Maledetta Primavera


La primavera ha portato in molte regioni del nostro paese la neve, invocata spesso negli ultimi anni dai produttori stanchi di inverni avari di precipitazioni. Ma non solo. La primavera ha evidenziato la crisi strisciante dell’economia e l’indiscriminato aumento dei prezzi, aggravato da controlli praticamente inesistenti da parte degli organi preposti, e dopo anni spesi a cercare di avvicinare i consumatori finali e quelli più evoluti al prodotto vino e a bottiglie di buona qualità, ci troviamo ora di fronte ad una utenza che soppesa con grandissima attenzione l’acquisto di generi ritenuti non indispensabili, a parte le solite eccezioni che però non fanno volume.
La vendemmia del 2003 lascia trasparire il proposito e l’intenzione della gran parte delle aziende di non aumentare i prezzi e lasciare inalterati i listini. Le contrattazioni delle uve e dei mosti sono iniziate sommessamente in quasi tutte le zone di produzione e si sono concluse senza scoop clamorosi. Grandi realtà come Zonin, attente ad ogni piccola variazione degli indici di mercato, hanno messo da parte ogni velleità di rialzo. La tendenza che porterà lentamente i consumatori a privilegiare vini bianchi fruttati , freschi, frizzanti e beverini lasciando per serate al barbecue e in attesa del ritorno dell’autunno i vini più impegnativi e i rossi da meditazione, dovrebbe aiutare l’assestamento dei consumi.
All’estero il nostro vino è penalizzato da nuovi competitori che producono a costi irrisori e da pirati del mercato che commercializzano bottiglie e prodotti alimentari con etichette e denominazioni molto simili o addirittura uguali a quelle che contraddistinguono le nostre referenze più pregiate, tanto nessuno li persegue legalmente.
La campana dei pataccari era suonata già qualche anno fa ma la nostra pigrizia levantina e la scarsissima considerazione della quale godiamo in seno agli organismi internazionali del commercio e anche a livello di comunità europea, unita al problema di intentare cause a società fantasma sicuramente non aiuterà i nostri produttori a mantenere le quote di mercato, anche perchè paesi come la Germania pur non avendo praticamente diminuito il valore complessivo degli acquisti hanno aumentato il numero di bottiglie semplicemente comprando un prodotto di scarsa qualità che viene indicato come vino per le pizzerie. Maledetta primavera.


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