Cinque giorni a Marsala per Vinoro di Andrea Dal Cero Una
bella occasione per conoscere il Marsala ce lha
offerta dal 14 al 17 ottobre "Vinoro", il
salone dei vini dolci, passiti e liquorosi che ha messo a
confronto queste tipologie di vini provenienti da 13
regioni italiane e da molti Paesi che si identificano
soprattutto nel concetto di "mediterraneità".
Marsala non è una città di mare. E una
città sul mare.
Mentre nelle belle sale di Villa
Favorita "Vinoro" prosegue le sue degustazioni
e il suo programma di eventi, decidiamo di investire il
nostro tempo per saperne di più su questo vino liquoroso.
Cominciamo con la sua storia. Probabilmente quella del
Marsala si perde nel tempo, tanto è vero che lo
conoscevano anche i Romani. La sua fortuna commerciale,
però, arriva molto più tardi per merito di John
Woodhouse, un imprenditore di Liverpool, che ne imbarca
50 barili sulla sua nave e per evitarne il deperimento
durante la traversata fa aggiungere ad ogni barile un
secchio di acquavite. Siamo ai tempi della guerra contro
Napoleone. Woodhouse è talmente introdotto nellambiente
della marina militare da convincere Orazio Nelson a
sostituire, prima della battaglia sul Nilo, le consuete
razioni di Rum con il Marsala: una commessa da 2.300
ettolitri. Tutta la flotta britannica, la base di Malta,
gli inglesi in Sicilia e la borghesia londinese bevono
Marsala. Sulla scia del successo arrivano altri
imprenditori inglesi come Benjamin Ingham e Joseph
Witaker. Il primo italiano a produrre e commercializzare
Marsala è Vincenzo Florio. Il prodotto affascina i
mercati, gli affari vanno bene; tutta la zona di Marsala
conosce sviluppo e occupazione. I produttori si
moltiplicano. Viene addirittura allestita una flotta per
il trasporto del vino. Nella prima metà dellOttocento
tutta Europa consuma il vino siciliano. |
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Intervallo Il Marsala e i suoi vitigni di Cinzia Tosetti Si è tenuto a
Marsala il convegno "Vino e Salute" organizzato
dalla Regione Sicilia, lIstituto Regionale della
Vite e del Vino, lAssoenologi sezione Sicilia, la
Provincia di Trapani e lAssociazione medico-chirurgica
Lilybetana. Unaltra occasione per parlare di questi
vitigni autoctoni. La provincia di Trapani, con i suoi
due milioni di ettolitri di vino prodotti, detiene il
primato della produzione sulle altre provincie italiane.
Tutto questo prodotto però è stato negli anni male
interpretato dal mercato, ma cosa ancora più grave,
ignorato dai Trapanesi stessi. I tempi sembrano quindi
maturi per rivalutare i suoi vitigni autoctoni e cercare
di apprezzarli nella espressione del loro più esaltante
e dorato prodotto: il Vino Marsala. Il Catarratto,
nelle varietà di comune e lucido, rappresenta in quantità
prodotta, il secondo vino italiano. In qualità invece si
esprime con bassa acidità legata ad un buon grado
zuccherino. Il Grillo, capace di arricchire i
vigneti di splendidi alberelli, produce un uva con
elevato tenore zuccherino. Il Damaschino è
vitigno molto produttivo e può vantare grappoli di
elevate dimensioni, ma sviluppanti poca acidità e basso
grado alcolico. LInzolia, pure esso di bassa
acidità, riesce a conferire al vino ampi profumi ed
encomiabile pienezza al corpo. Fra le varietà di uve
nere troviamo il Pignatello, dal basso grado
zuccherino ma sicuramente profumato e di pieno corpo; il Nerello
Mascalese di colore rosso rubino con intenso profumo
di viola e il Nero dAvola, il "grande"
siciliano che si presenta con una buona acidità e un
elevato grado zuccherino. Questultimo vitigno
conferisce al prodotto un gradevole sapore di ciliegia e
di marasca che, più di ogni altro, ci riconduce alla più
diretta tipicità siciliana. |
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I vitigni che lo compongono e le sue tipologie, per non tacer del Moscato di Pantelleria di Matteo Marenghi Marsala ed il suo circondario, nel Trapanese, offrono uno scenario incantevole dove i paesaggi marini della costa proseguono nellinterno con i vigneti da cui nasce uno dei vini liquorosi più prestigiosi al mondo: il Marsala. Questo vino, unitamente ad altri passiti figli di queste terre, meglio di ogni altro esprime la forza della terra e del sole siciliani, energie che amalgamate dalla sapiente azione delluomo, perfezionatasi in millenni di civiltà contadina, danno origine a prodotti unici e particolari. Ancora oggi la produzione dei vini passiti si concentra nellarea del mediterraneo, anche se ne nascono in Sud Africa, Canada, Argentina ed Australia, ed è legata a tradizioni ed origini assai antiche. Diversi sono gli ostacoli che hanno intralciato la via di questi prodotti, certamente molto più in auge secoli addietro e ricercati fin dal 1700 da un ceto estremamente abbiente di nobili consumatori disposti a pagare cifre considerevoli. Oggi e nel recente passato, a parte le complicazioni di ordine tecnico e fiscale legate alla produzione, le mutate mode alimentari hanno severamente penalizzato i vini passiti e liquorosi a vantaggio di prodotti meno fascinosi ma certamente più "light". Il Vino Marsala Per quanto riguarda il Marsala la zona di produzione comprende lintera provincia di Trapani con esclusione dei territori dei comuni di Alcamo, Favignana e Pantelleria. I vari tipi di Marsala Doc sono ottenuti impiegando mosti, vini e loro miscele con laggiunta di alcol etilico di origine vitivinicola o acquavite di vino e, se de caso, di mosto cotto, mosto concentrato e sifone (prodotto a base di mosto) derivanti comunque da uve coltivate nella zona di produzione. I vitigni impiegati in modo esclusivo o in miscela sono i seguenti: Calabrese, Catarratto, Catarratto bianco comune, Catarratto bianco lucido, Damaschino, Grillo, Inzolia, Nerello Mascalese, Nero dAvola e Pignatello. Per la preparazione del Marsala Rubino si impiegano unicamente le uve rosse Calabrese, Nerello Mascalese e Pignatello. A seconda della durata dellinvecchiamento i vini Marsala si distinguono in : Fine, con invecchiamento minimo di un anno; Superiore, con invecchiamento minimo di due anni; Superiore Riserva, con invecchiamento minimo di quattro anni; Vergine e/o Soleras, con invecchiamento minimo di cinque anni; Vergine e/o Soleras Stravecchio o Vergine e/o Soleras Riserva, con invecchiamento minimo di dieci anni. I vini Marsala si distinguono anche per in colore: oro (tonalità dorata più o meno intensa), ambra (colore giallo ambrato più o meno intensa), rubino (colore rosso rubino che con linvecchiamento acquista riflessi ambrati). Una ulteriore suddivisione riguarda il contenuto zuccherino: si hanno pertanto le tipologie "secco", "semisecco" e "dolce". Tutti i Marsala sono caratterizzati da un particolare sapore e profumo. Trattandosi di un vino liquoroso, le gradazioni alcoliche sono abbastanza elevate e lanalisi per distillazione deve dare i seguenti risultati: Marsala Fine, non inferiore a 17 gradi; Marsala Superiore, Vergine o Soleras, non inferiore a 18 gradi. Il Marsala è indiscutibilmente un vino da dessert, ideale con pasticceria secca, ma è anche un vino da meditazione da sorseggiare e gustare a fine pasto. Non mancano poi coraggiosi abbinamenti con alcune pietanze, ma si tratta di menu particolari e a volte leggermente provocatori, per creare occasioni di consumo differenti da quelle tradizionali. Il Moscato di Pantelleria Lisola di Pantelleria è nota, oltreché per gli stupendi paesaggi e le interessanti zone archeologiche, per i robusti vini che si ottengono dalle uve Zibibbo qui prodotte: il Moscato Naturale ed il Passito. Il Moscato Naturale si caratterizza per il colore che va dal giallo dorato più o meno intenso allambrato; laroma è quello tipico e fragrante del Moscato ed il sapore è piacevolmente dolce ed aromatico. La gradazione alcolica minima è di 12,5 gradi con un leggero appassimento delle uve ed una gradazione minima di 17,5 gradi può essere qualificato "vino naturalmente dolce". Può essere vinificato anche nelle versioni "spumante" e "liquoroso". Il Passito, dal piacevole colore ambrato brillante, si ottiene dalla pigiatura di uve sottoposte al tradizionale appassimento. Il sapore è gradevolmente dolce ed aromatico con sentore di Moscato; la gradazione alcolica minima deve essere di 14 gradi. Per il tipo "liquoroso" la gradazione minima sale invece a 21,5 gradi. Sia il Moscato Passito che il Moscato Passito Liquoroso possono fregiarsi della qualifica di "extra" se possiedono i seguenti requisiti: odore e sapore caratterizzati da una maggiore finezza ed un aroma più spiccato, gradazione alcolica minima di 23,9 gradi ed invecchiamento di almeno un anno. |