Vino sfuso: va male l’interscambio
Aumentano gli acquisti oltre frontiera (+12%) e cala l’export (-22%)

Maggio 2002
di Manuela Magli - Fonte Ismea



Le notizie relative a un aumento delle importazioni di vino sfuso, raccolte negli scorsi mesi sul mercato all’origine, trovano conferma nei dati Ismea-Istat sul commercio con l’estero del primo semestre di campagna.

Tra agosto 2002 e gennaio 2003 l’Italia ha acquistato oltre frontiera 491.800 ettolitri di vini da tavola sfusi e mosti, il 12% in più rispetto ai 438.800 ettolitri del primo semestre 2001/2002, ma soprattutto oltre il doppio rispetto ai 222.100 ettolitri dello stesso periodo del 2000/2001. Al di là dei volumi coinvolti, che restano ridotti, si consideri che già nel 2001/2002 c’era stata un’impennata delle importazioni e che il rafforzamento di questa tendenza potrebbe dunque portare il dato finale della campagna in corso a competere con il record storico del 1997/1998, quando le importazioni complessive di vino superarono la soglia di 1,5 milioni di ettolitri.

Scendendo nel dettaglio, durante i primi sei mesi del 2002/2003 sono aumentati soprattutto gli acquisti da Portogallo, Francia e Grecia, mentre si sono ridotti quelli dalla Spagna: una tendenza, quest’ultima, sulla quale è comunque azzardato trarre conclusioni definitive, visto che gli arrivi dal mercato spagnolo sono continuati nei mesi successivi, e in particolare fino ad aprile 2003.

In ogni caso, dalla Grecia stanno tuttora giungendo vini bianchi destinati agli acetifici del Nord Italia, pagati intorno a 2,07 euro l’ettogrado, franco partenza. Sul versante attivo della bilancia commerciale, il nostro Paese ha esportato tra agosto 2002 e gennaio 2003 2.414.800 ettolitri di vini da tavola sfusi e mosti: 675.900 ettolitri in meno rispetto allo stesso periodo del 2001/2002 e 1.648.500 ettolitri in meno rispetto allo stesso periodo del 2000/2001 (quando queste voci totalizzarono 4.063.300 ettolitri).

A diminuire, nel primo semestre dell’ultima campagna, sono state solo in parte le vendite in Germania (-119.900 ettolitri rispetto ad agosto 2001-gennaio 2002) e soprattutto quelle in Francia (-388.400 ettolitri), dove ha pesato molto la concorrenza dei Paesi iberici.

Tra l’altro anche il mercato francese sta vivendo una fase rialzista. Nel febbraio 2003 l’indice dei prezzi alla produzione dei vini da tavola locali (base 1995=100) ha infatti raggiunto secondo l’Insee quota 102,6, risultando in crescita di 7 punti sul mese precedente e di 22 punti su febbraio 2002.

Così anche a fine aprile il Portogallo è riuscito a vendere in Francia vini bianchi e rosati con 3-4 punti di colore, facendoli pagare intorno a 2,17-2,22 euro l’ettogrado franco partenza. Nel frattempo, sono aumentate invece le esportazioni italiane di vini di massa destinati alla Grecia, dove nelle ultime settimane di aprile la Puglia ha spedito vini da avviare in parte alla distillazione per la produzione di alcol a uso alimentare e in parte alla commercializzazione vera e propria.