperversato nel mese di luglio. Nel mese di agosto le precipitazioni sono perdurate tanto da condizionare l’integrità dei grappoli, che comunque alla raccolta denotavano ottima forza acida ed un grado zuccherino solo di poco inferire a quello della vendemmia precedente. Le operazioni di raccolta si sono esaurite velocemente, tanto da essere state ultimate quasi tutte nel mese di settembre. Iniziate il 25 agosto con i conferimenti dello Chardonnay, sono proseguite ai primi di settembre con Sangiovese e. a seguire, Montepulciano e Merlot. A fine mese è stata quindi la volta di Malvasia e Trebbiano. Tendente al rialzo il mercato dei prezzi anche se per il momento le contrattazioni sono scarse.


Abruzzo

Quantità: uguale
Qualità: buona

La gemmazione si è svolta in modo regolare ed uniforme. Le abbondanti precipitazioni di luglio hanno reintegrato le riserve idriche, impoverite da un inverno piuttosto avaro, ma hanno innescato numerosi focolai di infezioni, contrastati solo da coloro che hanno continuamente monitorato lo stato sanitario delle uve ed effettuato tempestivi trattamenti. La scarsa insolazione e le temperature rimaste per troppi giorni al di sotto della media hanno determinato un ritardo della maturazione. La raccolta delle varietà precoci è così iniziata verso la fine di agosto. Non sono mancate nemmeno giornate nuvolose e piovose, che si sono fortunatamente alternate a periodi di tempo buono e asciutto. L’alternanza delle piogge ed il persistere delle brinate mattutine hanno però messo a dura prova la sanità delle uve, in modo particolare di quelle ubicate in pianura e in fondo valle, mentre quelle coltivate in collina non hanno avuto problemi di sorta. La vendemmia delle uve a bacca bianca ha avuto il suo culmine nella seconda decade di settembre con i conferimenti di Trebbiano. Per quelle a bacca rossa si è dovuta attendere la fine del mese quando sono state portate in cantina le uve di Merlot, Cabernet e Sangiovese. Nei primi giorni di ottobre è terminata la raccolta del Montepulciano. Il mercato all’ingrosso è in rialzo con medie che possono essere valutate in un 10% per i prodotti comuni, un 20% per i vini bianchi di qualità ed un 25% per i rossi con caratteristiche di rilievo.


Campania

Quantità: uguale
Qualità: eterogenea

L’alternanza di caldo e di precipitazioni, che ha contraddistinto i mesi di giugno, luglio e agosto, ha determinato una maturazione molto omogenea. L’andamento meteorologico di settembre ha visto diversi mutamenti climatici che non hanno comunque influito sulla qualità delle uve rosse. Si prevede una qualità in linea con quella delle ultime annate, forse più eterogenea, ma complessivamente buona. La vendemmia è iniziata alla fine di settembre con le uve di Fiano nel Cilento e di Asprinio nell’Agro Aversano. E’ poi proseguita nel beneventano, nel salernitano e nel napoletano con le uve Falanghina e Coda di Volpe. Nell’Avellinese i grappoli di Fiano sono stati conferiti nella prima decade di ottobre, seguiti subito dopo da quelli di Greco. Per quanto concerne Aglianico e Pedirosso la raccolta è iniziata in tutta la regione alla metà di ottobre e si è conclusa nella prima settimana di novembre. Mercato delle uve abbastanza stagnante ma con prezzi tendenti al rialzo come nelle altre regioni.


Puglia

Quantità: - 30%
Qualità: media

I mutamenti climatici associati all’elevato tasso di umidità hanno determinato le condizioni ideali per la diffusioni delle principali malattie della vite che hanno particolarmente colpito le varietà a grappolo compatto e a buccia sottile come Negroamaro e Primitivo. I conferimenti delle uve precoci si svolti per fortuna in un contesto climatico ottimale, con apprezzabili risultati di cantina. La raccolta di Chardonnay, Sauvignon e Pinot Bianco è entrata nel vivo nella seconda decade di agosto, mentre nei primi giorni di settembre è iniziata la vendemmia di Trebbiano e Malvasia Bianca a cui hanno fatto seguito Verdeca, Bianco d’Alessano, Bombino Bianco e Pampanuto. La raccolta delle uve a bacca nera è iniziata alla fine del mese di agosto nella zona di Manduria con il Primitivo ed è stata quindi la volta del Negroamaro e Della Malvasia Nera nell’alto e basso Salento. E’ partito piano il mercato all’ingrosso delle uve anche se i prodotti di qualità fanno già registrare notevoli aumenti.


Sicilia

Quantità: - 25%
Qualità: buona

La siccità ha caratterizzato quasi tutto il ciclo vegetativo della vite creando non pochi problemi di irrigazione, in buona parte superati da quelle aziende che hanno potuto soccorrere gli impianti durante i periodi critici e che, grazie ad un’adeguata conduzione del vigneto e un’attenta gestione delle potenzialità, stanno ottenendo prodotti di qualità soddisfacente. Superata la carenza di acqua la stagione è decorsa senza esasperati eccessi di temperatura con notevoli escursioni termiche soprattutto nei mesi di luglio e di agosto che hanno aiutato molto le piante. Questa condizioni hanno permesso un’ottima chiusura del ciclo vegetativo ed un buon decorso dei processi fermentativi, che stanno dando prodotti equilibrarti, ricchi di profumi, sapidi e corposi. In particolar modo si prevedono livelli di grande interesse per i vini rossi, sia per quanto concerne la struttura che per i profumi. Ovviamente per coloro che non hanno soccorso con adeguate irrigazioni loro vigneti e non hanno difeso con sufficiente volontà le piante dagli attacchi dei parassiti il risultato è stato completamente diverso. In rialzo le quotazioni dei vini da tavola ed il grande interesse per i vini di qualità.


Sardegna

Quantità: - 15%
Qualità: eterogenea

Le scarse precipitazioni invernali non hanno reintegrato le riserve idriche ma neppure causato danni alla ripresa vegetativa che è avvenuta in modo del tutto regolare. Le temperature si sono mantenute su livelli accettabili per tutto il periodo primaverile, e dove le viti sono state soccorse con adeguate irrigazioni e da alcune brevissime ma provvidenziali piogge estive, si stanno evidenziando prodotti di buona qualità. I rilievi di cantina confermano una media piuttosto eterogenea, con rese uva/vino alquanto basse per i prodotti provenienti dai vigneti che hanno sofferto la siccità, e nella norma invece per coloro che hanno soccorso la vite nei periodi più critici. A Nord dell’isola la media è del 10% in meno rispetto al 2001, mentre nel Cagliaritano si registra un decremento medio del 25% con punte che superano anche il 50%. In forte salita i prezzi all’ingrosso, in particolar modo per i prodotti più tipici dell’isola come Vermentino e Cannonau.


 

La vendemmia 2002 in Europa

L’analisi globale dei dati fa rilevare che quest’anno Italia, Francia, Spagna, Germania, Portogallo, Grecia, Austria, Lussemburgo, Inghilterra e Belgio hanno prodotto complessivamente circa 156 milioni di ettolitri di vino rispetto ai 165 del 2001 ed ai 182 del 2000. Ecco di seguito le previsioni per i singoli Paesi.

 

Francia
La produzione globale, che comprende sia il vino che i mosti, i succhi d’uva e i cali di concentrazione, è stimata intorno ai 52,5 milioni di ettolitri, che significano un quantitativo di prodotto inferiore di oltre il 5% rispetto al 2001 e del 12% se riferito al 2000, anno in cui vennero prodotti 59,7 milioni di ettolitri.

Spagna
In questa nazione si stima una produzione vicina ai 37,5 milioni di ettolitri comprensivi di vino, mosti, succhi d’uva e cali di concentrazione. Quantitativo superiore di circa il 10% rispetto a quello dello scorso anno, quando la produzione complessiva fu di 34,1 milioni di ettolitri, e leggermente inferiore alla media delle ultime cinque vendemmie.

Germania
Quest’anno è prevista una produzione complessiva di 10,5 milioni di ettolitri. Quantitativo superiore di ben il 17% rispetto alla vendemmia del 2001 e del 4% superiore alla media degli ultimi dieci anni. Come sempre quasi tutta la produzione tedesca è destinata a diventare V.Q.P.R.D.

Portogallo
I riscontri danno una produzione inferiore di quasi il 15% rispetto a quella della passata campagna. Si stima un dato complessivo di 6,6 milioni di ettolitri, di poco inferiore alla media degli ultimi cinque anni.

Grecia
Qui si produrranno circa 3,4 milioni di ettolitri di vino, un quantitativo praticamente identico a quello della vendemmia dello scorso anno, ma inferiore del 10% alla media degli ultimi cinque anni.

Austria
Anche in Austria la produzione risulta quantitativamente identica a quella della vendemmia del 2001, ma del 9% in più rispetto all’annata 2000. Si ipotizzano infatti 2,5 milioni di ettolitri di vino, mosti e succhi d’uva concentrati.

Gli altri Paesi produttori dell’Unione Europea, e più precisamente Lussemburgo, Gran Bretagna e Belgio produrranno complessivamente 182 mila ettolitri di vino cosi ripartiti: Lussemburgo 160.000, Gran Bretagna 20.000 e Belgio 2.000.