Il Montuni
Doc Reno
Sconosciuto ai più e snobbato spesso dagli intenditori,
è probabilmente uno dei pochi vini veramente autoctoni della provincia
di Bologna come spesso ricordava il grande Arturo Peli (che ne sapeva
veramente una in più del diavolo) ed è molto presente nelle
preferenze dello zoccolo duro degli imbottigliatori casalinghi. Si divide
tra le province di Bologna e Modena come la Doc Reno, della quale fa parte,
che comprende ventotto comuni dell’area bolognese e cinque del modenese.
Ottenuto come da disciplinare per almeno l’85% da uve Montù
e per il restante 15% da vitigni a bacca bianca non aromatici raccomandati
e autorizzati nelle province di Bologna e Modena, si presenta alla vista
con una tonalità di giallo paglierino un poco scarico con riflessi
verdolini. Il profumo ricorda fiori campestri e frutta bianca acerba ed
è abbastanza intenso e persistente. Al palato si rivela a seconda
delle tipologie secco, sapido, leggero ma con ottima freschezza e con
finale di frutta bianca e fiori appassiti . Ha discreta morbidezza e armonicità
complessive. La gradazione alcolica minima richiesta è di 10,5
gradi.
Le tipologie proposte sono quattro: Amabile, Dolce, Frizzante e Secco.
Quest’ultima interpretazione del Montuni ben si abbina con antipasti
leggeri di verdura e di pesce, primi piatti delicati, risotto allo zafferano,
frittura e grigliate leggere di pesce. Nelle versioni Amabile e Dolce
si accompagna volentieri con torta di riso, ciambella e bensone
modenese e reggiano, crostate di frutta, pinza con mostarda, castagnacci
e spongata. La tipologia Frizzante trova giusta collocazione
come aperitivo e in abbinamento con piatti di crostacei e molluschi.
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