E sera, qui a Limite sullArno, e laria è ancora calda nella fine dellestate. Lalbergo, quasi non riuscivamo a trovarlo, è piccolo e grazioso. Non dispone di grandi servizi ma ci risulta simpatico e ci fa sentire un po più giovani; con la sua architettura e le sue "furbizie" ci riporta ai tempi in cui lavremmo trovato addirittura lussuoso. Usciamo per la cena e seguiamo i consigli degli organizzatori del convegno. Il ristorante è enorme e polivalente, pieno di giovani e di famiglie con i bambini. Pasto completo, pizzeria, angolo bar affollatissimo. Ci presentiamo e ci fanno accomodare in una saletta più riparata, più intima, in fin dei conti "langolo buono". Siamo affamati e abbiamo gli occhi più grandi dello stomaco: curiosità ed appetito stanno andando a braccetto. Il servizio è puntuale e la cameriera dimostra una certa scrupolosità nel consigliarci i piatti tipici del posto. Ordiniamo cose pazzesche come risotto alla marinara e penne allarrabbiata (entrambe chiamate in modo diverso) trovandole divertenti. Continuiamo con frittura mista di pesce e tagliata classica alla fiorentina. Scegliamo in modo veramente disordinato, ma questa sera ci va così: ci sentiamo più turisti che gastronomi. La tagliata, comunque, è eccellente e ben servita .
Quello che non troviamo è il vino del Montalbano; quello stesso che siamo venuti fin qui ad assaggiare. Soltanto una brocca ne salta fuori, ma è meglio dimenticarla subito per tornare al bianco dellEtruria centrale che ci accompagna per tutto il pasto.
Non ci scappano né il formaggio né i cantucci con limmancabile Vin Santo. Siamo alla sigaretta quando il locale si svuota improvvisamente e la cameriera ci invita ad uscire a nostra volta. Sulla strada passa un corteo con tanto di majorettes e carri allegorici. E la festa del paese: quando si dice la combinazione! Una bimba, passando, mi offre una rosa mentre sui carri scorre la storia di Limite sullArno attraverso la rappresentazione dei vecchi mestieri. Un carretto stracolmo di bambini in calzoncini e cappellino mi colpisce particolarmente: ci riporta a vecchi cortometraggi sulle prime colonie (balneari).