Il Morellino di Scansano
Vino considerato forse tra i meno interessanti della produzione toscana,
il Morellino di Scansano sta conoscendo proprio in questi difficili tempi
di mercato il suo momento migliore. Non fa parte dei cosiddetti Supertuscans
e non ha mai avuto eccessive presunzioni di immagine. Le sue valenze immateriali
sono legate ad un territorio che non si è mai mostrato più
di tanto, rimanendo al di fuori dalle rotte del turismo colto e modaiolo.
Ciò nonostante, assieme al suo vicino di casa Bianco di Pitigliano,
si trova quest’anno a fare bella mostra di sé sugli scaffali
delle migliori enoteche e incontra il favore dei consumatori a motivo
sia della sua qualità che del prezzo ancora adeguato al quale viene
proposto.
Prodotto nella fascia collinare della provincia di Grosseto tra i fiumi
Ombrone e Albegna che include l’intero territorio amministrativo
del comune di Scansano e parte di quello della stessa Grosseto, di Manciano,
Magliano in Toscana, Campagnatico, Semproniano e Roccalbegna. Con le uve
di Sangiovese, a cui possono essere aggiunte quelle di altri vitigni autoctoni
a frutto nero raccomandati e/o autorizzati nella misura massima del 15%,
si produce questo vino dal colore rosso rubino tendente al granato con
l’invecchiamento. Il profumo è decisamente vinoso e, dopo
l’invecchiamento, etereo, intenso, gradevole e fine. Al palato è
asciutto, austero, caldo e leggermente tannico. La sua gradazione minima
è di 11,5°. Con mezzo grado in alcol in più ed un invecchiamento
necessario di due anni, di cui almeno uno in botte preferibilmente di
rovere, il Morellino può recare in etichetta la menzione Riserva.
Gustarlo a temperatura di cantina se è giovane, con qualche grado
centigrado in più se invece è Riserva. Si abbina perfettamente
con i crostini alla toscana, le zuppe a base di pane raffermo come la
ribollita e le pappardelle. Ottimo anche con fagioli, pecorino toscano,
carne rossa e, se di vera struttura, fegatelli di maiale e bistecca alla
fiorentina.
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