Il Vino Nobile di Montepulciano

Si parla per la prima volta di Nobile nel 1700 quando viene citato in una nota spese. Il suo esordio in chiave contemporanea si ha in occasione della Mostra dei Vini Tipici a Siena nel 1933. Ottiene la DOC nel 1966 e nel 1981 è il primo vino italiano a fregiarsi della fascetta DOCG. Coltivato in una ristretta area della provincia senese con viti tenute basse e abbastanza fitte, come in Borgogna e nello Champagne, in terreni compresi fra 250 e 600 metri sul livello del mare, ha resa molto bassa per ettaro e la vinificazione e l’invecchiamento devono avvenire solo nel territorio di Montepulciano.
I vitigni che danno origine a questo grande rosso sono il Sangiovese o Prugnolo Gentile (che in virtù di una modifica del disciplinare può essere vinificato in purezza), oppure almeno al 70% unito a Canaiolo Nero fino al 20% e in alternativa vitigni raccomandati e autorizzati (sempre con un massimo del 20%) e fino ad un 10% di uve a bacca bianca non aromatiche, fatta eccezione per la Malva-sia del Chianti. Utile apporto possono fornire Pulcin-culo (Grechetto Bianco) e Mammolo.
La tendenza degli ultimi anni è quella di utilizzare vitigni migliorativi quali il Cabernet Sauvignon, il Merlot e il Pinot Nero per conferire profumi e gusti internazionali.
Alla vista si presenta con un bel colore rubino che tende al granato con l’invecchiamento. Il profumo è intenso, asciutto, caratteristico e ricorda la viola mammola.
Vino da tutto pasto e adatto ad una grande cucina, si abbina egregiamente con i famosi pici, pasta tirata a mano e condita con ragù di carne, o con il caratteristico aglione, grandi arrosti di carne rossa, selvaggina da pelo, grigliate e spiedi di cacciagione e formaggi invecchiati. La sua temperatura di servizio è di 18/20 gradi.

www.accademiasommeliers.it