Il Carmignano Docg
La storia di questo nobile vino si intreccia con quella di un altro grande
Toscano. Infatti con l’espansione del Chianti avvenuta
sulle colline di Montalbano nel secolo scorso, il Carmignano venne inglobato
con DM del 1932 in una sottozona. Con l’avvento della DOC nel 1967
i Carmignanesi rivendicarono l’antico nome e l’identità
del vino, ottenendo il pieno riconoscimento con DPR del 28 aprile 1975.
L’elevazione a DOCG, ottenuta il 20 ottobre 1990, portò ad
una contemporanea modifica del disciplinare del Carmignano Rosato e la
successiva (17 ottobre 1994) codificazione del Carmignano Vin Santo. La
produzione avviene nell’area dei comuni di Carmignano e Poggio a
Caiano in provincia di Prato e si è ulteriormente ridotta con l’avvento
della DOCG, attestandosi intorno ad una media annuale di 2000 ettolitri.
Vino conosciuto più all’estero che in Italia, è in
grado di esprimere il meglio di sè dopo un adeguato invecchiamento
in botte. Si distingue nettamente dal Chianti per la presenza nell’uvaggio
di vitigni bordolesi. Il disciplinare prevede infatti Sangiovese (70 %),
Canaiolo Nero (dal 10 al 20 %) e Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon da
soli o congiuntamente con una percentuale che può variare dal 6
al 15%. Si presenta con un bel colore rubino vivace tendente al granato
con l’invecchiamento. Il profumo è intenso, fruttato e floreale,
persistente con note di spezie e fragranze evolute. Al palato si rivela
asciutto, sapido, pieno e armonico con buona tannicità e sentori
di viola e frutta rossa matura. Con l’invecchiamento di 3 anni (due
passati in botte) acquisisce la classificazione di Riserva con titolo
alcolometrico minimo di 12,5gradi.
Esiste l’indicazione Riserva anche per il Vin Santo con titolo alcolometrico
minimo di 16 gradi. Queste varietà da fine pasto si abbinano egregiamente
con brigidini, castagnaccio, ricciarelli, buccellato
e biscottini di Prato. Per quanto riguarda le tipologie Carmignano, Carmignano
Riserva e Barco Reale di Carmignano sono indicati accostamenti con ribollita,
finocchiona, arista e fiorentina, fegatelli alla toscana, fagioli
al fiasco, faraona al cartoccio con tartufo, porchetta allo spiedo, selvaggina
nobile e pecorino toscano stagionato. La temperatura ottimale per il servizio
è di 18/20 gradi.
www.accademiasommeliers.it
|