| Piemonte
Quantità: + 5%
Il ciclo vegetativo è stato fortemente influenzato dal clima
asciutto e caldo che, dopo la fioritura, non ha più abbandonato
i vigneti raggiungendo e superando in alcuni casi i 40 gradi centigradi.
Per tutte le varietà l’andamento climatico ha determinato
la formazione di grappoli spargoli con acini di dimensioni e peso
al di sotto della media che hanno quindi comportato una resa uva/vino
bassa ed un solo 5% di produzione in più rispetto alla scorsa
annata quando si produssero 2.330.000 ettolitri di vino e si era detto
che l’annata era stata scarsa. La raccolta è risultata
anticipata di 15 giorni rispetto alla media e di sette rispetto al
2002. I conferimenti di Moscato e di Brachetto sono iniziati il 20
agosto. Per il Barbera si è dovuto attendere la seconda decade
di settembre, mentre per i Nebbioli si è iniziato il 20 dello
stesso mese. In pratica la raccolta delle uve piemontesi si è
conclusa alla fine di ottobre. Le temperature sono calate al di sotto
dei 30 gradi solo dalla prima settimana di settembre, periodo nel
quale sono cadute anche preziose piogge che hanno tonificato i vigneti
permettendo una maturazione equilibrata delle varietà tardive.
I riscontri di cantina hanno però evidenziato un quadro aromatico
non sempre perfetto ed una forza acida spesso carente. Si è
però riscontrata in tutta la regione un’ottima sanità
delle uve con alte gradazioni zuccherine per le varietà nobili
che manifestano corpo e morbidezza, grazie anche all’eccellente
avvio delle fermentazioni malolattiche. I primi riscontri fanno prevedere
interessanti risultati qualitativi in particolar modo per Barbaresco,
Barbera e Barolo.
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| Lombardia
Quantità: -10%
Alla fine del mese di settembre la raccolta delle uve Croatina e Cabernet
ha concluso la vendemmia in Oltrepò Pavese ed in Franciacorta,
mentre gli ultimi grappoli di Nebbiolo in Valtellina sono stati staccati
intorno al 10 ottobre. La produzione 2003 può essere definita
qualitativamente molto eterogenea, complessivamente buona con alcune
punte di ottimo, ma in netto calo rispetto al 2002. Il grande caldo
e l’assenza di precipitazioni hanno fatto scendere la resa uva/vino
che, per Pinot e Chardonnay, è scesa fino a - 15%. Anche a
fine agosto e per tutto il mese di settembre le precipitazioni sono
state molto limitate. I rossi confermano grande struttura, buona armonia
e quadro aromatico caratterizzato da profumi più evoluti rispetto
a quelli che caratterizzano i vini giovani. Risultati che hanno fatto
muovere il mercato, il quale registra incrementi compresi tra il 15
ed il 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con punte
superiori per varietà come il Pinot Grigio. In tutte le zone
vitivinicole della Lombardia la quasi totale assenza di precipitazioni
dal mese di marzo ed il grande caldo hanno prodotto un’accelerazione
della maturazione stimata tra i 15 e i 25 giorni. La vendemmia in
Franciacorta e il Oltrepò è iniziata l’11 agosto
con la raccolta delle uve base spumante Chardonnay e Pinot Nero. In
Valtellina i primi grappoli di Nebbiolo sono stati vendemmiati il
20 settembre. Il grande caldo e la costante siccità hanno determinato
in molti vigneti lombardi un forte stress idrico che ha portato in
primo luogo ad un’accelerazione dei processi di maturazione
e successivamente ad un parziale blocco dei medesimi, con la conseguente
formazione di acini più piccoli, di minor peso e con la buccia
meno spessa rispetto al solito. Anche in Lombardia risultano interessanti
le gradazioni zuccherine delle uve, che si contrappongono però
ad una carenza acida ed a una defezione del quadro aromatico.
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| Trentino
Alto Adige
Quantità: + 5%
Le caratteristiche di un’annata conclusasi in tutta la regione
con gli ultimi conferimenti avvenuti intorno alla metà di ottobre
si possono sintetizzare in una qualità interessante ed una
quantità inferiore del 10% in Alto Adige e di una buona qualità
con un incremento produttivo del 5% in Trentino. Assai interessante
la qualità dei vini derivanti da uva a bacca rossa, in particolare
Cabernet e Merlot in Alto Adige, Marzemino e Teroldego in Trentino.
In questa regione si è avuto un avvio di vegetazione normale
dopo un inverno asciutto seguito da temperature al di sopra della
media che hanno determinato un continuo anticipo delle fasi fenologiche,
determinando così una maturazione anticipata per le uve di
10 giorni rispetto al 2002 e di quindici giorni rispetto alla media
pluriennale, tanto che molte aziende hanno imposto i conferimenti
solo nelle ore mattutine in modo da non perdere le potenzialità
qualitative. Le scarse piogge sono state compensate da irrigazioni
di soccorso che hanno ristabilito quasi ovunque gli equilibri necessari.
L’uva è stata conferita alle cantine in ottima condizione
sanitaria, con grappoli però piuttosto spargoli, di peso inferiore
alla norma e con contenuti acidi spesso modesti o carenti. La raccolta
dei prodotti base spumante è iniziata in Trentino verso ferragosto,
mentre in Alto Adige si è iniziato una settimana dopo. Per
le uve bianche tradizionali che fanno da base per il vino fermo come
Chardonnay, Pinot Grigio e Sauvignon, la raccolta è iniziata
in tutta la regione intorno al 20 di agosto. La vendemmia delle uve
a bacca rossa è iniziata nella prima decade di settembre con
Merlot, Pinot Nero E Teroldego a cui sono seguite Lagrain e Schiava.
La vendemmia in Trentino Alto Adige ha raggiunto il suo culmine a
metà settembre. Il mercato è assai debole a causa dei
prezzi alti richiesti momentaneamente dai produttori.
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Veneto
Quantità: + 10%
In quasi tutto il Veneto le precipitazioni sono state inferiori di
oltre il 40% alla media stagionale; infatti per quattro mesi non ha
pressoché mai piovuto. Le alte temperature a partire dal mese
di maggio non hanno concesso tregua e in giugno l’insolazione
è risultata superiore al solito del 30%. Queste condizioni
hanno messo a dura prova quasi tutti i vigneti della regione. In Veneto
occidentale la raccolta è iniziata il 12 agosto con le uve
precoci ed il 19 in Veneto orientale con Chardonnay e Pinot Grigio
seguiti dalle varietà tradizionali. Per Cabernet, Merlot e
Prosecco si sono attesi i primi giorni di settembre, mentre già
al 20 dello stesso mese si è praticamente chiusa la campagna
con gli ultimi conferimenti. Anche in Veneto è risultato decisamente
interessante il contenuto zuccherino e a un ottimo grado lo stato
sanitario delle uve, a cui però si è contrapposta una
carenza del patrimonio aromatico ed una bassa forza acida. La resa
uva/vino è risultata scarsa a causa della conformazione dei
grappoli che hanno presentato acini più piccoli e buccia più
spessa. La qualità generale risulta molto eterogenea, visto
che anche nella stessa provincia si riscontrano situazioni diametralmente
opposte a seconda della quantità di acqua con la quale si è
potuto soccorrere la vite nei momenti più critici, della conformazione
del terreno, del tipo di vitigno e della forma di allevamento adottata.
Le contrattazioni all’ingrosso per le uve bianche risultano
piuttosto contenute a causa dei prezzi elevati richiesti dai produttori.
Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Prosecco e Verduzzo sono le
uve più richieste dal mercato. Per i vini rossi i prezzi sono
momentaneamente allineati a quelli del 2002.
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| Friuli
Venezia Giulia
Quantità: + 10%
L’intera annata vitivinicola è stata caratterizzata da
un andamento climatico piuttosto anomalo contraddistinto da caldo
torrido e scarse precipitazioni. Un clima inusuale per questa regione
che ha portato da un lato ad indubbi benefici come l’assenza
di ampelopatie rilevanti e conseguente ottimo profilo fitosanitario,
ma dall’altro ha creato notevoli disagi nelle zone non coperte
da irrigazione di soccorso. La mancanza di precipitazioni invernali
ha determinato un germogliamento disomogeneo, evidenziatosi soprattutto
nei terreni ghiaiosi di pianura. Le fasi di accrescimento hanno risentito
in maniera sostanziale della mancanza di precipitazioni e lo stress
idrico si è evidenziato fin dall’inizio di luglio. La
vite ha avuto un regolare sviluppo nei vigneti che hanno potuto usufruire
di irrigazione, mentre dove non è stato possibile irrigare
la siccità ha lasciato il segno. Tutto questo ha portato ad
un anticipo della maturazione e quindi delle operazioni di raccolta.
Le uve bianche tradizionali Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Grigio
hanno cominciato ad arrivare in cantina a partire dal 20 agosto. Buono
il contenuto zuccherino mentre i patrimoni acidi e quelli aromatici
sono risultati inferiori alla media. Diversa la situazione per le
uve rosse che hanno beneficiato dei piovaschi di fine agosto e dei
conseguenti cali di temperatura, che hanno quindi determinato un buon
profilo aromatico, un ottimo colore e una buona struttura. La raccolta
di Merlot è iniziata alla metà di settembre, seguita
dalle altre varietà che hanno portato alla conclusione della
vendemmia per Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Refosco. I conferimento
sono terminati intorno al 20 ottobre con le uve Verduzzo destinate
alla produzione del Ramandolo e del Picolit. I riscontri di cantina
hanno evidenziato una buona qualità con diverse punte di ottimo,
soprattutto per i vini rossi e per le varietà vendemmiate tardivamente.
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| Emilia
Romagna
Quantità: - 5%
La ripresa vegetativa è avvenuta regolarmente ma il germogliamento
è stato disturbato da alcune gelate tardive. Il clima è
diventato molto caldo fin dal mese di maggio e le precipitazioni sono
praticamente scomparse. Questi fattori hanno portato ad una rapida
accelerazione dei processi di maturazione, determinando problemi di
stress idrico soprattutto nei vigneti collinari. In Romagna le varietà
precoci Chardonnay e Pinot Bianco sono state raccolte a partire dal
12 agosto, mentre in Emilia queste uve sono arrivate in cantina a
partire dal giorno 20. In Emilia nei primi giorni di settembre è
iniziata la raccolta dell’Ancellotta alla quale ha fatto seguito
quella dei lambruschi terminata nella prima settimana di ottobre con
i conferimenti di Castelvetro, Grasparossa, Marani e Sorbara. La maturazione
di diverse varietà è risultata assai eterogenea in Romagna
in particolar modo per Albana e Sangiovese le cui uve sono state raccolte
in epoche diverse, mentre per il Trebbiano la campagna ha avuto un
andamento regolare. I conferimenti si sono conclusi nella prima decade
di ottobre con le ultime cassette di Cabernet Sauvignon e Sangiovese.
In tutta la regione i riscontri di cantina evidenziano gradazioni
zuccherine abbastanza elevate, con valori molto bassi in acidità
e resa uva/vino inferiori alla media a causa di acini piccoli e di
grappoli di poco peso. Si stima che in tutta l’Emilia Romagna
la produzione complessiva calerà del 5% rispetto allo scorso
anno. Il mercato fa registrare scarse contrattazioni e la tendenza
generale è sul mantenimento dei prezzi spuntati nel 2002.
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| Toscana
Quantità: - 15%
Il germogliamento è iniziato nei vigneti collinari meglio esposti
nei primi giorni di aprile. Il freddo comparso nella prima decade
del mese ha determinato danni non trascurabili soprattutto a causa
della gelata tardiva della notte tra il sette e l’otto aprile.
Le piogge sono state frequenti ma di modesta entità. La fioritura
è iniziata in condizioni ottimali dopo il 20 maggio. Le infezioni
di peronospora sono state evitate aprendo la porta ad una buona allegagione.
Nel mese di giugno la vite ha proseguito normalmente il suo ciclo
vegetativo, nonostante le alte temperature, grazie alle riserve idriche
accumulate nel periodo invernale. Dalla seconda metà di luglio
e per tutto il mese di agosto le piante, in particolare quelle ubicate
nei terreni più secchi, hanno iniziato a manifestare sintomi
da stress idrico con la nascita di grappoli più piccoli, un
aumento del rapporto buccia/polpa e una diminuzione del peso del grappolo
stesso. Ne è così conseguita una sensibile riduzione
della produzione stimata per il 2003 in circa 2 milioni di ettolitri,
vale a dire il 15% in meno rispetto alla precedente campagna. La vendemmia
è iniziata il 7 agosto con le varietà precoci. A fine
mese sono stati staccati i grappoli di Ciliegiolo e Merlot, mentre
per Cabernet e Sangiovese si è dovuta attendere la fine della
prima settimana di settembre. Le operazioni vendemmiali si sono concluse
in tutta la regione intorno al 20 di ottobre. I riscontri di cantina
evidenziano una resa uva/vino inferiore alla media ma livelli qualitativi
di tutta considerazione soprattutto per i vini rossi destinati ad
un medio o lungo invecchiamento.
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Marche
Quantità: - 15%
La qualità complessiva è alquanto eterogenea e la quantità
risulta di oltre il 15% inferiore rispetto all’anno scorso.
Questo è dovuto principalmente ad alcune varietà precoci
ed al Sangiovese che hanno registrato un 40% in meno di resa nell’Ascolano
e di un 30% in meno nel Pesarese. Tutto questo sintetizza un’annata
iniziata con temperature elevate ed interrotta dalla gelata del 7
e 8 aprile che ha colpito duramente le viti che avevano già
iniziata la fase del germogliamento. La mancanza di precipitazioni
per quattro mesi ed i caldo che ha raggiunto temperature africane
hanno portato diversi vigneti di Montepulciano e Sangiovese a soffrire
di stress idrico a cominciare dalla metà di luglio. La produzione
2003 è caratterizzata nelle Marche da un sostanziale calo produttivo,
da un peso medio del grappolo inferiore alle ultime annate e da una
raccolta anticipata di un paio di settimane rispetto alla norma. La
qualità è generalmente buona con diverse punte di ottimo
per Montepulciano e Verdicchio.
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| Lazio
Quantità: - 5%
Nel comprensorio dei Castelli Romani sono bastati pochi millimetri
di pioggia dopo 150 giorni senza precipitazioni per ritonificare gli
acini nella prima decade di settembre. La vite è andata incontro
a fenomeni di stress idrico solo in quei terreni a poca ritenzioni
e tendenzialmente siccitosi. I processi di maturazione sono stati
anticipati di 15 giorni rispetto alla norma, tanto che i primi grappoli
di Chardonnay sono stati vendemmiati il 18 agosto. Il 25 è
iniziata la raccolta del Bellone, della Malvasia del Lazio, del Merlot
e del Trebbiano Verde. Il primo settembre è toccato ai tradizionali
trebbiani e alla Malvasia di Candia. Le operazioni di raccolta si
sono concluse due settimane dopo con la vendemmia di Montepulciano
e Shyraz. Qualità e quantità sono alquanto eterogenee
e determinate nelle diverse zone dal livello delle precipitazioni
e dalla possibilità di avere soccorso i vigneti nei periodi
di maggiore crisi. Complessivamente più che buona e con diverse
di ottimo la qualità dei vini di questa regione.
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Abruzzo
Quantità: - 10%
L’inverno assai freddo con abbondanti nevicate si è prolungato
sino ai primi giorni di aprile, creando così un’abbondante
e preziosa riserva idrica. Nella prima decade di aprile una violenta
gelata ha causato ingenti danni allo Chardonnay con una perdita di
potenzialità produttiva stimata attorno al 40%. Dai primi giorni
di maggio non si sono segnalate precipitazioni di rilievo, fatta eccezione
per qualche temporale estivo accompagnato in alcuni casi da violente
grandinate. Alla fine di agosto si sono registrati in alcune zone
di media ed alta collina caratterizzate da terreni ghiaiosi danni
dovuti a stress idrico che ha determinato un rallentamento dei processi
fisiologici della vite che si sono prolungati fino alla fine della
prima decade di settembre quando sono ricomparse le piogge. La raccolta
dello Chardonnay è iniziata il 12 agosto per continuare fino
alla fine del mese. Le altre varietà autoctone a bacca bianca
(Pecorino e Trebbiano) sono state portate in cantina nella prima settimana
di settembre. Cabernet, Merlot e Sangiovese sono stati raccolti a
partire dal 15 settembre, mentre per il Montepulciano si è
dovuta attendere l’ultima settimana del mese. Le operazioni
di raccolta sono terminate a metà ottobre. Quantitativamente
si stima un decremento produttivo medio di circa il 10% rispetto al
2002. La qualità è piuttosto eterogenea: l’ottimo
si mescola con il buono ed il mediocre con l’eccellente. I riscontri
di cantina evidenziano che il prodotto proveniente da vigneti ubicati
in terreni più freschi e con adeguati portainnesti è
di ottima qualità. Per quanto riguarda le contrattazioni si
registra un aumento dei prezzi all’ingrosso per i vini bianchi
di quasi il 10% rispetto all’anno scorso, mentre i rossi rimangono
momentaneamente sui livelli del 2002.
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| Campania
Quantità: - 10%
Nonostante il caldo crescente il ciclo vegetativo è decorso
in modo regolare fino a metà agosto grazie alle brevi ma provvidenziali
precipitazioni di fine luglio. Alcune zone hanno tuttavia risentito
delle gelate che in aprile hanno colpito i vigneti. La lunga estate
che ha caratterizzato il 2003 si è protratta per tutto il mese
di agosto, accelerando la maturazione delle uve di circa due settimane
rispetto alla media stagionale. Le viti ubicate in terreni asciutti
e non soccorse da irrigazione sono state messe a dura prova e hanno
dato vita a grappoli piccoli con un basso rapporto solido/liquido.
Questo andamento climatico è stato fortunatamente interrotto
nei primi giorni di settembre da una serie di piogge diffuse che hanno
modificato lo stato di carenza idrica, determinando un abbattimento
delle temperature che ha favorito l’ultima fase di maturazione
delle uve a bacca nera, in particolare modo quelle di Aglianico e
Piedirosso notoriamente più tardive. La vendemmia delle uve
a bacca bianca è iniziata nel Cilento il primo settembre con
i conferimenti di Fiano, è proseguita nell’Avellinese
con l’Asprinio base spumante, Coda di Volpe, Falanghina, Malvasia
e Trebbiano per concludersi con Greco di Tufo. La vendemmia delle
uve a bacca nera è invece cominciata nel Cilento il 15 settembre
con la raccolta dei grappoli di Aglianico e Piedirosso, ed è
continuata con le uve dell’Isola d’Ischia, della Penisola
Sorrentina, della zona del Vesuvio e di quella Flegrea. Confermata
anche in Campania l’assenza di attacchi parassitari. Le gradazioni
naturali sono piuttosto elevate contrapposte però a bassa acidità
e a una scarsa resa uva/vino.
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| Puglia
Quantità: + 5%
La vendemmia è iniziata nei primi giorni di agosto con Chardonnay,
Pinot Bianco e Sauvignon. Le analisi di cantina hanno subito evidenziato
un elevato contenuto zuccherino, ma una resa uva/vino scarsa alla
quale si somma una forza acida carente a causa dell’andamento
climatico assai avaro di piogge. Anche il quadro aromatico risulta
non sempre equilibrato. Nella prima decade di settembre è iniziata
la vendemmia di Malvasia Bianca e Trebbiano, seguita da quella delle
varietà autoctone: Bianco d’Alessano, Bombino Bianco,
Fiano Minutolo, Pampanuto e Verdeca. Rilevanti ai fini della maturazione
e del risultato finale sono state le piogge abbondanti di inizio settembre
che hanno salvato quei vigneti non forniti di impianti di irrigazione.
La vendemmia delle uve a bacca nera è iniziata alla fine di
agosto in condizioni climatiche ideali. In provincia di Taranto il
Primitivo di Manduria ha registrato un sensibile decremento della
produzione. Nell’alto e basso Salento le operazioni di raccolta
hanno avuto inizio nei primi giorni di settembre con Malvasia Nera
e Negroamaro, vitigni base per le Doc salentine, per concludersi a
fine mese. La raccolta di Aglianico, Bombino Nero, Montepulciano e
Uva di Troia è iniziata nella terza decade di settembre per
terminare dopo il 15 di ottobre. Nonostante la perfetta sanità
delle uve i prodotti manifestano qualità eterogenea, complessivamente
buona e con diverse punte di ottimo e di eccellente. Per quello che
riguarda le contrattazioni di mosti e vini la tendenza è di
un aumento generalizzato ma su livelli più bassi delle quotazioni
fatte registrare per le uve all’inizio di settembre.
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| Sicilia
Quantità: + 5%
Le abbondanti piogge invernali, le discrete precipitazioni primaverili
e le temperature non eccessive che hanno caratterizzato il ciclo vegetativo
della vite hanno portato tutta la Sicilia ad un inizio di vendemmia
di assoluto interesse sia sotto l’aspetto quantitativo che qualitativo.
A causa delle alte temperature verificatesi dopo ferragosto la raccolta
delle varietà tradizionali autoctone è stata anticipata
di una settimana. Il massimo dei conferimenti è avvenuto nella
prima decade di settembre; e per fortuna, dato che le scroscianti
piogge cadute a partire dal giorno 13 hanno rallentato le operazioni
vendemmiali per diversi giorni, portando così ad un ridimensionamento
delle gradazioni zuccherine ed innestando in diverse zone massicci
attacchi di botrite che hanno negativamente influito sulla quantità
e sulla qualità. Per tanto le più che ottimistiche previsioni
fatte alla fine di agosto sono rimaste valide solo per le uve vendemmiate
entro la prima metà del mese di settembre. Catarratto, Cabernet,
Chardonnay, Grecanico, Grillo, Inzolia, Merlot, Muller Thurgau, Nero
d’Avola, Pinot Nero e Shyraz si sono più che decentemente
salvate, mentre si è avuto un crollo per le altre qualità.
A causa di questo improvviso e negativo andamento meteorologico i
conferimenti si sono protratti fino alla seconda decade di ottobre
con la raccolta delle uve tardive della zona dell’Etna e del
Palermitano. La qualità oscilla dall’ottimo al medio
a seconda del periodo di raccolta delle uve. Per quanto concerne la
quantità si stima un leggero incremento rispetto allo scorso
anno, che fa ipotizzare una produzione complessiva di vino stimata
intorno ai 6,5 milioni di ettolitri. Le contrattazioni in novembre
sono state scarse e riguardano principalmente i mosti ed i vini di
pregio che comunque hanno spuntato quotazioni assai vicine a quelle
dello scorso anno.
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| Sardegna
Quantità: + 10%
Lo scorso anno il decremento quantitativo del 15% rispetto alla media
quinquennale fu causato dall’andamento stagionale bizzarro,
caratterizzato dall’alternarsi di piogge e caldo nei momenti
sbagliati. Quest’anno le abbondanti precipitazioni invernali
hanno rimpinguato le scorte idriche del terreno determinando un ottimo
germogliamento ed un congruo sviluppo vegetativo. Tutto questo ha
permesso alla vite di reggere la siccità che ha caratterizzato
la stagione estiva e che ha portato la Sardegna a risultare in più
occasioni tra le regioni italiane più calde con punte di 40°
centigradi protrattesi per più giorni. Nonostante ciò
nell’ultima decade di agosto diversi vigneti non adeguatamente
soccorsi nei giorni critici sono entrati in stress idrico causando
un netto calo della produzione che si preannunciava quantitativamente
elevata. Nessun problema invece per gli impianti che hanno potuto
usufruire di irrigazioni di soccorso e per i quali i li velli qualitativi
e quantitativi sono rimasti alti. In Sardegna i conferimenti sono
iniziati con due settimane di anticipo rispetto alla media pluriennale.
I primi grappoli sono stati staccati a fine agosto con la raccolta
del Vermentino, cui ha fatto seguito il Cannonau nella seconda metà
di settembre. Nuragus e Torbato hanno chiuso la vendemmia nella terza
decade del mese.
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