Il Prosecco di
Conegliano e Valdobbiadene
Gli anni passano e col passare del tempo si modificano tutte le cose,
comprese le abitudini alimentari. Il rapporto annuale, commissionato da
Rimini Fiere ad ACNielsen presentato a febbraio in occasione della 34°
Mostra Internazionale dell’Alimentazione, evidenzia il disagio del
consumatore bersagliato dalle novità di fenomeni e tendenze alimentari,
ma anche dalle tante scuole di cucina che propongono figure di chef spesso
evanescenti. La reazione spinge molti consumatori ad attaccarsi quasi
morbosamente ai piatti della tradizione ottenendo un effetto rassicurante
in un momento nel quale tante certezze non sono più tali. Una delle
poche certezze ed anche uno di quei prodotti che non tramontano mai è
sicuramente il Prosecco.
Le bottiglie più pregiate di questa tipologia provengono dalle
colline di Conegliano e Valdobbiadene e non sono certo da confondere con
improbabili spumantini e frizzantini che spesso vengono
proposti e spacciati come aperitivi in tanti locali. Ottenuto secondo
il disciplinare da uve Prosecco Lungo, Verdisio, Bianchetta e Perera coltivate
in pochi comuni della Marca Trevigiana, si presenta alla vista con un
bel colore giallo paglierino più o meno intenso. Il profumo è
leggermente fruttato e tipico con lievi sentori floreali. Leggero di corpo
con buona freschezza, lascia in bocca un retrogusto gradevolmente amarognolo
e un finale di sensazioni che richiamano frutta bianca ed acerba.
La gradazione alcolica minima è di 10,5 gradi. Vino per tutte le
occasioni, si abbina egregiamente con casatella trevigiana, formaggio
Piave fresco, prosciutto dei colli Berici, insalata di gamberi (anche
di fiume), risotto al nero di seppia e baccalà. Sono previste dal
disciplinare anche le tipologie Amabile, Dolce, Frizzante, Secco e Spumante.
La versione Frizzante denota un giallo paglierino brillante ed un perlage
rilevante e persistente. Il profumo è caratteristico e fruttato.
Leggero di corpo e con ottima freschezza, lascia al palato una gradevole
sensazione di frutta quasi matura.
Nella tipologia Spumante ottenuta col metodo Martinotti (detto anche Charmat)
si accentua la brillantezza ed aumentano anche il perlage ed il profumo
di frutta . Secco e lievemente sapido, evidenzia un finale piacevolmente
fruttato e molto caratteristico unito ad una eccellente freschezza. La
gradazione alcolica minima richiesta è di 11 gradi. Si ottiene,
a seconda delle lavorazioni, nelle versioni Brut, Dry ed Extra Dry.
Una ulteriore punta di eccellenza si riscontra con la versione Prosecco
di Valdobbiadene Superiore di Cartizze che si può vinificare solamente
con le uve coltivate nel comune di San Pietro di Barbozza che assumono
la denominazione locale Cartizze. La gradazione alcolica minima è
di 11,5 gradi e le versioni previste sono: Fermo, Frizzante e Spumante.
Ottimo come aperitivo e modulabile con formaggi anche freschi, antipasti
di pesce, salumi freschi, risotti di mare e alle verdure, brodetto e baccalà.
www.accademiasommeliers.it
|