Il Sangiovese
di Romagna
Ho passato l’ultimo fine settimana nel cuore del Chianti, degustando
deliziose interpretazioni di tale famoso vino rosso. Sarebbe stato tutto
perfetto, se ad un certo punto non mi fossi accorto che una delle parole
più ricorrenti e più ripetute ad ogni angolo era Sangiovese.
Ho provato un vero dipiacere pensando che in Emilia Romagna abbiamo in
casa questo ottimo vino e sembra quasi che la sua esistenza dia fastidio.
Dalla recente DOC Colli d’Imola alla penultima DOC Colli di Rimini
passando per Faenza, Predappio e Bertinoro decine di aziende producono
e immettono sul mercato innumerevoli interpretazioni di questo vitigno
caro ai Romani. Una di queste aziende, e più precisamente quella
di Umberto Cesari che ha le vigne e la cantina sulle colline di Castel
San Pietro Terme in provincia di Bologna, ha vinto recentemente con le
tipologie Sangiovese Riserva e con il Tauleto Vendemmia 2000 ben due medaglie
d’oro all’International Wine Challenge di Londra, prestigiosa
rassegna mondiale delle migliori produzioni.
La particolarità del Tauleto sta nella perfetta unione tra il Sangiovese
Grosso e l’Uva Bursona Longanesi, vitigno autoctono romagnolo, che
conferisce giusta rotondità a questo vino che si pone in diretta
competizione con i blasonati cugini toscani d’oltrecollina (Brunello,
Chianti, Vino Nobile) senza sfigurare. Il Tauleto ha un bel colore vinaccia
carico ma non greve con riflessi cromatici tendenti ad un nero lucido
che ricordano i Bordeaux francesi. All’olfatto evidenzia una freschezza
ed una esuberanza piacevole di spezie, ciliegia e mentolo, frutti di bosco
maturi e frutta rossa da confettura. Al palato la sua struttura morbida
ed avvolgente si rivela ampia ed equilibrata con un retrogusto aggraziato
e una ottima persistenza di spezie e sapori fruttati.
Si abbina perfettamente con piatti importanti, minestre succulente, carni
rosse, selvaggina da pelo e brasati. La temperatura ideale di servizio
è attorno ai 16 - 18 gradi.
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